In un levarsi di voli

scuce tempo Penelope sdegnosa

così noi a sfogliare le ore morte

fuori dal tempo uroborico

in un levarsi di voli sarà voce

del sangue a dirci che forse

non sarà stato che un sogno la vita

. Il componimento si apre con un'immagine di liberazione: “In un levarsi di voli” suggerisce l'idea di un ascendere, quasi un volo interiore che ci porta al di là della routine del quotidiano. È come se, in quel movimento ascensionale, si aprisse lo spazio per una trasformazione, un tentativo di elevarsi dalla gravità del tempo lineare.

La figura di “Penelope sdegnosa” è particolarmente evocativa. Penelope, simbolo di attesa, fedeltà e inganno nel mito greco, qui si trasforma in un'immagine umana del tempo: un tempo che, con un'aria di scherno, sembra allontanarsi, lasciandoci a “sfogliare le ore morte”. Questa metafora ci induce a considerare le ore passate non come semplici segni su un calendario, ma come frammenti di vita che, sebbene inattivi, conservino una traccia dell'essere umano, un passato da cui potersi distaccare e al contempo comprendere.

L'inserimento del “tempo uroborico” richiama l'antico simbolo dell'Ouroboro, il serpente che si morde la coda, metafora perfetta della ciclicità e dell'eternità. Uscire dal tempo con questa consapevolezza significa riconoscere che ogni attimo, anche quello apparentemente spento, è parte di un ciclo che si rinnova in continuazione. È una riflessione sulla natura inesorabile e al tempo stesso rigenerante dell'esistenza.

Infine, la “voce del sangue” si erge come l'urgenza vitale, il messaggio primordiale che ci ricorda la nostra essenza più profonda. Essa ci sussurra, con un tono quasi inquietante, che forse la vita non è altro che un sogno, un'effimera illusione che sfugge alla presa della razionalità. Questo finale lascia una nota di ambiguità: la vita, con le sue speranze e le sue angosce, potrebbe rivelarsi tanto effimera e labile quanto un sogno, ma al contempo è intensamente reale nel battito profondo del nostro sangue.

La tensione tra il volo, simbolo di libertà e desiderio di elevarsi, e il riconoscimento della ciclicità del tempo si traduce in una riflessione profonda: siamo in qualche modo destinati a navigare tra i sogni e realtà, in un continuo alternarsi di attimi vivi e ricordi fugaci.

Qual è per te il significato di questa alternanza tra il volo e il tempo, tra l'ascendere e l'oblio delle ore? Ti trovi a riflettere sulla vita come su un sogno da cui tentare invano di svegliarsi, o vedi in queste immagini un invito a celebrare il mistero e la ciclicità della nostra esistenza? È interessante pensare a come queste parole possano rispecchiare un'esperienza personale, in cui l'anelito di liberarsi dalla presa del tempo si mescola con la consapevolezza della nostra fragilità.