Quella nel passaggio fra gli anni '70 e '80, quella di noi “nati zoppi” perché ancora troppo piccoli per capire e di colpo catapultati in un “capire” diverso.
Fra le BR e i NAR, crisi energetiche, il (malato) boom economico degli anni '60 oramai un ricordo, scioperi nelle fabbriche di un morente ceto medio, vecchi fascisti riciclati ad un nuovo che avanza sempre al potere, i sogni (veri) di Bologna quando era ancora Bologna, la strategia della tensione, le stragi “dello” Stato.....e poi il cantautorato italiano simil-impegnato di sinistra o di area cattolica....Poi ad un tratto siamo cresciuti ed abbiamo visto un altro paese, diverso, spregiudicato, incattivito, individualista, disperato da una parte e affamato di potere e soldi dall'altra.
Lo spartiacque? Vasco Rossi, lui era (a quel tempo e forse suo malgrado) il nuovo che avanzava, le sue tematiche erano incentrate a raccontare più un “singolo” alle prese con la vita di tutti i giorni che la collettività....e chiunque ragazzo/a orfani di una collettività vi ci si poteva riconoscere. Non per colpa ovviamente di Vasco ma stavamo già scavando la nostra fossa (come singoli e come paese).
Pier Paolo Pasolini e Luciano Bianciardi ci avevano avvertito ma sono rimasti inascoltati o forse il meccanismo era già in moto e non si poteva più tornare indietro.
Nel mentre a cambiare erano i politici, non più politici ma burocrati, tecnocrati, imprenditori, pagliacci da circo, sinistra e destra una palude indistinguibile comune e accomodante....questo sarà il futuro.
Un Vasco Rossi che oggi ripete se stesso...no, forse messa così è troppo cattiva...ma è reale, fatevi un apericazzo insieme ad un accomodante nulla mentre sanremo e san gennaro penseranno ad un resto.
Abbiamo dimenticato per comodo ma non abbiamo ancora saldato un conto all'oste....se già non vi basta.
#storie #lettura #fediverso #blog #news #musica #blues #italia #cultura #societa
By The devil in my blues
Oggi il vecchio narratore suona blues in un parco insieme a Nuvola.
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(e sarete migliori.....)
A quei tempi (?) insieme a me c'era ancora Elvis (il mio compagno a quattro zampe)....quello che ricordo (nel bene) erano le interminabili passeggiate all'aria aperta in tutta tranquillità mentre intorno a noi “gli altri” (la gente nel senso più dispregiativo possibile) viveva nella paura e nel sospetto. Ricordo (e non lo dimenticherò mai insieme ad altre cose...) un auto della polizia municipale che transitava intorno allo stadio (zona di attività sportiva all'aperto) mentre dal megafono usciva un consiglio/avvertimento/ammonimento.....“ma cosa ci fate fuori! Rientrate nelle vostre case!!”.....io però continuavo a farmi i cazzi miei tanto c'era Elvis con me e tanto non me ne fregava un beato cazzo.
La situazione non era ancora precipitata del tutto ma lo sarebbe stata di lì a poco grazie ad una propaganda martellante e ad un governo di balordi ed incapaci (anche altro ma questo verrà fuori più tardi) che invece di rasserenare un clima generale già di per sé pessimo lo portarono alle sue estreme conseguenze.
Paura ingiustificata, isolamento forzato ed alienazione per milioni di persone, tamponi e....vaccinazione obbligatoria per poter vivere...cioè per portare a casa un cazzo di stipendio, cioè per poter lavorare. Vaccinazione che ho dovuto subire sul mio corpo.
E non dimentico....e non voglio dimenticare malgrado sembra sia la normalità quei camion militari di notte pieni di cadaveri che venivano portati chissà dove....ma ci credete davvero?? E non dimentico gli 80° sottozero del primo “vaccino” con la scorta della polizia....la settimana dopo lo stesso vaccino lo somministravano nei cessi.
Lasciamo perdere...e lasciamo perdere su quanto i soliti noti hanno lucrato sulle mascherine, tamponi e chissà quant'altro.
Io, io, io non sono né un no-vax né un pro-vax....frega un cazzo ma la verità.... almeno la verità sì....e per un resto andate tutti a fanculo.
