Armi o solidarietà? E' questione di prospettive
I tagli umanitari, dagli USA alla Svizzera passando per l'Inghilterra
Copertina andata in onda il 27.02.2025
L’annuncio è arrivato ieri per bocca del primo ministro britannico laburista Keir Starmer: l'Inghilterra aumenterà la spesa per la difesa al 2,5% del PIL entro il 2027. A subire tagli sarà il budget per gli aiuti all’estero del Regno Unito, che sarà ridotto dallo 0,5% del PIL allo 0,3% nel 2027.
Insomma, lo scambio è chiaro e non lascia dubbi: vincono le armi, perde la solidarietà.
A gioire, di là dall’oceano, è Donald Trump, che vorrebbe che i Paesi europei aumentassero la spesa in armamenti fino ad arrivare al 5% del PIL, una cifra astronomica, da cui anche gli Stati Uniti sono ben lontani.
Ma come sempre gli USA danno l’esempio: Donald Trump ha sospeso per 90 giorni tutti i progetti di aiuto all’estero e minaccia di bloccare l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID), l’agenzia dalla quale sono passati gran parte dei circa 68 miliardi di dollari in aiuti internazionali spesi dal Paese nel 2023. Cifra che fa degli Stati Uniti il principale finanziatore dello sviluppo internazionale al mondo. Aiuti che però ora sono congelati e per questo migliaia di persone in tutto il mondo stanno letteralmente morendo.
I programmi di lotta all'HIV, alla poliomielite, al vaiolo e all'influenza aviaria stanno già risentendo del congelamento di decine di miliardi di dollari di aiuti all'estero da parte degli Stati Uniti, secondo il direttore dell’OMS.
Il blocco di USAID sta avendo ripercussioni anche sulle ONG svizzere e sui progetti di sviluppo che la Svizzera gestisce in collaborazione con l'USAID. Per esempio l’organizzazione umanitaria della Chiesa evangelica riformata svizzera ha annunciato il licenziamento di oltre 100 dipendenti.
In questo contesto diventa più chiara la gravità della decisione del nostro Paese di diminuire a sua volta la spesa per gli interventi all’estero: per fare un solo esempio La Direzione dello sviluppo e della cooperazione ha subito una riduzione del budget di 140 milioni di franchi, passando da 2,16 miliardi a 2,04 miliardi di franchi nel 2025.
Questo comporterà la chiusura dei programmi della DSC in Albania, Bangladesh e Zambia entro la fine del 2028. A partire dal 2025, la Svizzera interromperà i suoi contributi alle organizzazioni internazionali UNAIDS, UNESCO e al Partenariato globale per l’educazione.
Intanto il dipartimento della difesa è nella bufera per una vicenda di corruzione che ha coinvolto la RUAG, l'azienda di armamenti di proprietà federale. E lo scorso settembre le camere hanno concesso all’esercito 4 miliardi in più di finanziamenti per il 2025-2028. E’ tutta questione di priorità.
Fonti: https://www.bbc.com/news/articles/czj3z290ngyo https://www.bbc.com/news/articles/cy8xlxx58l4o https://www.bbc.com/news/articles/cx2q13113wwo https://www.bbc.com/news/articles/clyezjwnx5ko https://www.bluewin.ch/it/attualita/svizzera/decine-di-milioni-scomparsi-da-ruag-ex-dirigente-indagato-per-corruzione-2578573.html https://www.swissinfo.ch/ita/affari-esteri/tagli-agli-aiuti-esteri-qual-%C3%A8-la-posizione-della-svizzera/88854316 https://www.bbc.com/news/articles/clyrkkv4gd7o