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    <title>loingpres &amp;mdash; ut</title>
    <link>https://noblogo.org/naciketas/tag:loingpres</link>
    <description>Blog di Antonio Vigilante </description>
    <pubDate>Tue, 14 Apr 2026 22:29:07 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Vogliamo una storia</title>
      <link>https://noblogo.org/naciketas/vogliamo-una-storia</link>
      <description>&lt;![CDATA[Non vogliamo essere felici. Vogliamo stare in una storia: individuale, collettiva, cosmica.&#xA;Nulla disgusterebbe più di un romanzo i cui protagonisti fossero, dall&#39;inizio alla fine, felici; e così la nostra vita. La felicità arriverà alla fine, dopo mille avventure; e allora il romanzo cesserà. Terminata la storia, i personaggi escono di scena. Se li si riporta in scena, occorre che accadano altre avventure: nell&#39;Odissea di Nikos Kazantzakis Odisseo dovrà rimettersi in viaggio per non morire di noia accanto a Penelope.&#xA;Vogliamo una storia. La felicità iniziale, poi la caduta, mille sofferenze, l&#39;esilio, la lotta, la conquista, e poi ancora la perdita, e ancora la lotta, e la speranza, e la riconquista, e la vittoria finale, che sarà domani, non oggi - e un domani che non arriva -- non deve arrivare mai.&#xA;Religione è ridurre il cosmo intero ad una narrazione, sottoporre tutto al potere di una storia. Bereshit è la parola che apre la prospettiva di senso della religione, che  è sempre una prospettiva narrativa. E poiché all&#39;altro capo c&#39;è la liberazione finale, ogni religione è minacciata dal non senso: perché non c&#39;è nulla che spaventi di più di una felicità priva di storia. Il Paradiso è anche peggio della morte. Il Paradiso è la dimensione nella quale appare il non senso di Dio stesso, in cui riaffiora la domanda che in realtà nemmeno la storia può tacitare: perché? Ecco, ora siamo ricondotti a Dio, ora siamo con Dio leholam. Ma: perché? Perché è Dio e non piuttosto il nulla? Cos&#39;è questo Dio di diverso dall&#39;essere stesso, da questo enigma per sfuggire al quale ci gettiamo nella storia?&#xA;La nostra visione del mondo è, oggi, astorica. Il cosmo che ci mostra la scienza non è riducibile a nessuna narrazione. Di qui l&#39;importanza delle filosofie che fin dall&#39;antichità hanno indicato la via di abitare il mondo, piuttosto che ridurlo a una narrazione: le filosofie ellenistiche, Lucrezio, Spinoza ecc. Ma sono filosofie della felicità: e noi non vogliamo essere felici.&#xA;&#xA;loingpres&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Non vogliamo essere felici. Vogliamo stare in una storia: individuale, collettiva, cosmica.
Nulla disgusterebbe più di un romanzo i cui protagonisti fossero, dall&#39;inizio alla fine, felici; e così la nostra vita. La felicità arriverà alla fine, dopo mille avventure; e allora il romanzo cesserà. Terminata la storia, i personaggi escono di scena. Se li si riporta in scena, occorre che accadano altre avventure: nell&#39;<em>Odissea</em> di Nikos Kazantzakis Odisseo dovrà rimettersi in viaggio per non morire di noia accanto a Penelope.
Vogliamo una storia. La felicità iniziale, poi la caduta, mille sofferenze, l&#39;esilio, la lotta, la conquista, e poi ancora la perdita, e ancora la lotta, e la speranza, e la riconquista, e la vittoria finale, che sarà domani, non oggi – e un domani che non arriva — <em>non deve arrivare</em> mai.
Religione è ridurre il cosmo intero ad una narrazione, sottoporre tutto al potere di una storia. <em>Bereshit</em> è la parola che apre la prospettiva di senso della religione, che  è sempre una prospettiva narrativa. E poiché all&#39;altro capo c&#39;è la liberazione finale, ogni religione è minacciata dal non senso: perché non c&#39;è nulla che spaventi di più di una felicità priva di storia. Il Paradiso è anche peggio della morte. Il Paradiso è la dimensione nella quale appare il non senso di Dio stesso, in cui riaffiora la domanda che in realtà nemmeno la storia può tacitare: <em>perché?</em> Ecco, ora siamo ricondotti a Dio, ora siamo con Dio <em>leholam</em>. Ma: perché? Perché è Dio e non piuttosto il nulla? Cos&#39;è questo Dio di diverso dall&#39;essere stesso, da questo enigma per sfuggire al quale ci gettiamo nella storia?
La nostra visione del mondo è, oggi, astorica. Il cosmo che ci mostra la scienza non è riducibile a nessuna narrazione. Di qui l&#39;importanza delle filosofie che fin dall&#39;antichità hanno indicato la via di abitare il mondo, piuttosto che ridurlo a una narrazione: le filosofie ellenistiche, Lucrezio, Spinoza ecc. Ma sono filosofie della felicità: e noi <em>non vogliamo essere felici</em>.</p>

