Il libro più citato nelle scienze sociali
Il Capitale, corpo e opera di Marx
Copertina andata in onda il 20.9.2024
Dal 23 al 27 settembre 2024 il dossier della settimana di Alphaville, la trasmissione di attualità culturale della Rete Due della RSI, è stato dedicato all’opera più importante di Karl Marx, “Il Capitale”.
Einaudi ha infatti da poco dato alle stampe una riedizione con numerose novità, curata da Roberto Fineschi, che è stato il nostro primo ospite (l'intervista si può riascoltare qui).
Nel preparare il dossier sono rimasto piuttosto impressionato dal rapporto tra il corpo di Marx e quello della sua opera, raccontato in modo magistrale da Marcello Musto nella sua biografia dedicata al filosofo tedesco (qui si può ascoltare l'intervista).
Allora in esilio in Inghilterra, perseguitato dai debiti e dai lutti, Marx deve affrontare una malattia strana: il carbonchio, che lo debilita con lo sviluppo di pustole nere e inquietanti.
Scrive all’amico Friedrich Engels nel febbraio del 1866, nel pieno del lavoro di redazione del libro primo del Capitale:
“Questa volta ne è andata della pelle. I medici hanno ragione: la causa principale di questa ricaduta è stato l’esagerato lavoro notturno.”
Friedrich Engels, che non manca mai di sostenere l’amico, gli scrive:
“Fa a me e alla tua famiglia l’unico piacere di lasciarti curare. In verità io non ho più quiete, né di giorno né di notte, finché non ti so fuori da questa storia”.
Il Capitale è dunque un libro che non nasce nello studio di un agiato studioso dedito al suo lavoro circondato da calma e serenità: nasce al contrario in un contesto difficile per Marx e la sua famiglia, ma difficile anche dal punto di vista politico ed economico.
Il Capitale è – più di altri – un libro che avrebbe potuto non vedere nemmeno la luce. E ad alcuni avrebbe di certo fatto piacere. Ma nonostante questo è diventato il libro apparso prima del 1950 più citato nelle scienze sociali.
Nel corso del ‘900 Marx ha subito nei paesi del cosiddetto socialismo reale una forma di santificazione che non avrebbe mai accettato: di sé stesso diceva infatti ironicamente di non essere marxista.
Santificazione che nascose sotto il velo del dogma quelle pustole nere, che oggi ci ricordano l’umanità di un pensatore che continua a parlarci.
Per ascoltare tutte le cinque interviste dedicate al “Capitale” di Marx basta andare su questo sito.