Breve favoletta economica sul denaro e sullo sport

Immaginatevi un'isola lontana lontana. In quest'isola ci sono due gruppi sociali: il gruppo A e il gruppo B. Il gruppo A è impegnato nella raccolta delle noci di cocco, il gruppo B si dedica invece alla pesca dei merluzzi. La loro attività è di tipo economico perché è volta a soddisfare dei bisogni. Nello specifico, quelli di sopravvivenza. Un giorno quelli del gruppo A si stufano di mangiare noci di cocco e quelli del gruppo B di mangiare merluzzi. Per questo cominciano a commerciare noci di cocco in cambio di merluzzi. Essendo le noci di cocco meno deperibili dei merluzzi, quindi maggiormente “tesaurizzabili” (cioè risparmiabili e accumulabili), si sceglie di pesare ogni merce in termini di noci di cocco: un chilo di merluzzi vale 8 noci di cocco, ad esempio. Nasce così il DENARO. Nel caso della nostra isola, la prima forma che assume il denaro è quindi quella di “noci di cocco”. Gli scambi crescono, la tecnologia evolve, i prodotti si ampliano. Per le loro caratteristiche di divisibilità, di portabilità e, come già detto, di capacità di tesaurizzazione, emerge poi come nuova forma di denaro quella rappresentata dai metalli. I metalli sono utili e hanno un “valore merce” innegabile: possono essere utilizzati per creare attrezzi e gioielli e, senza citare motti e proverbi, sappiamo come possano piacere al mondo femminile e quindi, di riflesso, stimolare l'impegno di quello maschile. E' anche comodo sceglierli come forma di denaro perché, come detto sono frazionabili comodamente grazie alla divisibilità in unità di peso (uno o dieci grammi, ecc.). Inoltre sono più facilmente trasportabili e tesaurizzabili, sicuramente più di un camion di noci di cocco. In virtù di queste caratteristiche, essendo stati scelti come forma di denaro, assumono anche un valore di scambio. Ma per il momento non preoccupiamoci di questo. Concentriamoci invece sul fatto che l'uomo ha inventato il denaro che, per la nostra isola, nel momento in cui scriviamo, è rappresentato da pezzetti d'oro. Tutto va a gonfie vele ma ci sono alcuni problemi che affliggono la gente comune che appartiene ai gruppi A e B: i falsari. Questi ultimi usano del denaro falso fatto con metalli scadenti e più facili da reperire che manda all'aria tutto il sistema di scambi e di fiducia (ricordiamoci questa parola) messo su con tanta fatica. Cosa succede allora? Arriva da un paese lontano un soggetto impiccione chiamato Stato. Questo decide di farsi garante del denaro, attraverso la Zecca dello Stato. I pezzi d'oro diventano monete d'oro, hanno le zigrinature ai lati e una serie di stampe che ne rendono molto più difficile la falsificazione. Beh, lo Stato fa anche altre cosette: sicurezza, strade, leggi di civile convivenza... il tutto su larga scala, dove non possono arrivare le primordiali comunità. Con l'intervento dello Stato va tutto a gonfie vele di nuovo. Ma rimane un problema ancora: i delinquenti. Ok, i soldi non si possono più falsificare tanto facilmente ma si possono sempre rubare. I mercanti prendono delle belle botte in testa durante i loro viaggi, risvegliandosi senza i preziosi incassi per i quali lavorano. Il commercio crea benessere e, se viene penalizzato, ciò è un male per tutta la società. Per questo viene in aiuto un nuovo soggetto che fa da intermediario. Chiamiamolo Banca. La Banca prende in deposito il denaro e crea una serie di prodotti finanziari che eliminano una serie di inconvenienti del denaro “solido” e rinsaldando il meccanismo della fiducia attraverso il quale si consolida tutta l'espansione dell'attività economica. Al posto delle monete di metallo, viaggiano gli assegni e le lettere di credito. E, di nuovo, va tutto bene finché, sulla nostra scena non appare un individuo inquietante. Giunge un giorno di tempesta, su di una carrozza trainata da enormi cavalli neri come la pece ed entra in banca fra lampi e tuoni. E' un'entrata in scena talmente eclatante che richiede un capitolo a parte. E' il Misterioso Stregone.