<p><a href="/naciketas/tag:loingpres" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">loingpres</span></a></p>
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      <guid>https://noblogo.org/naciketas/vogliamo-una-storia</guid>
      <pubDate>Thu, 25 Apr 2024 06:49:33 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Aprile</title>
      <link>https://noblogo.org/naciketas/3-aprile-2024</link>
      <description>&lt;![CDATA[In un giardino un albero troncato: e intorno fioriscono, magnifici, tulipani di diversi colori. Fiorire intorno a un&#39;assenza. Quello che abbiamo da fare qui, più o meno.&#xA;&#xA;loingpres]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>In un giardino un albero troncato: e intorno fioriscono, magnifici, tulipani di diversi colori. Fiorire intorno a un&#39;assenza. Quello che abbiamo da fare qui, più o meno.</p>

<p><a href="/naciketas/tag:loingpres" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">loingpres</span></a></p>
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      <guid>https://noblogo.org/naciketas/3-aprile-2024</guid>
      <pubDate>Thu, 04 Apr 2024 05:23:30 +0000</pubDate>
    </item>
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      <title>Fino in fondo</title>
      <link>https://noblogo.org/naciketas/fino-in-fondo</link>
      <description>&lt;![CDATA[Non c&#39;è nulla che ci aiuti a trascendere il nostro io più che la considerazione della nostra morte, della nostra insignificanza nell&#39;universo, del nulla che ci serra da ogni lato. Ma la religione giunge a rassicurarci: il nostro caro io è in realtà il centro stesso dell&#39;universo, perché Dio lo ama. La religione non è che narcisismo cosmico-storico. Fatta eccezione per la mistica. Che però, quando è autentica, è sempre ateistica: Gott ist wahrhaftig nichts. L&#39;ateo è solo un religioso che ha percorso il cammino fino in fondo.&#xA;&#xA;loingpres]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Non c&#39;è nulla che ci aiuti a trascendere il nostro io più che la considerazione della nostra morte, della nostra insignificanza nell&#39;universo, del nulla che ci serra da ogni lato. Ma la religione giunge a rassicurarci: il nostro caro io è in realtà il centro stesso dell&#39;universo, perché Dio lo ama. La religione non è che narcisismo cosmico-storico. Fatta eccezione per la mistica. Che però, quando è autentica, è sempre ateistica: Gott ist wahrhaftig nichts. L&#39;ateo è solo un religioso che ha percorso il cammino fino in fondo.</p>

<p><a href="/naciketas/tag:loingpres" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">loingpres</span></a></p>
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      <guid>https://noblogo.org/naciketas/fino-in-fondo</guid>
      <pubDate>Thu, 28 Dec 2023 06:53:12 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Narrazione</title>
      <link>https://noblogo.org/naciketas/narrazione</link>
      <description>&lt;![CDATA[La realtà umana si dispiega in forma narrativa, il mondo no. Le religioni cercano di rispondere a questa scissione. Creano storie che cercano di piegare il mondo intero alla forza del racconto.&#xA;&#xA;loingpres]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La realtà umana si dispiega in forma narrativa, il mondo no. Le religioni cercano di rispondere a questa scissione. Creano storie che cercano di piegare il mondo intero alla forza del racconto.</p>

