Bloggare sbloccati: la serenità di un editor senza distrazioni

Noblogo, sul quale è pubblicato questo blog, è una vera manna per la concentrazione nella scrittura. Non so voi, ma quando scrivo devo chiudermi in una bolla; se mi distrae qualcuno perdo il filo dei ragionamenti, se metto un film in sottofondo non capisco né i dialoghi né quello che sto pensando, stessa cosa vale per le canzoni. Riesco ad ascoltare soltanto colonne sonore, che fortunatamente riescono spesso a dare anche lo slancio necessario se allineate al genere che sto scrivendo.

Ho trovato da un paio d’anni la soluzione al mio problema. Io scrivo di tutto: articoli, editoriali, racconti e sceneggiature per fumetti; ho sempre usato i programmi di scrittura più famosi, tra questi Neo Office su OSX quando avevo ancora iMac e PowerBook nell’era dei felini e LibreOffice adesso. Nonostante si tratti di una suite ormai completa e stabile offre veramente tanto, addirittura troppo, se vogliamo concentrarci esclusivamente sulla scrittura. Ecco perché ho cercato soluzioni più leggere e sobrie. Ve ne illustro qualcuna.

FocusWriter

FocusWriter è un editor open source e multipiattaforma che svolge esattamente il compito che cercavo. Ha un’interfaccia minimale con i pochi pulsanti che possono restarsene tranquillamente nascosti e ricomparire solo al passaggio del mouse sul lato superiore del monitor.

Ha una carinissima funzione che ricorda la macchina per scrivere, sia come comportamento del foglio virtuale, sia per i graziosi rumorini che produce, come il battito dei tasti e lo scorrimento del carrello che viene riportato indietro quando si va a capo. Ovviamente il tutto può essere silenziato. Offre inoltre molte scorciatoie con combinazioni di tasti per la formattazione base.

Gli si può chiedere di mostrare il conteggio dei caratteri o delle parole ed è possibile addirittura mettersi in competizione con se stessi impostando degli obiettivi, come scrivere almeno 2000 parole al giorno, scrivere per almeno 30 minuti, tutto estremamente personalizzabile. Si può anche chiedere di registrare le statistiche per tenere sotto controllo il proprio progresso.

Una funzione che ho trovato solo il questo programma è la possibilità di impostare la trasformazione automatica delle virgolette normali in caporali, quelle che si usano per i dialoghi.

Dalle preferenze si può scegliere il formato di salvataggio dei documenti: dal semplicissimo testo .txt fino a .odt. Scegliendo quest’ultimo manterrà la formattazione che gli abbiamo dato come corsivi, grassetti, apici, allineamenti, interruzioni di pagina e titoli. Si possono anche impostare i margini e la misura della pagina da esportare. La cosa fantastica è che genererà un documento privo di metadati e anteprime, così da risultare leggerissimo. Se poi occorresse aggiungere dati aggiuntivi sull'autore o sul documento, inserire numeri di pagina, immagini o altri elementi si potrà aprire facilmente in LibreOffice per dare il tocco finale, ma saremo certi che il contenuto sarà ben ordinato.

La vera chicca, però, che lo ha fatto schizzare sul podio dei miei editor preferiti, è l’estrema personalizzazione del tema. Si può infatti scegliere il colore di sfondo dell’area di lavoro, la larghezza del foglio a monitor (che non è la larghezza della pagina quando salva il documento), il colore di sfondo del foglio, il colore, la misura e il carattere dei testi. Si possono poi salvare tutte queste informazioni in un leggerissimo file di configurazione, importabile in altre installazioni del programma, nel caso scriviate su più macchine.

Ho voluto fare un piccolo esperimento per mettermi completamente a mio agio e ho scaricato il carattere EasyReading, impostandolo come font principale del programma.

Per chi non lo conoscesse, EasyReading è un font ad alta leggibilità progettato anche per chi convive con la dislessia: offre caratteri molto ben distanziati e chiari che favoriscono il riconoscimento delle singole lettere e velocizzano la lettura. Viene utilizzato nel reparto editoriale di Topolino, per esempio. Ecco, io non sono dislessico, ma mi sono reso conto che utilizzando quel font non solo mi accorgo meglio degli inevitabili errori di battitura, ma sono anche molto più veloce nella rilettura, da scrittore e lettore lento che sono.

Nota importantissima: l’installazione gratuita di EasyReading è riservata a un uso esclusivamente personale e può essere scaricato solo previa richiesta via mail. Se si volesse utilizzare per pubblicazioni, per uso professionale o scolastico occorrerà acquistare una licenza. Ma trovo che ne valga la pena. L’ho consigliato anche a una mia studentessa del liceo che si trova in difficoltà a leggere proprio a causa di questa condizione.