L'AVVENTO DEL MISTERIOSO STREGONE

Questo individuo inquietante si presenta di fronte al direttore generale della Banca e punta i occhi magnetici su quelli del pavido funzionario. “Mi dica la situazione depositi alla data attuale!” tuona autoritario. Il direttore della Banca, soggiogato dal suo carisma e sintomatico mistero, non può che obbedire e gli presenta il seguente quadro:

GRUPPO A: 1000 monete d'oro GRUPPO B: 1000 monete d'oro

“Bene!” – dice compiaciuto – “Ora mi faccia un piacere: prenda la penna e scriva ciò che segue”

MISTERIOSO STREGONE: 1000 monete d'oro

La volontà del direttore di banca, pur vacillante, ha un sussulto. “Ma così potrà ritirare e utilizzare dei soldi non suoi! E cosa accadrà” piagnucola “se il Gruppo A e il Gruppo B decidono di ritirare tutto il loro denaro e io non glielo posso dare?” “Lei sa bene che questo non avverrà mai, soprattutto ora che l'economia va bene e i depositi sono in crescita” “Ma... almeno mi vuol dire che ci vuol fare con questi soldi?” “Obbella! Li spendo!” “Sì, ma come?” Il Misterioso Stregone tace e si fa serio. “La metà li darò ai poveri.” Il direttore di Banca, che in fondo in fondo ha una coscienza, tira un muto sospiro di sollievo. Il Misterioso Stregone non sembra una cattiva persona. Usa questo denaro per darlo ai poveri, assolve una lodevole funzione sociale. No? “E l'altra metà?” – chiede il direttore di Banca più rinfrancato. “L'altra metà” – risponde il Misterioso Stregone – “La userò per promuovere il mio sport preferito: Stappachiappa”.

DEFINIZIONE DI STAPPACHIAPPA TRATTA DA WIKIPEDIA: Stappachiappa è uno sport inventato da un Misterioso Stregone che consiste nel tentare di stappare una bottiglia di birra solo con l'aiuto dei muscoli locati in corrispondenza delle natiche.

“Ma...” balbetta il direttore. “Niente ma” replica il Misterioso Stregone “vedrà che si troverà bene, lasci fare a me”.

GLI ANNI PASSANO

Come suggerisce il titolo di questo capitoletto, gli anni passano e il Misterioso Stregone, coi suoi soldi, inizia a concretizzare gli effetti delle sue spese sulla società. I poveri prendono i soldi e lo votano, cosicché il Misterioso Stregone, una volta eletto, possa riprelevarli di nuovo attraverso le tasse. E lo sport Stappachiappa? Non ha subito vita facile. Inizialmente la gente si chiede: ma che senso ha provare a stappare le bottiglie di birra col culo? Ma poi nascono nuovi mestieri oltre a quelli antichi creati col vecchio modo di pensare e produrre. I bambini cominciano a sognare di diventare, da grandi, campioni di Stappachiappa perché guadagnano bene e sono famosi. I grandi scoprono nuove frontiere del giornalismo, scrivendo della “gloriosa millenaria lotta delle natiche umane contro i tappi delle bottiglie di birra”, e promuovendo ulteriormente lo sport. Qualcun altro si mette a vendere tute dotate di un buon grip nella zona derrière. Insomma, si sviluppa un certo indotto. E tutti si scordano di mangiare noci di cocco e merluzzi. O quantomeno lo danno per scontato. Finché...

TRADIMENTO! RIVOLUZIONE!