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(Il vostro jazz? No grazie)
Il jazz (ma non solo) è morto e sepolto oramai da un bel po'.....eppure le scuole di jazz non mancano, così come gli ottimi musicisti, per non parlare delle rassegne estive dopo-bagnetto-spiaggia o di quelle invernali immerse nel verde della natura (cioè la natura di voi ne farebbe volentieri a meno) quindi??...Quindi sto'hazzo, oggi il jazz va bene come sottofondo musicale in un supermercato o per qualche apericazzo pomeridiano ma nulla più....eppure se ci fate caso, chi oggi suona jazz è “formato”, è in possesso di una tecnica “straordinaria”, conosce tutto, scale, accordi, cromatismi, intervalli.... Notevole ma personalmente se devo sorbirmi questi “fenomeni” preferisco ascoltarmi qualcosa direttamente dal buon “vecchio” jazz di un tempo che fu.
Un passo alla volta....il jazz è sempre stato un genere musicale “precursore” dei tempi che stavano arrivando, di un cambiamento che era nell'aria, che lo si poteva quasi respirare....e così è sempre stato almeno fino agli inizi anni '90 dopodiché è arrivato il nulla, tempi di nulla....ed il jazz oggi, tranne rarissime eccezioni, rappresenta proprio questo nulla, fatto di nulla, tecnica al servizio di un nulla e riguardo ad un “dire”? Nulla.......Ornette Coleman doveva saperne qualcosa, Miles Davis, Archie Shepp, John Coltrane...e tanti, tantissimi altri.....ed a ciascuno un suo tempo.
Oggi è così e forse è giusto che sia così....ci si addormenta facilmente fra un apericazzo e l'altro, ci si imbottisce di psicofarmaci più o meno legalizzati, parliamo (suoniamo) con e come stupidi algoritmi, abbiamo la conoscenza senza però avere un cazzo da dire......
Di solito ammiro ed invidio quelli che sanno suonare meglio di me ma quando si parla di jazz (o di blues) no...anzi, è tutto qui quello che sapete fare? Avete studiato così tanto per cosa?? Per una minestrina riscaldata? Per una tecnica fine a stessa? Ma non vi guardate intorno? Non vi siete mai fermati ad annusare? Vi accontentate di un pubblico assuefatto a qualsiasi merda? Non vi passa neanche per la testa che sognare non è un reato ma è possibile? Reale? No preferite questo compiacente nulla.....Cazzi vostri, ho sempre i miei dischi, ho sempre il mio jazz, ho sempre il mio blues.
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Ma perché volete per forza etichettarmi come Pro qualcosa o No qualcos'altro?
Sono io, e tanto basta... Spiritualista esistenzialista, mangio di tutto ma nel possibile evito qualsiasi cosa sia stata lavorata/trattata da esseri “umani”... sottolineo nel possibile, quindi mi limito a pasta o pane di farina integrale, formaggio Grana, frutta e verdura....e la carne e il pesce? Solo se hanno vissuto bene le loro esistenze fino ad una fine “naturale”.... quindi di carne nel piatto quasi mai (ma non mai). Inutile dirlo, odio la pasqua più di qualsiasi altra festa comandata dal sistema, odio la mattanza nelle tonnare, odio gli allevamenti intensivi e tutto il buonismo bigotto che c'è dietro, odio le sagre (troppi “umani” intenti a socializzare ingozzandosi di tutto)...Mi è rimasta impressa una frase che mi ha detto un collega-cacciatore “si si ma quando tua moglie ti fa le pappardelle al ragù di cinghiale....” fortunatamente mia moglie non è così stupida da farmi le pappardelle al ragù di cinghiale perché sa che non le mangerei (mi dispiacerebbe troppo per il cinghiale) e credo anche a lei ma c'è anche un altro motivo...posso farne tranquillamente a meno...No grazie.
Quindi mangio di tutto, così mi hanno insegnato i miei nonni e poi i miei genitori....però i tempi sono cambiati, loro erano contadini, quello che mangiavano era frutto del loro sudore e di quella terra, della cura che si prendevano di essa, anche una briciola di pane non veniva buttata....io mi sono solo riadattato a questi tempi infausti secondo una mia logica “spiritualista”, cerco di salvare il salvabile....un po' me stesso ma soprattutto una natura già sofferente per le nostre scelte disgraziate e non certo per salvare gli “umani”.
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