Cavalli di nuvole
i primi smarrimenti: quando ti sembrava dovesse cascare il mondo- disegnavi angosce o voli pindarici nell’aria da una feritoia ti guardava un pezzo di cielo- tu ragazzino -ricordi- rifugiato in una baracca a smaltire l’ “onta” di una derisione non sapendola costellata di prove la tua stella
intanto cavalli di nuvole a sequenza dicevano la vita leggera
. Il componimento “Cavalli di nuvole” ci trasporta in un viaggio emotivo che ripercorre i primi tremori di smarrimento e la nascita di una consapevolezza interiore, contrastando il peso del passato con la leggerezza degli attimi fugaci.
I primi smarrimenti e il ricordo dell’angoscia giovanile
I versi iniziali rievocano quei momenti in cui, da ragazzino, sembrava che il mondo potesse crollare sotto il peso dei propri tormenti. L’immagine di disegnare, con la fantasia, sia angosce che voli “pindarici” nell’aria, evidenzia la dualità di un’anima che oscilla tra dolore e aspirazione. Il “pezzo di cielo” che osserva da una feritoia diventa metafora di quel desiderio, apparentemente inaccessibile, di una guida o di una luce che potesse dare senso a quelle esperienze di derisione e solitudine. Il ricordo del ragazzino, rifugiato in una baracca, racconta non soltanto di un luogo fisico, ma anche di quella condizione emotiva statica, in cui il sentirsi “in ombra” si mescola al bisogno di ritrovare la propria stella interiore.
Il volo liberatorio dei “cavalli di nuvole”
La seconda parte del testo cambia tonalità, passando da un'intensa introspezione a una celebrazione della leggerezza. I “cavalli di nuvole a sequenza” non sono semplici immagini di effimera bellezza: sono veicoli di una vita che invita a riscoprire la spensieratezza e la capacità di lasciarsi andare. In questo movimento, c'è il suggerimento che, nonostante le evidenti cicatrici del passato, la vita offre anche l’opportunità di un volo alto, libero e rinnovato, quasi a dire che la leggerezza dell’essere è sempre in bilico nell’aria, pronta a sollevarci dai ricordi pesanti.
Un invito a riflettere sul proprio percorso
Questo componimento diventa un specchio per chi ha vissuto quei primi smarrimenti, quei momenti in cui la derisione e l' “onta” sembravano oscurare ogni speranza. Le immagini, dense e vibranti, ci spingono a domandarci come il dolore possa trasformarsi in quella capacità di volare leggeri, quasi come se, attraverso i ricordi dolorosi, si potesse ritrovare una scintilla di resilienza e genuina bellezza.
Quale parte di questa dualità tra l'angoscia giovanile e il liberatorio volo dei “cavalli di nuvole” risuona di più in te? Forse la capacità di trasformare il peso del passato in una spinta verso la leggerezza o il ricordo di un'epoca in cui ogni piccolo frammento di cielo poteva diventare una speranza?
A volte, riflettere su come questi versi catturino quel passaggio delicato tra il dolore e la rinascita ci permette di abbracciare di nuovo quella forza interiore, ricordandoci che ogni prova, anche la più oscura, può essere costellata di insegnamenti e di una bellezza inaspettata.