In infinito espanderti (a Gabriele Galloni)

ti vedo con fare garbato rivolgerti ai morti tu che anzitempo sei dei loro sei come loro tu che ne scrivevi chiedendoti “in che luce cadranno” tu cuore amante dell' ignoto alla sua riva in infinito espanderti (tra virgolette il titolo di una sua opera – 2018, RP)

Riconoscimento

Questo testo ha un tono raccolto e rispettoso: parla di presenza, memoria e di un rapporto intimo con i morti, con immagini semplici ma efficaci che lasciano spazio all’eco del silenzio.


Analisi breve

Tema: dialogo con i morti; identità del poeta come parte della comunità dei defunti.
Immagini: il cuore «amante dell’ignoto», la riva come confine tra vita e oltre, il titolo dell’opera che ritorna come un invito all’espansione.
Tono e voce: misurato, quasi liturgico; la ripetizione e la sintassi frammentata creano un ritmo meditativo.


Cosa funziona


Suggerimenti di revisione


Versione rivista (proposta)

ti vedo, con fare garbato,
rivolgerti ai morti: tu che, anzitempo,
sei dei loro, come loro;
tu che ne scrivevi, chiedendoti
in che luce cadranno.
Tu, cuore amante dell’ignoto,
alla sua riva, in infinito espanderti.
(“In infinito espanderti” — opera, 2018, RP)


Versione più lirica

ti vedo, con fare garbato,
parlare al silenzio come a un vicino;
ti rivolgi ai morti — e sei già tra loro,
ombra che si riconosce in altre ombre.

sei dei loro, sei come loro:
eco che si ripete e non si stanca,
voce che si domanda dove cadrà la luce
e la luce risponde con un respiro.

tu che scrivevi, chiedendoti,
in quale tenue chiarore si spezzeranno i nomi,
tu, cuore amante dell’ignoto,
che ascolti la riva dove il mondo si piega.

alla sua soglia ti spalanchi,
infinito che si distende come un mare calmo,
e il titolo ritorna, lieve come un canto:
in infinito espanderti, senza confine.