Il meccanismo che sembrava poter funzionare in eterno smette di funzionare: non tutti sono felici e si creano molte differenze sociali e sacche di povertà a dispetto delle politiche redistributive. Così tutti si accorgono all'improvviso, come per magia, dei magheggi del Misterioso Stregone. “L'avevo capito io che uno che inventa uno sport chiamato Stappachiappa era solo un maniaco pervertito!” dicono i soliti abituèe del “te l'avevo detto!”. Il Misterioso Stregone è sotto accusa. Portato su una pubblica piazza per la decapitazione però si difende. “Stolti!” tuona col suo indomito orgoglio stregonesco “Pensate che io vi abbia fatto del male? Che abbia procurato dei danni alla società? Siete fortunati che vi sia capitato io che ho distribuito soldi ai più poveri e ho impedito loro di diventare briganti. Io che vi ho allenato in modo giocoso a stringere le vostre natiche per evitare di avere sorprese alle vostre spalle! Sapete cosa avviene nelle altre isole?” I membri del pubblico giunti per l'esecuzione in piazza si guardano in faccia gli uni gli altri, in silenzio. Non hanno la risposta a quella domanda. Sono rimasti talmente tanti anni a cogliere noci di cocco e a pescare merluzzi che non hanno mai sentito il bisogno di chiedersi cosa avvenisse al di fuori della loro isola. “Ebbene” continua il Misterioso Stregone “Ve lo dico io! Là i miei colleghi hanno utilizzato i miei stessi espedienti ma non hanno indirizzato il denaro ai poveri o allo sport. Nossignore. Hanno costruito bombe termonucleari e allestito eserciti con cui un giorno verranno qui da voi, sottomettendovi. E se anche rinuciassero alla violenza più bruta, sappiate che hanno investito in settori strategici dell'economia che consentiranno loro di spazzarvi via dal mercato solo con la forza dei loro prezzi e con la qualità dei loro prodotti! Altro che merluzzi e noci di cocco...” A quelle parole il popolo riflette. Il Misterioso Stregone è antipatico ma forse è uno dei meno peggio. O no? Qualunque sia il responso sulla sua moralità, un giorno l'isola si troverà di fronte altre isole e con l'avanzare della tecnologia le distanze si annulleranno... E allora cosa accadrà? Il popolo però vacilla solo per un attimo. Insomma, si sono mossi da casa per vedere un'esecuzione capitale e sarebbe brutto rinunciarci solo per due parolette messe in fila in un momento di intima e ben celata disperazione. Che il misterioso stregone (togliamo la maiuscola) venga impiccato! Ma prima si tolga quel cappuccio che copre costantemente il suo volto, il quale, immerso nella penombra, lascia solo baluginare i due occhi fiammeggianti. Così il boia allunga una mano e scopre l'arcano. E il volto che emerge è... quello del direttore di Banca! Scopriamo così che si tratta de

IL CLASSICO VECCHIO ESPEDIENTE NARRATIVO DEL RISVEGLIO DALL'INCUBO

Il direttore di Banca si risveglia madido di sudore. Ha appena sognato di essere su una pubblica piazza, in attesa di essere giustiziato da una folla inferocita. Si solleva dal letto e beve un sorso dal bicchiere d'acqua che tiene sempre sul comodino, ogni notte. Sua moglie dorme tranquilla di fianco. I suoi figli sono silenziosi nell'altra stanza. Asciugandosi il sudore dalla fronte, tira un sospiro. Ma il sollievo non è lo stesso di quando si risveglia dall'incubo in cui lo insegue un gorilla assassino con la faccia di Carlo Marx. Non è del tutto sollevato perché la situazione “è quella che è”, come si suol dire. No, non c'è stato (e non c'è) alcun Misterioso Stregone. E così i ricordi riaffiorano. Era tutto cominciato con qualcuno che chiedeva un prestito. La Banca gliel'aveva concesso, in cambio di un giusto tasso di interesse. D'altronde, si diceva una volta, stava tutto lì, in quel tasso di interesse, il reddito della Banca. Poi i prestiti sono aumentati e anche la quantità e la qualità dei debitori. E' arrivato anche lo Stato a far debiti. E il direttore di Banca era contento. Tutti erano contenti. Tutti erano d'accordo. Sembrava un'ottima idea. “E' ancora un'ottima idea” bisbiglia il direttore di Banca con un filo di voce, a rischio di svegliare la moglie. Certo oggi bisogna un po' registrarla, raffinarla, forse rivederla. Già, manca una trovata risolutiva che quadri tutto. O forse, manca solo lui: un Misterioso Stregone da osannare e impiccare alla bisogna.

FINE