La leggenda di Halloween
Ero in viaggio attraverso un paese isolato nel nord Europa, immerso in una nebbia spettrale che avvolgeva ogni cosa. Era la vigilia di Halloween, un periodo in cui antiche leggende tornano in vita, alimentate dalle ombre lunghe delle giornate che si accorciano.
Durante una sosta in una piccola locanda, incontrai un vecchio con un viso segnato dal tempo.
Con voce bassa e misteriosa, mi raccontò una leggenda che aveva ascoltato da bambino, una storia che ogni anno ricorreva durante Halloween.
“Si dice,” iniziò il vecchio, “che nelle notti che precedono Halloween, l'anima inquieta di una giovane donna si aggiri per queste terre. Il suo nome era Ingrid, e la sua storia è intrisa di dolore e amore perduto.”
Mentre il vecchio parlava, l'atmosfera nella locanda sembrava farsi più cupa.
“Ingrid era una giovane e bella contadina, innamorata di un giovane cavaliere. Ma il destino crudele li separò: il cavaliere fu chiamato in guerra e non fece mai ritorno. Ingrid, distrutta dal dolore, vagò nelle notti buie alla ricerca del suo amato, finché una notte di Halloween scomparve misteriosamente nel bosco.”
La leggenda narra che il suo spirito torna ogni anno, cercando ancora il suo cavaliere perduto. La gente del posto crede che nelle notti che precedono Halloween, si possa sentire il suo lamento tra gli alberi e vedere il suo pallido volto alla luce della luna.
“Attento, viaggiatore,” mi avvertì il vecchio, “se ti trovi nel bosco durante queste notti, potresti incontrare Ingrid. Alcuni dicono che chieda ai passanti se hanno visto il suo amato. Se rispondi di sì, lei ti seguirà, sperando che tu possa guidarla da lui. Ma se dici di no, la sua tristezza sarà così grande da spezzare il tuo cuore.”
Ascoltai il racconto con un misto di fascino e timore, chiedendomi se avrei davvero potuto incontrare Ingrid in quella notte magica e inquietante.
Con il crepuscolo che avanzava, la leggenda di Ingrid divenne parte della mia mente, un'ombra silenziosa che avrebbe accompagnato il mio viaggio nel cuore della notte.
La luna piena illuminava il bosco con una luce fredda e argentea, creando lunghe ombre tra gli alberi spogli. Le foglie secche scricchiolavano sotto i miei passi, e un silenzio inquietante avvolgeva l’aria, rotto solo dal soffio del vento autunnale.
Improvvisamente, una figura eterea apparve tra gli alberi. Una fanciulla dai capelli lunghi e scuri, vestita con un abito bianco che sembrava fluttuare come nebbia. I suoi occhi, tristi e vuoti, scrutavano il buio alla ricerca di qualcosa... o qualcuno. Le sue mani pallide, quasi trasparenti, si muovevano lentamente, come se stesse cercando di afferrare un ricordo perduto.
La fanciulla si fermò vicino a un vecchio albero, il suo volto pallido illuminato dalla luce spettrale della luna. Un lamento dolce ma straziante si levò dalle sue labbra, un eco di amore e dolore che penetrava il cuore. In quel momento, il tempo sembrava fermarsi, come se la foresta stessa trattenesse il respiro in attesa.
Con un movimento lento e aggraziato, la fanciulla si voltò verso di me, i suoi occhi incontrarono i miei. Un brivido gelido percorse la mia schiena. Sentii il peso della sua solitudine e la profondità del suo desiderio irrisolto. Poi, come un soffio di vento, scomparve nella notte, lasciando dietro di sé solo il fragile eco del suo pianto.
Halloween era davvero una notte in cui il confine tra i mondi si assottigliava, permettendo agli spiriti inquieti di vagare tra noi. E quella notte, nel cuore del bosco, avevo incontrato il fantasma di una fanciulla alla ricerca del suo amore perduto.
Una storia antica, che ogni anno tornava a vivere in quella notte magica e spaventosa. 🎃🌲👻