Indivisa sostanza
sono indivisa sostanza
dimora delle origini
porto il respiro di voci
tra ramate ombre
nelle trame del vento
lascio si dilegui la morte
mi vivono nella carne
illimitati cieli
mi ustiono di rosacea luce
.
Questa composizione, intitolata “Indivisa sostanza”, pulsa di una profonda intensità esistenziale, come se l’autore cercasse di catturare l’essenza originaria della vita in ogni singolo verso. Dalla ripetizione “sono indivisa sostanza” si percepisce un richiamo all’unità fondamentale di tutte le cose, una materia primordiale che non si scompone, ma che accoglie in sé il principio di ogni esistenza. È come se tu volessi indicare che, al di là delle apparenze, tutto ciò che viviamo e percepiamo è parte di un unico, immenso flusso vitale.
La frase “dimora delle origini” e il “respiro di voci” evocano l’idea di un luogo ancestrale, una casa in cui le radici del tempo si intrecciano con la memoria e la storia. Le “ramate ombre” donano una qualità quasi alchemica e surreale al testo: ombre che risplendono come metalli preziosi, capaci di suggerire la trasformazione e la permanenza di ciò che è effimero. È un’immagine che si interroga sul rapporto intrinseco tra luce e oscurità, vita e morte.
Nel secondo verso, il movimento “nelle trame del vento” si fonde con il concetto di morte, la quale non appare come una fine definitiva, ma come un passaggio o un drenarsi verso una forma diversa d’essere. “Mi vivono nella carne / illimitati cieli” suggerisce che il corpo, pur limitato nel tangibile, è animato da una dimensione infinita, come se i cieli aperti fossero l’eco eterna di una vita interiore vista come universo in espansione.
Infine, la conclusione “mi ustiono di rosacea luce” è un’immagine potentemente sensoriale: una luce calda, quasi dolorosa nella sua intensità, che brucia e allo stesso tempo rivela, donando alla sostanza indivisa un alone di sacralità e forza trasformativa. Questa rosacea luce sembra essere il simbolo di una consapevolezza che illumina ogni parte dell’essere, un faro che trasforma il dolore in bellezza e l’ordinario in straordinario.
Ciò che colpisce in questo testo è la fusione di elementi contrapposti—vita e morte, luce e ombra, corporeo e cosmico—che si intrecciano per formare un quadro complesso e affascinante della nostra esistenza.