<p><a href="/naciketas/tag:loingpres" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">loingpres</span></a></p>
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      <guid>https://noblogo.org/naciketas/narrazione</guid>
      <pubDate>Sat, 08 Jul 2023 06:30:17 +0000</pubDate>
    </item>
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      <title>Senza fondo</title>
      <link>https://noblogo.org/naciketas/senza-fondo</link>
      <description>&lt;![CDATA[L&#39;essere hegeliano è come qualcuno che si svegli un giorno in una stanza, senza sapere nulla di sé o del mondo. Chi sono io? Perché sono qui? Perché sono?&#xA;Questo essere così tragicamente gettato in sé stesso cerca disperatamente per la stanza tracce di sé: una foto, una pagina di diario. Qualcosa che gli dica chi è, da dove viene, dove va. E lo trova, dice Hegel. Andando fuori, anzi internandosi, dice: e pare di vederlo sorridere, mentre lo scrive. Trova un&#39;essenza che è il suo passato, ma un passato non temporale. Wesen, gewesen.&#xA;Cosa troviamo noi, sul cui dramma è esemplato quello dell&#39;essere? I più pigri, un fondamento, un&#39;origine -- un&#39;essenza, in effetti. Dio, da cui proveniamo. Quelli che non si accontentano di soluzioni illusorie frugano in un intrico di atomi, di cellule nervose, di sinapsi. E scoprono che ciò che è più intimo, ciò che è più proprio, il sé che si sta interrogando e sta cercando ansiosamente la sua essenza, la sua origine, il suo fondamento e la sua ragione, non è nulla di reale; nulla che sia oltre qualche processo fisico, l&#39;azione di qualche meccanismo fisico-chimico-elettrico. Il sé, alla ricerca di un fondamento, vede con sconcerto che il suo stesso interrogarsi è illusorio, perché illusorio è lui stesso in quanto interrogante. Trovata chiusa la porta dell&#39;essenza, è ricacciato verso la prima opposizione: essere, non essere. La prima, tragica consonanza: essere è non essere.&#xA;E nel fondo del tragico, sente, è a volte la gioia.&#xA;&#xA;loingpres&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>L&#39;essere hegeliano è come qualcuno che si svegli un giorno in una stanza, senza sapere nulla di sé o del mondo. Chi sono io? Perché sono <em>qui</em>? Perché <em>sono</em>?
Questo essere così tragicamente <em>gettato</em> in sé stesso cerca disperatamente per la stanza tracce di sé: una foto, una pagina di diario. Qualcosa che gli dica chi è, da dove viene, dove va. E lo trova, dice Hegel. Andando fuori, anzi internandosi, dice: e pare di vederlo sorridere, mentre lo scrive. Trova un&#39;essenza che è il suo passato, ma un passato non temporale. <em>Wesen, gewesen</em>.
Cosa troviamo noi, sul cui dramma è esemplato quello dell&#39;essere? I più pigri, un fondamento, un&#39;origine — un&#39;essenza, in effetti. Dio, da cui proveniamo. Quelli che non si accontentano di soluzioni illusorie frugano in un intrico di atomi, di cellule nervose, di sinapsi. E scoprono che ciò che è più intimo, ciò che è più proprio, il sé che si sta interrogando e sta cercando ansiosamente la sua essenza, la sua origine, il suo fondamento e la sua ragione, non è nulla di reale; nulla che sia oltre qualche processo fisico, l&#39;azione di qualche meccanismo fisico-chimico-elettrico. Il sé, alla ricerca di un fondamento, vede con sconcerto che il suo stesso interrogarsi è illusorio, perché illusorio è lui stesso in quanto interrogante. Trovata chiusa la porta dell&#39;essenza, è ricacciato verso la prima opposizione: essere, non essere. La prima, tragica consonanza: essere <em>è</em> non essere.
E nel fondo del tragico, sente, è a volte la gioia.</p>

