Quando la rabbia viaggia sui social
Road rage
Copertina andata in onda il 17.10.2024
Qual è il contesto nel quale capita di esprimere con più violenza la nostra rabbia? Non è difficile: la strada. Quando siamo in macchina le barriere dell’autocontrollo davanti a un posteggio rubato o un sorpasso azzardato cadono e il nervosismo si esprime con una guida spericolata o con il furioso uso del clacson.
A volte il tragitto casa-lavoro si trasforma in una specie di guerra tutti contro tutti, ognuno chiuso nella sua bolla a macerare dentro ai propri sentimenti negativi. Ma la rabbia ha conseguenze: secondo uno studio della National Highway Traffic Safety Administration negli USA, il 67% degli incidenti stradali è dovuto a un comportamento aggressivo alla guida. E gli americani, che danno un nome a tutto, hanno inventato un termine per definire questo fenomeno: road rage, rabbia da strada.
Quali sono gli elementi che portano una persona altrimenti tranquilla a perdere i freni inibitori quando è in macchina? Il primo, secondo gli studiosi, è il fatto di essere chiusi in un mezzo che ci isola dal resto del mondo e ci dà la sensazione di essere protetti da una armatura che niente può intaccare.
Viene in mente quella scena narrata dal famoso etologo Konrad Lorenz: due cani ringhiano e abbaiano uno contro l’altro attraverso una rete, ma quando la rete finisce i due smettono di colpo, senza sapere più come comportarsi.
Ma c’è anche un’altra similitudine: quella con i social. Protetti dalla lontananza, l’altro essere umano diventa un'astrazione contro la quale riversare senza freni il proprio odio e la propria rabbia.
La rabbia è considerata uno dei sentimenti primordiali, che nasce dall’istinto di difendersi per sopravvivere nell’ambiente circostante. Alle origini, aveva una funzione adattiva, oggi può trasformarsi in un emozione disadattiva. Come per esempio quando siamo per strada.
Ma può avere invece un ruolo positivo quando usciamo dalla nostra bolla, che sia quella della nostra auto o quella dei social. Lo spiegava bene Martin Luther King:
“La disobbedienza civile di massa può usare la rabbia come una forza costruttiva e creativa”.
Di rabbia abbiamo parlato su Rete Due con Francesco Filippi, autore del volume “Cinquecento anni di rabbia. Rivolte e mezzi di comunicazione da Gutenberg a Capitol Hill”.