Un post scomodo

Attenzione amico lettore! Questo post parte lento, quasi innocuo, cullandoti nei pigri ragionamenti personali dell’autore. Ma non farti ingannare! E’ un post scomodo!

Scrivo questo post su Microsoft Word 2013. Ho tanta nostalgia per il periodo in cui ho ottenuto legalmente questa copia di Office 2013! Un corso della regione in cui giovani promettenti (ma disoccupati) si impegnavano a creare nuove idee imprenditoriali e organizzative, specializzandosi nella nobile arte del project managing. Che nostalgia! Ma nemmeno troppa, eh.

Ultimamente ho un nuovo PC e debbo dire che ce l’avevo quasi fatta a conservarlo completamente privo di programmi piratati. Ma poi ho voluto provare Dead or Alive 5 Last Round. E l’emulazione della Playstation 1 e 2. E del Gamecube. E della Dreamcast. Soprattutto vale l’amara considerazione che, se voglio ancora dire a me stesso che un po’ sono artista, non posso prescindere da Adobe Photoshop CS2. Quindi vai di Keygen per l’attivazione telefonica farlocca. Il punto critico della questione è che il filtro Stamp di Adobe Photoshop non ce l’ha nemmeno il Krita del 2026 con G’Mic al seguito. Sì, si chiama allo stesso modo, sì, si possono usare dei workaround (come dicono gli angli), ma Stamp di Photoshop CS2, nato nella prima decade di questo secolo climaticamente riscaldato e ancora in corso, risulta ineguagliato ai miei modesti scopi. In quale altro modo potevo conservare ancora l’illusione di avere qualcosa da dire a livello artistico senza il filtro Stamp? Ho provato a fare le lineart con Inkscape e debbo dire che è anche divertente ed esaltante (specie se non sai disegnare) rimodellare quelle linee, magari sopra la rassicurante guida di una figura sottostante, piegandole a tuo piacimento. Ma io un pochino so disegnare. Nulla eguaglia la sensazione e il controllo della matita su carta, mi spiace. E nulla eguaglia la velocità del procedimento “vecchio stampo” di buttare grafite sul foglio, per poi scansionare, aumentarne il contrasto, applicare il filtro Stamp. Perché scrivo tutto ciò? Nessun motivo particolare. E’ che volevo fare un post “scomodo”.

Ah-ha! L’autore si scopre!!!

Prima di farlo mi sono chiesto: cosa contraddistingue un post scomodo? Dare del macellaio al capo di uno dei tanti governi internazionali guerrafondai? Lamentare della diseguaglianza nella distribuzione dei redditi? Prendersela con le affermazioni fuori dalle righe di un qualsiasi leader populista sintonizzato sulla pancia dell’opinione pubblica? No, un post scomodo è diverso. Un post scomodo è un post che narra, promuove, fa la tacita apologia di eventi e azioni illegali. Ma non grandi azioni illegali, tipo stupri, violenze, uccisioni singole o di massa. No, quella è roba sdoganata, che ha quasi funzione catartica quando rappresentata. Un post scomodo è un post che parla di piccoli odiosi reati: pirateria, evasione delle tasse, elusione fiscale, furto di benzina da auto in sosta, stalker leggero, rottura di specchietti retrovisori. Tutta roba che non contiene in sé alcun germe di protesta collettiva o di nobile rivolta. Ma forse, penserete, tu ci vuoi dire che in questa società capitalista, il capitale stesso si occupa di rappresentare sia l’estabilishment borghese elitario, sia, all’estremo opposto, le possibili istanze rivoluzionarie, lasciando solo spazio a gesti gretti, antipatici e poco spettacolari? No, non proprio. Volevo solo fare un post scomodo. Però c’è del vero in questa domanda che contiene retoricamente una risposta. Soprattutto questo sistema (che io ho chiamato capitalista) si occupa di renderci tutti responsabili gli uni verso gli altri attraverso un controllo gerarchico per cui, se io scrivo un post scomodo, ne soffrono le conseguenze i gestori dell’istanza del Fediverso che mi ospita, per cui essi sono costretti a sospendere il post scomodo o a diventare conniventi. Questa è una delle considerazioni per cui ritengo che internet sia tutto tranne che uno strumento rivoluzionario (d’altronde era uno strumento dei militari in origine, gli stessi che hanno l’esclusiva della violenza legalizzata e dei viaggi spaziali).

Ma obietterete voi, ecco, sei partito dall’idea di fare un post scomodo solleticando un molle indugio in mediocri manifestazioni del male e sei approdato alla critica sociale. Allora il tuo non è più un post scomodo! Il capitale ti ha arretito nei suoi meccanismi e ora tuo malgrado ti ritrovi a fare la parte del controcanto democratico e autorizzato all’estabilishment plutogiudaicomassonico! Cazzo, avete ragione!!! (Un post scomodo secondo me è anche volgare).

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