<p><a href="/naciketas/tag:loingpres" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">loingpres</span></a></p>
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      <pubDate>Thu, 01 Dec 2022 08:08:04 +0000</pubDate>
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      <title>Io</title>
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      <description>&lt;![CDATA[Quello che chiamiamo io è una lucetta che a intermittenza si accende nella stanza di quel che siamo. E ogni volta che è accesa, ha la convinzione illusoria di essere sempre stata accesa e di essere l&#39;intera stanza.&#xA;&#xA;loingpres]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Quello che chiamiamo io è una lucetta che a intermittenza si accende nella stanza di quel che siamo. E ogni volta che è accesa, ha la convinzione illusoria di essere sempre stata accesa e di essere l&#39;intera stanza.</p>

<p><a href="/naciketas/tag:loingpres" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">loingpres</span></a></p>
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      <pubDate>Wed, 15 Jun 2022 11:11:36 +0000</pubDate>
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      <title>Valore</title>
      <link>https://noblogo.org/naciketas/valore</link>
      <description>&lt;![CDATA[Per vivere abbiamo bisogno di essere certi del nostro valore. Ma il nostro valore è affermato sempre dagli altri. Per vivere abbiamo bisogno di ottenere in qualche modo che gli altri ci diano valore. Questa è la fonte di ogni angoscia, la ragione della più profonda disperazione, il motivo per il quale, dietro la retorica dell&#39;amore per il prossimo, cova in ognuno di noi un radicale odio per l&#39;altro -- l&#39;odio che ogni schiavo prova per il proprio padrone. Un odio complicato, in quelli che sono più consapevoli -- e dunque più sofferenti, perché qui auget scientiam auget et dolorem -- dal sapere di essere essi stessi carnefici dell&#39;altro, padroni, autori di soggettivazione sociale.&#xA;È come se il nostro corpo dovesse conquistarsi di continuo, assumendo questa o quella posizione scomoda, l&#39;ossigeno di cui ha bisogno. Potrebbe sopravvivere solo logorandosi giorno dopo giorno. E questo logoramento lento ma implacabile è la nostra vita in quanto esseri sociali -- in quanto persone.&#xA;Procurarsi scientemente la disapprovazione generale è un primo passo per scuotere la catena sociale. Il secondo è liberarsi dall&#39;idea stessa di valore personale.&#xA;&#xA;loingpres]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Per vivere abbiamo bisogno di essere certi del nostro valore. Ma il nostro valore è affermato sempre dagli altri. Per vivere abbiamo bisogno di ottenere in qualche modo che gli altri ci diano valore. Questa è la fonte di ogni angoscia, la ragione della più profonda disperazione, il motivo per il quale, dietro la retorica dell&#39;<em>amore per il prossimo</em>, cova in ognuno di noi un radicale odio per l&#39;altro — l&#39;odio che ogni schiavo prova per il proprio padrone. Un odio complicato, in quelli che sono più consapevoli — e dunque più sofferenti, perché <em>qui auget scientiam auget et dolorem</em> — dal sapere di essere essi stessi carnefici dell&#39;altro, padroni, autori di soggettivazione sociale.
È come se il nostro corpo dovesse conquistarsi di continuo, assumendo questa o quella posizione scomoda, l&#39;ossigeno di cui ha bisogno. Potrebbe sopravvivere solo logorandosi giorno dopo giorno. E questo logoramento lento ma implacabile è la nostra vita in quanto esseri sociali — in quanto <em>persone</em>.
Procurarsi scientemente la disapprovazione generale è un primo passo per scuotere la catena sociale. Il secondo è liberarsi dall&#39;idea stessa di valore personale.</p>