Zettlr

Un nome dalla difficile pronuncia ma molto efficace. Zettlr offre la scrittura senza distrazioni e la gestione organizzata di molti file, raggruppabili in cartelle di progetto che potrebbero facilmente diventare i capitoli di un romanzo, per esempio.

Si può personalizzare il tema dell’interfaccia scegliendo anche la modalità scura per gli scribacchini-vampiri come me e permette l’esportazione in moltissimi formati come .txt, .rtf, .odt, .pdf e addirittura LaTeX e HTML, previa installazione di qualche pacchettino aggiuntivo.

Come in FocusWriter si possono tenere facilmente d’occhio il numero di battute o parole scritte in ogni documento.

La comodità estrema di quest’altro editor è che usa il linguaggio Markdown per la formattazione dei testi, e questo è il la che mi serve per aprire un altro argomento interessante quando si deve redigere un testo digitale...

ghostwriter

Semplicissimo, pulito e leggero. ghostwriter coniuga le proprietà di relax e personalizzazione di FocusWriter con la leggerezza del markdown. Da provare e amare, non ho altro da aggiungere.

HedgeDoc

Un servizio per scrivere in markdown interamente online, ma non serve conoscere a memoria i pochi comandi di markup, perché è a disposizione un pratico editor. I documenti possono essere anche pubblicati per essere visibili a chiunque e impostare dei permessi per offrire la possibilità di modifica a utenti autenticati oppure a qualsiasi visitatore. Come molti altri progetti open source esiste il sito principale, ma può essere anche istallato su server diversi. L'istanza italiana è gestita dal gruppo Devol.

MarkText

Un foglio bianco, o scuro, dell'intensità che preferite. Semplicissimo testo in markdown. Potete chiedere di convertire visivamente i pesi dei titoli e gli elementi come liste, corsivo, grassetto e citazioni, per avere anche un gradevolissimo aspetto mentre si scrive, senza avere quindi lo schermo diviso in due tra codice e anteprima. Si può mostrare anche il conteggio caratteri, parole e paragrafi. Si può cambiare il font predefinito ed esporta solo in PDF o HTML. Nonostante il mio preferito resti ghostscript per velocità e leggerezza, questo lo tallona da vicino nella mia personalissima classifica. Per provarlo, ecco la pagina del progetto su GitHub.

Bonus: Segnalo anche Typora, che unisce le funzioni dei programmi segnalati qui sopra. L'ho provato quando era in beta. Ora la licenza costa 15 euro e si può installare su Windows, Linux e Mac. Purtroppo non è open source. Però nel periodo di prova mi sono trovato davvero bene. Nasconde i codici markdown e li sostituisce con stili visivi molto gradevoli. Inoltre le possibilità di esportazione sono moltissime. Consigliato per scrittori e giornalisti poco tecnici ma che vogliono gestire file leggeri.

Scrivere in Markdown: e la tastiera diventa un’estensione delle proprie mani

Devo ammetterlo: da quando ho cominciato a usare Noblogo mi vengono in mente molte più idee da condividere. Tra le bozze in questo momento ci sono altri tre articoli in attesa di revisione e pubblicazione. Questo perché, oltre a essere una piattaforma dalla filosofia sobria in partenza, utilizza il linguaggio Markdown per la formattazione dei testi. La comodità di utilizzare un linguaggio di markup per formattare il testo utilizzando esclusivamente la tastiera rende facile e leggerissimo il controllo del proprio documento. Se siete poi degli scrittori che fanno molte versioni dei propri testi non avrete problemi a capire (quasi) a colpo d’occhio cosa cambia tra uno e l’altro perché ogni file è leggerissimo e può essere aperto facilmente con qualsiasi programmino di diff per cogliere ogni differenza.

Questo è un testo consigliato per capire la versatilità del linguaggio e tutte le possibilità di conversione in formati per la successiva elaborazione o pubblicazione: Scrivere in modo sostenibile usando il testo semplice con Pandoc e Markdown

Io per esempio sono uno di quelli che quando fa grossi stravolgimenti sul proprio lavoro o prova vie alternative preferisce tenere un documento vecchio per ricordare da dove è partito. Poi spesso diventano anche due o tre, tutti raccolti in una bella cartellina soprannominata old, con numero incrementale nel nome del file.

No, non sono un serial killer. Credo. Spero. Dai, ditemi che non sono solo!


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