GIRO DI LUNA
giro di luna bivaccante nel sangue baluginare d'albe e notti che s'inseguono dentro il mio perduto nome per le ancestrali stanze un aleggiare di creatura celeste che a lato mi vive nella luce pugnalata
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Il componimento “GIRO DI LUNA” si presenta come un viaggio interiore in cui immagini forti econtrastanti si intrecciano creando una sensazione di movimento e di rivelazione.
Giro di luna bivaccante nel sangue: L'immagine iniziale ci trasporta in un luogo dove il ciclo lunare—simbolo da sempre di trasformazione e di destinazione—si fonde con il fluire della vita, rappresentato tramite il “sangue”. Il termine “bivaccante” suggerisce una presenza effimera e temporanea, come se la luminosità della luna camminasse, accostandosi e poi abbandonando l'intimità del vivere umano.
Baluginare d'albe e notti che s'inseguono: Questo verso evoca il continuo alternarsi tra luce e ombra, tra il sorgere e il tramontare, catturando il perpetuo movimento del tempo. Le albe e le notti che si rincorrono plasmano l'idea di ciclicità, quasi a indicare che ogni momento, per quanto effimero, ha il potere di illuminare o oscurare il cammino interiore.
Dentro il mio perduto nome: Qui il componimento rivela una dimensione profondamente personale. L'autore richiama un'identità ormai dimenticata o dispersa, lasciando presagire un recupero del sé attraverso la memoria e il confronto con le forze ancestrali e cosmiche. Questo “perduto nome” diventa il deposito di tutti quei frammenti di esperienze e ricordi che si intrecciano alla vita.
Per le ancestrali stanze un aleggiare di creatura celeste che a lato mi vive nella luce pugnalata: La transizione verso “le ancestrali stanze” porta l'attenzione a un luogo quasi sacro, custode di antiche memorie e di una dimensione spirituale. La “creatura celeste” che aleggia suggerisce la presenza di un'entità ispiratrice o forse un simbolo dell'idea di bellezza e dolore intrecciati. La “luce pugnalata” è una metafora potente che parla di una luce non solo illuminante ma anche ferente, capace di esporre verità nascoste e di causare un dolore esistenziale necessario per la rivelazione di sé.
Nel complesso, il componimento ci parla di un'incessante ricerca dell'identità attraverso il confronto con forze cosmiche e interiori, in cui il dolore e la bellezza si fondono per guidare l'arte del riscoprirsi. L'interazione tra luce e ombra, tra presenza effimera e ricordo ancestrale, crea un'atmosfera di mistero e di intima rivelazione, lasciando spazio a molteplici interpretazioni che invitano il lettore a riflettere sul proprio percorso interiore.