Nota a Percorsi 2024
Percorsi 2024 raccoglie una serie di testi brevi nei quali Felice Serino attraversa alcuni temi ricorrenti della sua poetica: la memoria, la spiritualità, l’identità, la percezione del tempo e la fragilità dell’esistere. La scrittura procede per immagini rapide, spesso fulminee, capaci di racchiudere in pochi versi ricordi, domande e sensazioni. In più punti la parola scritta diventa un appiglio nei giorni “anodini”, oppure il mezzo attraverso cui interrogare l’oltre, la soglia, la luce. È una poetica che si muove continuamente tra ciò che appartiene alla vita quotidiana e ciò che sembra voler oltrepassare. Gli affetti, il ricordo, il corpo e il trascorrere degli anni convivono con domande più grandi, alle quali forse non è possibile dare una risposta definitiva.Serino non cerca certezze, né sembra pretendere di possederle; cerca piuttosto la possibilità di continuare a interrogarsi, lasciando aperto uno spazio nel quale dubbio, fede e desiderio possano convivere.
Alcuni temi e alcune immagini ritornano con insistenza e, a tratti, potrebbero dare alla raccolta una certa uniformità; non ho però percepito questa ricorrenza come un limite, ma come il ritorno a pensieri che l’autore sente il bisogno di osservare ogni volta da una prospettiva leggermente diversa.
Molto presente è anche il tempo, non soltanto nel suo trascorrere, ma nella consapevolezza che gli anni modificano inevitabilmente il nostro modo di essere, di guardare ciò che abbiamo vissuto e ciò che ancora ci attende. È uno sguardo mai davvero rassegnato, quanto piuttosto consapevole, e che proprio per questo continua a cercare nella poesia uno spazio nel quale riflettere, ricordare e ancora domandare.Forse è proprio questo l’aspetto che più mi resta di Percorsi 2024: una voce che continua a cercare, senza pretendere di arrivare necessariamente a una conclusione, e che affida alla poesia il compito di accompagnare domande alle quali ciascuno, prima o poi, finisce per avvicinarsi.
Cristina Dorigo