Il gioco come regressione (manifesto)

Se il videogioco è defunto, come ho scritto nel mio ultimo post, questo vuol dire che abbiamo la libertà di scrivere una nuova pagina, una pagina ora bianca. Il videogioco non è defunto, in realtà non è ancora nato. Ha provato a uscire dal ventre della nostra creatività ma è stato risucchiato in una forma commerciale, vendibile, standardizzata. Qualche indie ha provato a uscire dalla forma ma la forma ha ripreso inesorabilmente il sopravvento. I portali e le piattaforme hanno fagocitato i tentativi del videogioco di emanciparsi dalla forma commerciale.

Non è vero che il ricorso all'estetica e alla meccanica dei vecchi giochi, che ha caratterizzato fortemente la dinamica del gamedev indie, sono stati l'epitaffio del videogame. Non è vero che il revival è un indice del postmoderno.

Il revival è un tentativo di regressione, è una sorta di viaggio nel tempo. Fare finta che il gioco non sia mai esistito, riprovare a percorrere nuovamente quei primi passi verso un futuro di speranza per una forma espressiva che poteva aiutare ad ampliare la sfera del possibile come e più della letteratura e del cinema messi assieme.

Il bambino regredisce per far capire alla sua psiche che la fase precedente l'ha assimilata bene, che ora può andare avanti. Può crescere.

Credo che questo possa essere l'unico modo di creare videogiochi oggi: come modo per consolidare le nostre esperienze per poter andare avanti e crescere verso nuove responsabilità.

La responsabilità di fare delle scelte dolorose e capire che comportarsi con i fenomeni culturali legati al videogioco nel modo che è stato utilizzato finora non condurrà da nessuna parte.

Smettiamola di fare giochi per farci dire: guardatemi quanto sono bello. Guardiamoci noi dentro e mettiamo con sincerità nel videogioco quello che abbiamo, stravolgendone la forma, rivoluzionandone la sostanza. Lo scopo è sempre quello della razza umana: usare l'immaginazione per influenzare il reale.

Questo post non supera né le 500 parole, né i 5000 caratteri. Sticazzi.