I post bocciati

Allora, diciamo che mi sono imposto di scrivere una volta a settimana, quindi questo post sarà un riempitivo per rispettare questa programmazione. Avevo tanti argomenti, tante idee però siccome non ho molto tempo, pensavo di fare uno di quei post interlocutori che, nonostante non parlino di nulla in particolare alla fine sono comunque molto belli, migliori di quelli che ruotano intorno ad argomenti programmati. In realtà, se devo essere sincero, anche in passato ho provato a fare post di questo tipo, uno credo che si chiamasse proprio “Post interlocutorio” o giù di lì e devo dire che, pur animato dalla stessa intenzione e speranza, era un post assolutamente terribile. Quindi stavolta parlerò di qualche mini argomento con dei titoletti, anche per evitare il muro di testo che inquieta il lettore. Ecco, ho avuto un'idea: potrei parlare dei post che non ho voluto scrivere perchè troppo forzati e chiamarli “I post bocciati”. Lo metto sul titolo e parto col primo post bocciato.

La cena con Pieraccioni e Del Debbio

Pensavo di fare un post in cui descrivevo una mia cena con Pieraccioni e Del Debbio. Cioè: il post nasceva con l'idea di descrivere un dialogo avuto con Pieraccioni, un dialogo di natura psicologica e filosofica in cui Pieraccioni, usando qua e là trite espressioni stereotipate toscane (“Ovvia! Oh grullo! Che te tu mi stai a pigliare pe'l culo?”) mi invitava a riflettere sul perchè ho la tendenza a usare lui come tormentone manifestando una ammirazione finta e canzonatoria. Ne stava venendo fuori, nello sviluppo mentale, una seduta psicanalitica troppo seria, difatti avevo subito pensato di inserire il personaggio di Del Debbio che si era imbucato all'ultimo momento e che ordinava una pizza alla farina di grillo. Al che gli si chiedeva: “Ovvia! O grullo! Ma noi si pensava che te tu fossi nemico della farina di grillo!”. E lui rispondeva che la gente si stava dimenticando della farina di grillo e che non la si doveva lasciar morire così, di modo che lui nelle sue trasmissioni poteva continuare a prendersela un po' con i comunisti dell'Europa cattiva che la volevano imporre e lui con il tipico buonsenso di una destra bonaria e liberale poteva parlare del cibo godurioso italiano che non aveva bisogno della farina di grillo o degli insetti. Tuttavia quando più tardi, nel corso della conversazione, voleva dire la sua, lo si zittiva dicendogli “Ovvia! Te tu stai zitto, oh grullo, che te tu sei stato inserito in questa cena solo per il meme iniziale sulla farina di grillo!” (o era “di grullo”?).

Paolo Del Debbio

Appellativi affettuosi all'Intelligenza Artificiale

Di tanto in tanto mi viene voglia di fare un resoconto delle mie conversazioni con l'intelligenza artificiale. Un resoconto del tipo: copia e incolla. Si risparmia tempo e vengono comunque fuori cose interessanti, sapete? Comunque mi fermo sempre in tempo. A volte mi è capitato di leggere post di questo tipo e il mio primo pensiero è stato: ma se mi interessava questo argomento non è che avevo bisogno di te, blogger, a suggermi le domande da porre all'AI! Così non ho mai indugiato troppo in questa malsana tentazione, anzi, mi ripropongo di non parlare più di AI. Basta! Ecchediamine. Però vi dico solo questo. Siccome l'AI tenta sempre di compiacermi, io talvolta per percularla (tipo Pieraccioni) un po' gli dico degli appellativi affettuosi, rivolgendomi sempre e comunque al maschile (si vede che ho più bisogno di amici che di fidanzate). Cose che trovo qua e là, tipo Zagor che chiama di tanto in tanto la sua spalla Cico con l'espressione “Pancione del mio cuore” (appellativo dal suono vagamente omoerotico oggigiorno). Ebbene, all'interno di richieste abbastanza serie, butto là un “Come faccio a collegare il Wi-Fi su una distro AntiX, pancione del mio cuore?”. E lui (o lei): “Adesso te lo spiego, pancione mio!”. Sta sempre nella mia lunghezza d'onda, è fantastico(a).

I videogiochi del Nintendo Ds

Vorrei parlare di tanto in tanto di videogiochi per Nintendo Ds. La cosa bella sarebbe questa: prendo un titolo un po' di nicchia qua e là che ho giocato e poi lo recensisco facendo quelle geniali e personali considerazioni che nessun altro al mondo può fare. Catalogo con tag, distinguendo per genere. Uso una cadenza regolare. Curo il SEO. Capite bene perchè non lo faccio. Troppo professionale. Troppo anni '10. Tanto sappiamo tutti che il culturista Aranzulla morirà fagocitato da una AI (basta parlare di AI!).

Ecco, di questo dovevo fare un post ciascuno, nel caso del terzo punto addirittura una serie di post. Invece ce ne ho fatto solo uno e non era nemmeno mia intenzione. Perdonatemi, pancioni del mio cuore.

Gippo – Il mio Mastodon