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D come ... Donna Aiuola

Capolettera della prima edizione italiana della Storia Infinita. Lettera D, creatore Antonio Basioli

Donna Aiuola è un personaggio che non è presente nelle varie trasposizioni. Si tratta di uno dei personaggi più complessi e carichi di simbolismo di Ende, che richiama, reinterpreta la figura archetipica della Grande Madre, evitando però di cadere nello stereotipo e facendone una figura complessa.

Chi è Donna Aiuola

A scanso di equivoci, va precisato che Donna Aiuola (Dame Aiuóla in originale) è una figura positiva nella storia. Ci troviamo in uno degli ultimi capitoli, quello corrispondente alla lettera X. Lei accoglie Bastiano nella sua Casa che Muta dopo che il ragazzo realizza gli sbagli che ha compiuto seguendo Xayde e dopo che ha lasciato il senso di comunità “totalizzante” che sono i Navigatori della Nebbia (gli Yskandari) desiderando di avere qualcuno che lo ami per quello che è! E Donna Aiuola è la risposta a questo desiderio.

Il suo nome è esplicativo della sua natura. Donna Aiuola è infatti una donna (così come dice il suo nome) vegetale. Viene descritta come una donna che ha “l'aspetto di una bella mela, bella tonda e dalle gote rosa” ma dal fisico grosso e imponente. Dal suo corpo crescono foglie, fiori che formano il suo vestito, mentre dal suo cappello produce frutti in abbodanza con cui nutre Bastiano, trattandolo come se fosse un bambino piccolo, aiutandolo così a riconnettersi con una parte di sé stesso che durante il suo periodo a Fantasia aveva tralasciato: il suo essere un ragazzino.

E amorevole e materna, ma non come lo sono le madri (e in generale i genitori) umani. Il suo amore per consiste per lo più nell'avere qualcuno con cui ella possa condividere la sua abbondanza. Lei stessa ammette infatti che i Fantaiani non possono amare come gli esseri umani, o meglio solo chi fra loro ha bevuto le Acque della Vita può farlo. Tuttavia, a differenza della strega di Hansel e Gretel, lei è anche pronta a lasciare che Bastiano vada via dalla Casa che Muta, quando verrà il momento per lui di continuare il suo cammino (e ciò avviene poeticamente nel momento in cui lei inizia a perdere i fiori).

Poiché la sua natura è vegetale, Donna Aiuola non nasce e muore come altri esseri. Lei si secca in inverno, morendo, e poi rinasce sbocciando in primavera carica di fiori come una persona simile ma diversa. Lei stessa si definisce “figlia e madre di sè stessa”.

Donna Aiuola come Madre Terra

Difficile non vedere nel personaggio di Donna Aiuola una rielaborazione dell'archetipo della Madre Terra (o se preferite Madre Natura), forse una delle prime iterazioni della figura divina della Grande Madre. Gli elementi vegetali che ne caratterizzano il “vestiario”, il suo essere paragonata a un frutto e la sua corporatura risultano abbastanza evidenti.

Le figure materne sono una costante nei racconti e nelle #fiabe. Ogni fata madrina, strega, madre o matrigna non sono altro è che diverse interazioni di un solo questoarchetipo. Possono essere delle figure supportive e amorevoli (la fata Smemorina di Cenerentola) oppure rappresentare ostacoli da superare per diventare grandi (la già menzionata strega di Hansel e Gretel)

Interessante potrebbe essere il paragone di Donna Aioula con l'idea della Dea Triplice, una concezione diffusa in ambienti Neopagani che attribuisce al Femmineo Sacro di tre volti, in sintonia con le tre età dell'uomo del #mito di Edipo: giovinezza (la fanciulla), età adulta (la donna matura) e infine la vecchiaia (l'anziana). Donna Aiuola incarna ciò nei suoi cicli di vita, esprimendo la capacità di rinascita della natura ad ogni stagione.

Sebbene Ende non menzionò mai esplicitamente questo concetto, è probabile che ne fosse consapevole, dato il suo già menzionato interesse per il #simbolismo estoterico, incluse alchimia e Antroposofia Steineriana, che ritroviamo anche nell'estetica di AURYN, che unisce l'uroboro occidentale con il Tao cinese.

Slegato dalla concezione di Madre Terra parrebbe invece essere l'incapacità di Donna Aiuola di amare, o almeno di amare come un essere umano data la sua natura fantasiana. Ben lungi dal fare paragoni con il Dialogo fra un'islandese e la Natura di Leopardi, esso può essere visto come un modo intrigante in cui Ende invita chi legge a riflettere su come il mondo fantastico, per quanto affascianate e accogliente, non ci potrà mai dare l'amore tangibile di coloro che viene da coloro che ci amano veramente.


Le immagini dei capolettera sono stati disegnati da Antonio Basioli (1774-1883) e impiegati nella prima edizione italiana del romanzo. Le immagini vengono dal sito Altrimondi.org

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Kamo Millenial, prestigiatore dilettante ed Endeliano dichiarato. Su questo blog esploro e approfondisco il mondo de La Storia Infinita condividendo analisi, riflessioni e curiosità su questo capolavoro di Michael Ende. Unisciti a me in questa avventura letteraria!

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