Contro il dogmatismo dei camici bianchi
Scienza e autorità per Popper
Copertina andata in onda il 18.9.2024
Negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso era ancora abbastanza comune vedere nei programmi televisivi più conosciuti, in vari Paesi europei e negli Stati Uniti, scienziati in camice bianco presentare verità scientifiche in tutta la loro autorità. Un’autorità che allora, nel periodo culminante del positivismo, nessuno osava contestare.
A parte un filosofo, Karl Popper, di cui abbiamo parlato in un'intervista a Stefano Gattei, per marcare l’anniversario dei 30 anni dalla morte, critico del positivismo scientifico con la sua teoria della falsificabilità scientifica.
Poi dalla fine degli anni ‘60 il processo di perdita di fiducia nella scienza si è sviluppato fino ai giorni nostri, diventando evidente e a volte anche inquietante. Lo abbiamo visto all’opera con l’esplosione del movimento novax durante la crisi Pandemica con il COVID-19.
Le origini di questo crollo di autorità dei camici bianchi si possono ritrovare nella nascita della controcultura negli anni Sessanta e nella messa in discussione di tutte le forme di autorità. E poi la tendenza è stata accentuata da gravi incidenti tecnologici e industriali come Chernobyl, e da controversie su temi scientifici come gli organismi geneticamente modificati (OGM) e, più in generale, l'ingegneria genetica.
Gli scienziati, sottoposti a pressioni da parte del potere politico, hanno perso la loro aura. E questo non è necessariamente un male: il positivismo ha creato anche l’eugenetica e istituzioni totali come il manicomio.
Ma d’altra parte la messa in discussione di un’autorità basata sull’autoritarismo non può semplicemente scartare il problema della verità scientifica, che è quella che ha permesso le grandi scoperte scientifiche che senza dubbio hanno migliorato la nostra vita e la nostra conoscenza dell’infinitamente grande e dell’infinitamente piccolo.
E’ allora come ridare alla scienza non la sua autorità autoritaria ma la sua autorevolezza?
L'autorità della scienza, nella prospettiva di Karl Popper, deriva dalla possibilità di far evolvere in continuazione le nostre teorie in base a ciò che impariamo dall'osservazione.
Popper cerca di evitare il dogmatismo scientifico proprio sottolineando questa caratteristica distintiva della scienza. L'obiettivo della scienza non è quello di arrivare a teorie fisse e immutabili che siano solo apparentemente vere, ma di avviare un approccio sempre critico ai quadri di conoscenza già stabiliti.
È questa caratteristica della scienza che le conferisce il suo carattere virtuoso e la sua autorità, perché possiamo avere maggiore fiducia nei suoi risultati attuali, frutto di una lunga evoluzione, e nei suoi risultati futuri.
Un buon punto di partenza.