Il vecchio narratore (The devil in my blues)

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....Agente, faccia entrare il prossimo. L'agente annuì ed uscì per qualche minuto dall'aula. Al suo rientro teneva in braccio l'imputato, una vecchia chitarra che aveva conosciuto tempi migliori...la adagiò con cura sulla sedia e si allontanò. .....L'imputato si alzi, sentenziò il giudice, giuri di dire tutta la verità e nient'altro che la verità. Lo giuro, rispose l'imputato. ....Si sieda. I capi d'accusa a sua carico sono per istigazione alla violenza, incitamento all'odio razziale e disturbo dell'ordine pubblico, ha qualcosa da dire a sua discolpa? Signor giudice non ho commesso niente di tutto ciò, sono innocente. ....Questo non spetta a Lei deciderlo ma alla suprema autorità della presente corte in base ad una serie di prove e circostanze che al momento provano la sua malafede e responsabilità. È stato da Lei composto il brano dal titolo Fumo Facile? Si signor giudice. .....È consapevole del fatto che sia il testo che l'immagine usata come cover del suddetto brano rientrano fra i capi d'accusa a Lei imputati? No signor giudice, respingo tale accusa non riscontrando alcun fondamento. .....Ha delle prove dimostrabili al riguardo? Si signor giudice, la prima riguarda il testo del brano in questione, “buia è la notte, falò all'orizzonte....Fumo Facile”, è chiaro il suo intento puramente descrittivo, nel buio della notte i fuochi in lontananza sono più visibili e nitidi assumendo un valore puramente simbolico che di giorno non avrebbe altrettanta valenza. .....E riguardo alla cover usata per la pubblicazione? Ha qualcosa da aggiungere in merito? Signor giudice di tratta di una immagine, di pubblico dominio peraltro, che ho trovato in rete, fa parte della storia, della nostra storia. ....E le sembra normale mostrare degli uomini incappucciati in piena notte intorno ad un sacro simbolo cristiano, una croce avvolta dalle fiamme? Lo sa che quegli uomini erano membri del Ku Klux Klan? Setta paramilitare contraria all'integrazione razziale fra bianchi e negri? Si rende conto che pubblicando tale immagine incita ad una violenza di genere? Signor giudice l'intento non era questo ma di pura e semplice narrazione degli eventi accaduti e che purtroppo si ripetono ancora oggi. Nascondere quanto accaduto non vuole dire che non sia mai accaduto o che non accadrà più, questo si chiama moralismo buonista del cazzo. .....Imputato la invito ad usare toni più riguardosi nei confronti della corte. Signor giudice sono solo un vecchio e forse l'ultimo narratore di questo mondo, se mi condannerete al silenzio insieme a me condannerete anche tutta l'umanità, la narrazione è memoria, è consapevolezza, è un pensiero critico. .....Silenzio! La corte si ritira in giudizio per la formulazione della sentenza finale.

—————-PAUSA————-

..... L'imputato si alzi. In base agli algoritmi in nostro possesso questa corte la dichiara colpevole di tutte le accuse sopracitate, le è inoltre vietata qualsiasi forma di ricorso in appello pertanto la condanna con effetto retroattivo comporta la rimozione immediata del brano Fumo Facile che sarà consegnato di conseguenza all'oblio ed il suo totale silenzio-assenso in merito con ammissione di colpa e redenzione dal Male. L'udienza è pertanto chiusa, agente faccia entrare il prossimo.

——-FINE (prima parte)—-

Quello che loro (gli algoritmi generati dall'AI) non sanno perché non possono sapere né mai ci arriveranno è che rientrato a casa ho preso Nuvola e siamo usciti, una volta arrivati al parco, dove vado solitamente a suonare, ho aperto la Scaletta del diavolo proprio con Fumo Facile e da allora è diventato il primo brano di apertura. Così come i libri non si possono bruciare così non si può ridurre al silenzio il vecchio narratore.