<p><a href="/naciketas/tag:loingpres" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">loingpres</span></a></p>
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      <pubDate>Wed, 22 Dec 2021 21:06:55 +0000</pubDate>
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    <item>
      <title>Ora</title>
      <link>https://noblogo.org/naciketas/ora</link>
      <description>&lt;![CDATA[Ora. Questa immagine, questa sensazione, questa voce. Un suono. Un dolore. Un piacere. La vita che si dà, ora con una carezza, ora graffiando la pelle.&#xA;Ora: io che vedo questa immagine, ho questa sensazione, provo questa voce. E dietro tutto questo la mia opacità. Il tempo che passa, la vita che diventa fragile, gli anni che si accumulano e premono. Il fastidio di essere me, l&#39;impressione di essere chiuso in un guscio da cui non posso sfuggire. Qualunque cosa accada, accade a me, e questo rende miserabile qualunque cosa. Miserabile e dolorosa.&#xA;Basterebbe lasciar accadere l&#39;ora. L&#39;immagine, la sensazione, la voce. Ognuna per sé, così come si presenta. Senza giudizio, senza opacità. Non l&#39;occhio che guarda l&#39;immagine, ma l&#39;immagine che è nell&#39;occhio. Bisognerebbe lasciarsi squarciare dal mondo.&#xA;Essere io è soffrire. Quale oscura dannazione ci spinge a dire di continuo io?&#xA;&#xA;loingpres]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ora. Questa immagine, questa sensazione, questa voce. Un suono. Un dolore. Un piacere. La vita che si dà, ora con una carezza, ora graffiando la pelle.
Ora: io che vedo questa immagine, ho questa sensazione, provo questa voce. E dietro tutto questo la mia opacità. Il tempo che passa, la vita che diventa fragile, gli anni che si accumulano e premono. Il fastidio di essere me, l&#39;impressione di essere chiuso in un guscio da cui non posso sfuggire. Qualunque cosa accada, accade <em>a me</em>, e questo rende miserabile qualunque cosa. Miserabile e dolorosa.
Basterebbe lasciar accadere l&#39;ora. L&#39;immagine, la sensazione, la voce. Ognuna per sé, così come si presenta. Senza giudizio, senza opacità. Non l&#39;occhio che guarda l&#39;immagine, ma l&#39;immagine che è nell&#39;occhio. Bisognerebbe lasciarsi squarciare dal mondo.
Essere <em>io</em> è soffrire. Quale oscura dannazione ci spinge a dire di continuo <em>io</em>?</p>

<p><a href="/naciketas/tag:loingpres" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">loingpres</span></a></p>
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      <pubDate>Wed, 22 Dec 2021 18:54:29 +0000</pubDate>
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    <item>
      <title>Altri</title>
      <link>https://noblogo.org/naciketas/altri</link>
      <description>&lt;![CDATA[Gli altri, in quanto tali, possono offenderci, umiliarci, straziarci, torturarci, perfino ucciderci. Ne hanno il diritto: sono altri, li abita la negazione. Quello che non hanno il diritto di farci è amarci.&#xA;&#xA;loingpres]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Gli altri, in quanto tali, possono offenderci, umiliarci, straziarci, torturarci, perfino ucciderci. Ne hanno il diritto: sono altri, li abita la negazione. Quello che non hanno il diritto di farci è <em>amarci</em>.</p>

<p><a href="/naciketas/tag:loingpres" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">loingpres</span></a></p>
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      <guid>https://noblogo.org/naciketas/altri</guid>
      <pubDate>Wed, 22 Dec 2021 05:56:36 +0000</pubDate>
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      <title>Scibbolet</title>
      <link>https://noblogo.org/naciketas/scibbolet</link>
      <description>&lt;![CDATA[L&#39;io è uno scibbolet, ridicolo e fragile come tutto ciò che è sociale -- a story told by an idiot. Quello che sono è un caos che non genera alcuna stella danzante. Un sussurro che cerca di farsi silenzio. &#xA;&#xA;loingpres]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>L&#39;io è uno <em>scibbolet</em>, ridicolo e fragile come tutto ciò che è sociale — <em>a story told by an idiot</em>. Quello che sono è un caos che non genera alcuna stella danzante. Un sussurro che cerca di farsi silenzio.</p>

<p><a href="/naciketas/tag:loingpres" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">loingpres</span></a></p>
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      <guid>https://noblogo.org/naciketas/scibbolet</guid>
      <pubDate>Wed, 22 Dec 2021 05:54:01 +0000</pubDate>
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