SUPERMARCO Zen

Non devo essere io a dirvi che viviamo degli strani tempi. Qualche anno fa mi piaceva gingillarmi con la fantasia dell'indie game developer e partecipavo a piccole jam (che vuol dire “marmellata”) con l'atteggiamento di chi non pensava troppo alle conseguenze della sua piacevole distrazione da nerd. Oggi mettermi a fare un videogioco come SUPERMARCO Tennis, di cui vedete un'immagine qui sotto SUPERMARCO Tennis mi sembra un'impresa improba. Improba perché non c'è la testa, non perché manchi il tempo. Improba perché l'immaginazione e le minime facoltà logiche richieste per l'impresa rischiano di venire fagocitate dall'incertezza di questi tempi che, come ho detto in apertura, sono strani.

SUPERMARCO Tennis (attenzione: SUPERMARCO si scrive sempre, rigorosamente, tutto maiuscolo) doveva essere un gioco di tennis, sport non di contatto quindi praticabile in sicurezza anche in tempi di Covid. Tuttavia, se al termine della partita vi piace scambiarvi un bacio sulla bocca col vostro avversario, anche il tennis può essere uno sport pericoloso in tempi di Covid.

E, a questo proposito, avete notato come siamo passati da “L'amore al tempo del coronavirus” cioè un contesto in cui è coronavirus il termine dominante, a “Il tennis al tempo del covid” cioè un contesto in cui questa snella e agile parolina (covid), attraverso una selezione naturale del linguaggio, finisce con l'andare per la maggiore. Aveva ragione Burroughs, è la parola il virus. Il che non è un'affermazione da negazionista ma semplicemente la constatazione che il nostro salto evolutivo è avvenuto con la parola che si è insinuata nel nostro cervello, nel nostro sistema nervoso, fino al punto che non possiamo farne a meno per tracciare una mappa del nostro ambiente esterno e, soprattutto, interno.

Comunque, tornando a noi, non posso sviluppare SUPERMARCO Tennis perché diventerebbe solo un esercizio zen.

“Maestro, là fuori la pandemia infuria, cosa devo fare?” “Mettiti davanti al PC e sviluppa SUPERMARCO Tennis.” “Ma che senso ha, maestro?” “Te, dopo tutto 'sto tempo a frequentare maestri zen, non hai ancora capito un cazzo, eh?”

SUPERMARCO Tennis era nato qualche anno fa, quando mi dilettavo, ogni estate, in un torneo di tennis amatoriale di quelli giocati utilizzando racchette reali e campi da tennis non virtuali. Avevamo creato un sito, una chat e infine, un giorno, avevo pure messo online un giochino bruttissimo fatto col Construct 2 e le nostre facce sugli sprite dei giocatori. Il classico devertissment (mettete accenti a casaccio sulle e).

Il ricordo è un qualcosa di molto labile, fugace e ingannevole perché a me sembrava che quel giochino fosse una gran figata, se mi si perdona questo linguaggio grezzo e giovanile. Difatti, ricercando affannosamente questo parto del mio ingegno fra i meandri dell'hard-disk e infine trovandolo, mi sono reso conto che era una vera porcheria. E allora perché mi era sempre rimasta in testa la fantasia che un giorno l'avrei ripreso, rivisto, risviluppato per renderlo un piccolo gioiello?

Beh, a mio avviso aveva una idea molto carina che non ho visto proposta in molti giochi: doveva essere un tennis con visuale laterale. Il modello di riferimento era un gioco di pallavolo che forse molti di voi, anziani quanto me, avranno giocato nei cabinati: “Super Volleyball”. Un gioco che continuo a considerare divertentissimo e che ha addirittura superato la prova del tempo appassionando mio nipote in sfide uno contro uno. Lo trovate in giro come rom per il MAME e di seguito vi mostro un'immagine per permettervi di identificarlo. Super Volleyball La realizzazione grafica del personaggio SUPERMARCO è invece casuale. E' necessario che il mondo sappia che il mio programma preferito per l'editing della pixel art è una applicazione semplice semplice fatta con Adobe Air (che non viene più sviluppato, come sapete) la quale si avvia predefinita con uno spazio di lavoro adatto a creare uno sprite di dimensioni 16x16. Ecco, a volte la apro e mi metto a fare piccoli personaggi. SUPERMARCO, fra i vari, mi è sembrato particolarmente adatto per il mio gioco di tennis. Tutto qui.

Stavo pensando ad un modo deprimente per chiudere questo post, ma non mi viene in mente. E allora chioserò invece con due curiosità stuzzicanti!

  1. Lo sapete perché SUPERMARCO si scrive sempre tutto maiuscolo? E' molto semplice. Mi piaceva l'idea di scriverlo tutto attaccato, in una sola parola, ma non mi piaceva l'idea di tenere la m centrale minuscola (“Supermarco”), pur rifiutando l'eventualità di tenerla maiuscola lì al centro (“SuperMarco”). Ovviamente ho escluso subito l'ipotesi di scrivere tutto minuscolo (“supermarco”), quindi…

  2. Avete notato che SUPERMARCO, pur essendo il protagonista di un gioco di tennis, non ha alcuna racchetta in mano? Pensateci su. E' un esercizio zen.