(Novella tratta da una storia immaginaria realmente accaduta)

——————FINE—————

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By The devil in my blues Oggi il vecchio narratore suona blues in un parco insieme a Nuvola. Qui https://peertube.uno/a/the_devil_in_my_blues_/videos Qui https://makertube.net/a/thedevilinmyblues/videos E qui https://poesieinterrotte.altervista.org/

Dopo aver passato l'intera infanzia a leggere i fumetti di Topolino (attenzione 1, non avevano niente a che fare con il Topolino buonista e moralista di oggi) e la successiva adolescenza a “leggere” riviste porno (attenzione 2, mille ori in confronto al porno standardizzato e banalizzato di oggi) ed arrivato bene o male ad un tempo nel quale si preferisce guardare indietro che avanti mi sono accorto di avere una quantità enorme di libri riposti un po' ovunque... eppure non sono mai stato un grande lettore anche se mi è sempre piaciuto leggere......soprattutto ri-leggere, il che vuol dire che ci sono libri che sì ho letto ma che poi non ho più smesso....e questa cosa richiede tempo, un tempo che di conseguenza veniva sottratto ad altri libri......no, me li sono letti tutti. Tasselli di una metamorfosi, faro e bussola per muoversi in questo cazzo di mondo senza smarrire una strada di casa, impronte e respiro di animali selvatici percorrendo un sentiero non battuto. Eppure....eppure prima ero felice, stupido ma felice, oggi che ho letto forse non molto ma abbastanza sono solo più infelice e come se non bastasse ugualmente stupido. ....Non importa, come ci ricorda ed insegna Il Maestro e Margherita di Bulgakov i libri non si possono bruciare né dimenticare. Ho letto i libri sbagliati? O sono stati i libri a trovare un lettore sbagliato? Non lo so ma so che l'essere umano è fatto di narrazione, anzi, di pagine bianche dove la narrazione dei libri si stratifica nel lento scorrere di un tempo solo loro. Siamo fatti di quelle pagine ed ogni pagina una porta che si apre su questo mondo e sul nostro misero scorrere, se mi fossi fermato a Topolino il mio mondo sarebbe rimasto quello di Paperopoli, colorato, immune al dolore, con i buoni che sono buoni e i cattivi che sono cattivi....quel posto sicuro ed impermeabile all'esterno. Un mondo rassicurante dal quale non si esce per volontà propria (bisognerebbe essere davvero stupidi) ma si viene trascinati...qualche volta con tenerezza altre con “violenza” e non ci si può sottrarre né tantomeno scegliere. Dove sono? Chi sono?...e dove posso andare.....già, dove e come. Ed ecco che “casualmente” un libro ti si avvicina per farsi leggere e per riempire la tua prima pagina....lui lo sa che è quello giusto per te ma te? Come puoi saperlo? Non lo sai e comprenderai di quella scelta solo molto molto tempo dopo.....ma intanto è già diventato parte della tua narrazione, sei già un libro. Metamorfosi.

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Di questo racconto conosco solo il titolo ma non una trama né se varrà la pena scriverlo... quindi aspetto che accada qualcosa, se accadrà. Non sopporto questo stato di attesa, mi costringe a pensare ad altro, a fare altro, tutte cose inutili in confronto allo scrivere....Lo chiamano il blocco dello scrittore ed andrebbe anche bene se fossi uno scrittore ma non lo sono....loro sanno scrivere mentre io mi limito a narrare. Che forse sia già stato detto e scritto tutto? Ha senso perpetuare una scrittura che è già stata scritta solo per il botteghino o per soddisfare le proprie velleità “artistiche”? Quale credibilità possono avere questi pseudo scrittori da ricchi premi e cotillon? Zero...però continuano a pubblicare con lo stesso identico sorriso stampato stampato sulla faccia....e ci credo, vendono. Io cosa vendo? Nulla, non che non mi piacerebbe o non ne avrei bisogno....ma a chi? Con quale coraggio? E io non ce l'ho il coraggio....di mentire a ma stesso. Ma oggi si può fare di tutto, la parola mentire ha perso di qualsiasi significato dal momento in cui mentire non è più mentire ma possibilità altre. Altre cosa? Altre tutto....e alla faccia di questo tutto preferisco lasciare questo racconto incompiuto fin dal titolo così nessuno potrà leggerlo, comprarlo, amarlo od odiarlo...Se anche il vento sarà un algoritmo, provate ad ascoltarlo, a sentirlo sulla pelle mentre vi scompiglia i capelli, provate a gridarci contro, ad attraversarlo....accade nulla.

