Brutti tempi per il giornalismo

Musk, Trump e l'informazione al guinzaglio

Copertina andata in onda il 28.2.2025

Martedì scorso abbiamo affrontato nel nostro approfondimento delle 12.30 il tema del giornalismo confrontato ai grandi cambiamenti indotti dalla diffusione dell’informazione online e dal cambiamento delle abitudini nei consumi mediatici.

Reto Ceschi, responsabile del dipartimento dell’informazione della RSI e Katharina Lobinger, professoressa di comunicazione digitale all'USI, ci hanno illustrato le sfide di un settore in crisi anche nel nostro Paese, la Svizzera, con licenziamenti nel 2024 nel settore privato e le difficoltà che sta vivendo il settore dell’informazione pubblica.

E la prova concreta la abbiamo avuta mercoledì, quando in mattinata è arrivata la notizia della ristrutturazione al quotidiano la Regione, che porterà al licenziamento di una parte dei giornalisti. Abbiamo intervistato a caldo mercoledì il direttore del quotidiano Daniel Ritzer, con il quale abbiamo discusso del futuro dell'informazione al tempo dei social.

Difficile pensare a un momento più difficile per questa professione, che gode spesso di cattiva stampa ma che è necessaria per la tenuta democratica della democrazia.

Lo si vede bene con quanto sta succedendo negli Stati Uniti: proprio ieri Jeff Bezos, magnate americano proprietario di Amazon e editore del Washington Post, ha comunicato che la sezione degli editoriali del giornale, molto influente, subirà un deciso riorientamento. «Scriveremo ogni giorno a sostegno e in difesa di due pilastri: libertà individuali e libero mercato, i punti di vista contrari a questi pilastri verranno lasciati ad altri», ha scritto in una mail rivolta ai giornalisti del Post. Il responsabile della sezione, David Shipley, ha dato le dimissioni.

Intanto martedì la capo ufficio stampa di Trump ha annunciato che sarà la Casa Bianca a stabilire quali testate potranno avere accesso agli eventi presidenziali. In precedenza, la rotazione dei giornalisti del pool era stabilita dall'Associazione dei corrispondenti della Casa Bianca, che ha dichiarato che la decisione “spazza via l'indipendenza di una stampa libera”. L'annuncio è arrivato mentre l'Associated Press, una delle principali agenzie stampa americane, sta lottando in tribunale per ripristinare il suo accesso agli eventi presidenziali dopo essere stata bloccata dallo Studio Ovale e dall’Air force one dallo stesso Trump.

Intanto Elon Musk, proprietario di X, il social network principale responsabile della diffusione di disinformazione al mondo, scorrazza liberamente negli uffici del governo federale, ottenendo l’accesso ai dati sensibili dei cittadini USA e minacciando di licenziare migliaia di impiegati statali.

Sono brutti, bruttissimi tempi per l’informazione.

Fonti: https://www.cdt.ch/news/mondo/washington-post-lascia-il-capo-della-pagine-degli-editoriali-386437 https://www.theguardian.com/us-news/2025/feb/25/musk-doge-employees-resign https://www.nbcnews.com/politics/trump-administration/associated-press-white-house-access-rcna193531 https://www.bbc.com/news/articles/ce30n52e6p1o