L'incontro con Cappuccetto Rosso

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Ehilà, amico mio! Ti stavo aspettando per raccontarti questa storia.

Sai, per me il tempo è come un ruscello che salta tra le rocce: io resto sempre qui, con i miei dieci anni e i capelli spettinati, ma vedo il mondo cambiare intorno a me.

L'altro giorno ho deciso di fare un salto nel tempo e nello spazio, proprio in quel bosco che conoscevo bene, per vedere che fine avesse fatto quella dolce bimbetta che tutti chiamavano Cappuccetto Rosso.

Mi sono incamminato verso le tre grosse querce, dove un tempo c’era la casa della sua nonna, proprio sotto la macchia di noccioli.

Ebbene, la casa è ancora lì, ma è diventata un posto magico! Cappuccetto Rosso è cresciuta, ormai è una donna saggia e forte. Non è più la ragazzina che si faceva incantare dai fiori nel bosco perdendo la strada. Ora porta ancora un mantello rosso, ma è più scuro, di una lana pesante che la protegge dalla pioggia e dal vento.

Cosa fa per vivere? È diventata la Custode del Sentiero.

Mentre io viaggio per risolvere misteri, lei ha deciso di restare lì per proteggere gli altri. Ha trasformato la vecchia casa della nonna in un rifugio per viaggiatori e bambini. Insegna a tutti come riconoscere le “bestie cattive” e, memore della sua avventura, spiega l'importanza di non uscire mai di strada quando il pericolo è in agguato.

Mi ha accolto con un sorriso e mi ha offerto un pezzo di quella famosa focaccia e un sorso di vino, proprio come quelli che portava nel cestino tanti anni fa. “Bigoulìn,” mi ha detto con voce ferma ma dolce, “il lupo mi ha insegnato che l'oscurità esiste, ma il cacciatore mi ha insegnato che c'è sempre una speranza se si ha coraggio”.

Oggi lei non raccoglie più fiori a caso per il bosco; ora è una profonda conoscitrice delle erbe, proprio come io conosco i segreti della natura. Prepara infusi per i malati del villaggio, continuando la missione della sua nonna, che era sempre debole e malata. La cosa più bella è che ha mantenuto la promessa fatta quel giorno: non corre mai più sola lontano dal sentiero se non sa esattamente dove sta andando.

Vederla così felice e rispettata dagli adulti del villaggio mi ha scaldato il cuore. Anche se lei è invecchiata e io no, ci siamo riconosciuti subito. Perché chi ha vissuto una fiaba non dimentica mai la Meraviglia.

Il mio nemico è l'oblio, lo sai, ma finché lei continuerà a raccontare ai bambini la storia del lupo, del cacciatore e delle pietre nel ventre della bestia, io e lei resteremo vivi per sempre.

E tu? Ti ricordi ancora di non uscire dal sentiero, o hai bisogno che Bigoulìn venga a salvarti?


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