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Dite la verità....non mi sopportate ma non potete fare a meno di me...e come potreste dal momento che sono l'unico possibile e probabilmente anche il migliore? Vi sfrutto, vi corrompo, vi piego ai miei bisogni, vi umilio, mi nutro della vostra carne e dei vostri sogni....vi illudo di quel poco che vi lascio.....ma niente, niente è realmente vostro....Potrei fare, anzi...ora che ci penso lo farò, anche di peggio tanto siete voi stessi a permettermelo e.....come diceva quel pezzo?? “Mal voluto non è mai troppo disse il gallo senza un occhio”. L'unica cosa che vi riesce bene è quella di lamentarvi....prima con voi stessi e poi con i vostri simili ma nulla più perché in cuor vostro anche se mi odiate, e mi odiate, mi accettate e vi sta bene così....vi sto bene così. Ma cosa devo fare?? Ufff.....io nulla ma certo provo un senso di pena e di pietà nei vostri confronti....vi siete bevuti tutto con una tale facilità che di mio ci ho messo davvero poco....ma guardatemi (e guardatevi) sono davvero quello che desiderate? Non desiderereste magari qualcosa di diverso, di migliore, di “altro”? Ma davvero vi basta questo?? Ma guardate cosa mi tocca fare....mi sto umiliando per voi, sto rinnegando quelli che sono i miei principi solo per voi......di più credetemi non posso fare e neanche voglio perdere tempo prezioso con dei servi quali siete....hanno più dignità gli schiavi di voi... loro almeno vanno sottomessi con la forza...mentre voi...mentre a Voi basta qualche centesimo di accise in meno sul prezzo del petrolio per mettervi a tacere come si fa con i bambini.....ridicoli, nemmeno una briciola di dignità, un sussulto. Merito s'intende anche mio.....vi ho messo davanti il barattolo di marmellata e voilà.....per questo barattolo siete pronti a lavorare otto/dieci/dodici ore al giorno, tutti i giorni.....e anche sottopagati, ma lo fate per il vostro futuro, per la vostra famiglia giusto? Per la vostra pensione....Peccato che il peggio debba ancora arrivare.....giusto, non potete saperlo, meglio così. Perché il vostro “benessere” non è la mia elemosina, io non vi regalo nulla....io vi tengo in vita solo perché mi servite...e perché a pensarci bene senza di voi neanche io esisterei ma non è una debolezza...Sono l'unico sistema possibile ed il migliore, per voi....e per me.

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(ma senza scomodare Dostoevskij)

Ci sono accadimenti che lasciano un segno e questo nonostante risalga a trentacinque anni fa' ancora me lo porto dentro ed ancora ne sento tutto il suo peso. Precisazione, fatti, personaggi e luoghi narrati in questa storia sono realmente esistiti per cui eviterò di fare nomi e cognomi...se qualcuno leggendo vi si dovesse riconoscere gli chiedo umilmente scusa e perdono. Ve lo anticipo subito, la colpa di quanto accaduto è solo mia, non per malafede ma unicamente per stupidità ed una serie di circostanze alle quali non ero pronto....ho imparato la lezione certo ma questo non mi ha reso migliore. A quei tempi lavoravo in uno studio tecnico, insieme a me oltre al “capo” un altro ragazzo con il quale avevo stabilito un bel rapporto di amicizia.....un giorno si confidò con me, era qualcosa di personale, non mi disse il classico “non dirlo a nessuno” ma credo comunque fosse sottinteso.....giorni dopo parlando con il capo (non lo consideravo un “amico” ma comunque una persona della quale potermi fidare) entrò non so come nel discorso l'altro ragazzo, il mio amico, la questione riguardava il suo rendimento lavorativo....al che dissi al capo quello che lui mi aveva detto e che in qualche modo confermava un periodo di crisi ma nulla più e che tutto si sarebbe risolto. Perché glielo dissi? Perché allora ero un idiota così come lo sono ancora oggi.....ma non ne avevo una percezione reale. Come sia andata di preciso non lo so ma giorni dopo chi si era confidato con me e mi aveva dato la sua fiducia lascia il lavoro non prima però di avermi trattato come meritavo (ricordo solo le sue lacrime agli occhi), a breve lasciai il posto anche io ed il capo restò solo e con tutto il lavoro in sospeso.....Solo molti anni più tardi incontrai di nuovo quello che un tempo era mio amico, ero ancora affezionato a lui ma non dissi nulla in proposito....era distante e l'incontro fu troppo breve. È importante una cosa, come abbia imparato la lezione.... semplice, parlando poco e socializzando ancora meno.....autodifesa credo, da me stesso perché si sa mai.... Tre vite, tre birilli buttati giù con un singolo tiro e poi ciascuno per la sua strada....vorrei poter tornare indietro ma forse quei birilli sarebbero caduti a prescindere, io per primo....la cosa più triste è che non posso saperlo né provarlo, so solo che le cose accadono.

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(Tratto da una storia immaginaria realmente accaduta)

Non ti avvicinare mai e per alcun motivo al sentiero degli umani...mai. Questo fu il primo insegnamento dai vecchi del branco....ero ancora giovane ma avevo capito, gli umani...gli umani. Quella mattina vagavo per il bosco senza una meta ben precisa quando vidi il sentiero, non mi avvicinai restandomene un po' più in alto e nascosto poi un rumore che non riconoscevo, un calpestio ma non di cinghiale né di volpe....non di preda.

