Il Romanticismo ci ha fregati
Come un movimento culturale ha sancito il trionfo dell'Io
Copertina andata in onda l'8.10.2024
Goethe, Schiller, i fratelli Schlegel, i fratelli Humboldt, Novalis, i filosofi Fichte e Schelling, Lord Byron e Shelley: i grandi nomi del romanticismo e anche le prime star nel senso pieno del termine. Che – come fanno le star – lasciano il loro autografo.
Alla ricerca dei luoghi descritti in “Julie, ou La Nouvelle Hélöise” (1761) di Jean Jacques Rousseau, Lord Byron e Shelley il 25 giugno 1816 approdarono al Castello di Chillon, all’estremità orientale del Lago Lemano, non lontano da Montreux. Questa visita ispirò il poema di Byron “The Prisoner of Chillon” (Il prigioniero di Chillon), composto due giorni dopo a Ouchy, che tratta della storia di un famoso prigioniero politico tenuto lì dal Duca di Savoia tra il 1530 e il 1536.
Louis Simond, che visitò il castello di Chillon, fu il primo a registrare la presenza dell’autografo di Byron nel sotterraneo, o prigione, del castello, su una colonna.
Sin dall’inizio l’autenticità di questo autografo è stata oggetto di polemiche e contestazioni.
Ma non era la prima volta che Byron lasciava il segno: quello stesso giorno del 1816 secondo alcune testimonianze Byron scrisse il suo nome anche nel vicino castello di Châtelard e, una settimana dopo, su un pezzo di carta in cima al Lauberhorn nelle Alpi bernesi. Inoltre aveva scolpito il suo autografo al Tempio di Poseidone a Sounion, in Grecia.
Tanto bastava per scatenare i fan: John Ruskin nel 1833, e Nikolai Gogol nel 1836 scolpirono i loro nomi sullo stesso pilastro, a Chillon, presumibilmente in omaggio e in emulazione ed è anche grazie a questo autografo che il castello di Chillon è uno dei monumenti più visitati in Svizzera.
Secondo Gianluca Didino, che ha appena pubblicato “La figura umana. Friedrich, il contagio romantico e l'apocalisse”, se il Romanticismo ci ha lasciato qualcosa di duraturo è proprio l’idea che ciascuno di noi sia il centro del mondo. Insomma, il romanticismo sancisce in qualche modo la nascita e l’esaltazione dell’io.
Forse da qui l’ansia di lasciare scritto il proprio nome un po’ dappertutto.
E di Romanticismo e di come esso influenzi ancora la nostra contemporaneità abbiamo parlato nel nostro approfondimento su Rete Due con Gianluca Didino e Stefano Zuffi.