Mi raccomando non ti allontanare dal sentiero per nessun motivo....questo era mio padre ed il bosco per me era ancora un luogo incantato. Il sentiero era ripido ma non troppo ed il profumo del bosco mi riempiva le narici....ad un certo punto tutto il mio corpo si irrigidì....non so di preciso perché ma voltai lo sguardo in una direzione ben precisa, fisso, immobile, tutto intorno solo il rumore del bosco.

Allora questi sarebbero gli umani? Su due zampe? Stano non sembrano poi così pericolosi....se presi singolarmente, questo me lo disse il capo branco, ma fai molta attenzione quando sono in gruppo....scappa e basta, non attaccarli, non farti vedere perché diventano delle bestie assetate di sangue, uccidono, mutilano, mettono trappole, sparano a vecchi e piccoli.

Se incontravo un lupo dovevo fare finta di nulla, non guardarlo e tirare dritto, era sempre mio padre....non avevo mai visto un lupo se non in qualche libro o fotografia...e quella volta non gli detti ascolto. Bellissimo, nobile, severo negli occhi....mi fissava, mi studiava ma non mi attaccò.

Doveva essere un esemplare umano giovane, leggermente impaurito, curioso e doveva essere la prima volta che incontrava uno della mia specie, no non mi attaccò, anzi. Potevamo restare così chissà per quanto ma poi il giovane umano si rimise in marcia lungo il sentiero ed io non lo seguii, quell'incontro bastava ed avanzava per raccontarlo al resto del branco.

Ripresi il sentiero ma questa volta verso un rientro a casa, avrei raccontato del mio primo incontro con un giovane lupo....sì, ma conoscendo i miei simili solo a mio padre. Ciao lupo, sono sicuro che un giorno ci rincontreremo e ci riconosceremo.

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Alla centesima volta di solito mollo, mollo e molto banalmente ma non senza un certo dispiacere che sa di “sconfitta personale” passo ad altro.....nel senso che se un pezzo non “funziona” non funziona, ci provo ma non posso obbligarlo né lo voglio. Anche questo Oh! Love (aspettate a giudicare) sembrava destinato ad una medesima sorte....e prova...e riprova, e cambio il tempo e cambio la metrica, cambio gli accenti, cambio gli accordi, cambio le note, perdo la pazienza e suono a casaccio....zero, le basi ci sono, le potenzialità anche ma resta un brano statico, di già sentito....e va avanti così per settimane (che per i miei parametri è già troppo), sto per mollare tutto quando, quando.... Quando ci aggiungo una frase a caso, giusto una parola che poi si ripeterà per tutto il brano e gli darà anche il titolo. Oh! Love appunto ma non lasciatevi ingannare perché quello che ne salta fuori è qualcosa di imprevedibilmente demoniaco e dove quel Love è da intendersi in una visione più ampia, universale. Brano difficile da suonare e cantare insieme (inutile dirlo almeno per me) difficile perché musica e testo sembrano muoversi su due piani diversi e già tecnicamente richiede una certa attenzione “visiva” che mi distrae da un resto....quindi sto ancora studiando, provando ma la cosa importante è che ora “funziona” anche se “storto” e forse quando sarà il momento (cioè pronto) lo aggiungerò alla Scaletta del diavolo (c'è un blog dove racconto la sua storia)....E funziona perché ora è narrazione.....la narrazione del diavolo. Oh! Love.

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(In memoria di Tim Curry 1946-2026)

È una delle ultime scene del The Rocky Horror Picture Show, parte I'm Going Home con Frank-N-Furter solo sopra il palco di un teatro immaginario....il pubblico che applaude per poi svanire nel nulla, le ultime note in totale solitudine e quell'ultima strofa “Perché ho visto, oh, cieli azzurri Attraverso le lacrime nei miei occhi E mi rendo conto che sto tornando a casa ( Sto tornando a casa)“.

Ciao Frank-N-Furter, è stato un piacere ed un onore conoscerti, dove stai tornando starai sicuramente meglio che in questo mondo del cazzo. Grazie.

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(Corso esistenziale di teoria e pratica per principianti)

Mettetevi pure comodi perché visto l'argomento trattato me la prenderò comoda anche io...fra errori, correzioni, ripensamenti, banalità e quant'altro mi possa passare per la testa. ————-PAUSA———- Ma allora te sei uno bravo! No non lo sono, anzi, di musica non so praticamente un cazzo ed è proprio da qui che partirò per arrivare...non so dove. Pane al pane e vino al vino, chiunque (tranne me) può imparare a suonare la chitarra....basta un minimo di applicazione, qualche accordo, qualche nota ed ecco che avrete “imparato”. Nessun trucco nessun inganno, funziona così e basta....e funziona anche che dopo una settimana o due vi dimenticherete completamente di Lei...della chitarra. Bene, è arrivato il momento di riavvolgere un nastro. Pane al pane e vino al vino, se volete imparare a suonare la chitarra affidatevi ad uno che già la conosce altrimenti se fate da soli certi errori “naturali” ve li porterete dietro per sempre e poi a correggerli sarà dura. Prima però (perché tutto ha un costo) guardatevi bene allo specchio e scoprite se per voi la chitarra/fare musica è un semplice passatempo o è un bisogno necessario...prima vi guardate allo specchio più soldi risparmierete. Risposta, è un passatempo, bene niente di male e divertitevi seguendo comunque le indicazioni del vostro insegnante ed un vostro tempo. È un bisogno/necessità....in questo caso la chitarra diventerà parte stessa del vostro corpo.....tutto quello che studierete ed imparerete (sempre tramite il vostro “maestro”) sarà un “arricchimento” ma non sarà ancora né lo diventerà musica, narrazione....A questo dovrete pensarci voi dimenticando tutto quello che avrete appreso a tavolino...il che vuol dire, sperimentare, cercare, sbagliare mille e mille volte, riprovare, tentennare, mollare, riprendere da dove avevate lasciato e ri-sbagliare di nuovo e di nuovo ancora....E nel mentre studiate la teoria (ascoltate di tutto fino allo sfinimento) e la tecnica necessaria che il vostro insegnante si sarà prodigato nel trasmettervi....perché è e vi sarà necessaria. Errore da evitare, non ascoltate quelli più bravi di voi (in rete a migliaia) perché hanno si tecnica ma non hanno narrazione....ascoltate solo voi stessi e correggete gli errori fino al punto in cui direte....è così che deve suonare ed in nessun altro modo!. Ultimo argomento....quello che fate (suonate fuori dalla vostra stanza il prima possibile....imparerete tre volte tanto) non piace? Fregatevene e tirate dritto per la vostra strada, deve piacere a voi, suonate per un bisogno/necessità o lo avete già dimenticato? Qui c'è la vostra narrazione ed è tale perché voi e la vostra chitarra siete lì e non ad un apericazzo del cazzo. Può bastare, avete capito.

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Quella nel passaggio fra gli anni '70 e '80, quella di noi “nati zoppi” perché ancora troppo piccoli per capire e di colpo catapultati in un “capire” diverso. Fra le BR e i NAR, crisi energetiche, il (malato) boom economico degli anni '60 oramai un ricordo, scioperi nelle fabbriche di un morente ceto medio, vecchi fascisti riciclati ad un nuovo che avanza sempre al potere, i sogni (veri) di Bologna quando era ancora Bologna, la strategia della tensione, le stragi “dello” Stato.....e poi il cantautorato italiano simil-impegnato di sinistra o di area cattolica....Poi ad un tratto siamo cresciuti ed abbiamo visto un altro paese, diverso, spregiudicato, incattivito, individualista, disperato da una parte e affamato di potere e soldi dall'altra. Lo spartiacque? Vasco Rossi, lui era (a quel tempo e forse suo malgrado) il nuovo che avanzava, le sue tematiche erano incentrate a raccontare più un “singolo” alle prese con la vita di tutti i giorni che la collettività....e chiunque ragazzo/a orfani di una collettività vi ci si poteva riconoscere. Non per colpa ovviamente di Vasco ma stavamo già scavando la nostra fossa (come singoli e come paese). Pier Paolo Pasolini e Luciano Bianciardi ci avevano avvertito ma sono rimasti inascoltati o forse il meccanismo era già in moto e non si poteva più tornare indietro. Nel mentre a cambiare erano i politici, non più politici ma burocrati, tecnocrati, imprenditori, pagliacci da circo, sinistra e destra una palude indistinguibile comune e accomodante....questo sarà il futuro. Un Vasco Rossi che oggi ripete se stesso...no, forse messa così è troppo cattiva...ma è reale, fatevi un apericazzo insieme ad un accomodante nulla mentre sanremo e san gennaro penseranno ad un resto. Abbiamo dimenticato per comodo ma non abbiamo ancora saldato un conto all'oste....se già non vi basta.

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