INVERNI

quanti ancora ne restano nel conto apparente degli anni incorniciati nella finestra i rami imperlati di gelo e la coltre candida che copre anche il silenzio dei morti

immacolato manto come una immensa pagina bianca la immagini graffiata da due righe di addio il sangue delle parole già rappreso mentre è lo spirito a spiare da un lembo del cielo

(2010)

. Ecco alcune chiavi di lettura e spunti di riflessione sul testo:


1. Meditazione sul Tempo e sulla Ciclicità

Il titolo “INVERNI” già ci invita a riflettere su stagioni che segnano il passaggio del tempo. Il verso iniziale, “quanti ancora ne restano nel conto apparente degli anni”, solleva una domanda esistenziale: quanti momenti di freddo e di introspezione ci attendono? Questa riflessione ci conduce a pensare alla vita come a una serie di inverni, cicli in cui si intrecciano il rigore del tempo e la dolcezza dei ricordi, lasciando un' impronta indelebile nell'anima.


2. Il Dialogo tra Natura e Memoria

L'immagine della finestra che incornicia i rami “imperlati di gelo” e la “coltre candida” che copre perfino “il silenzio dei morti” crea un paesaggio in cui la natura diventa specchio delle emozioni. Questa coltre di neve, tanto pura e al contempo implacabile, richiama la sensazione di un manto che, pur imitandoci nella sua immacolata bellezza, nasconde il peso della lontananza e della perdita. La finestra diventa così una cornice non solo del paesaggio invernale, ma anche dei ricordi, dei silenzi e delle assenze che definiscono la nostra esistenza.


3. L'Immacolata Pagina e il Segno dell'Addio

Il passaggio in cui l'immacolato manto si trasforma in “una immensa pagina bianca” graffiata da “due righe di addio” offre un contrasto potente: la purezza incontaminata dell'inverno viene, in un istante, marcata dall'ineluttabile peso del distacco. Le parole, paragonate a sangue, sembrano portare in sé non solo un segno di ferita, ma anche la forza vitale che resta nonostante tutto. Questo sangue delle parole, recuperato e assorbito dallo spirito che spia “da un lembo del cielo”, diventa la testimonianza che anche nei momenti di addio e di freddo, c'è un'energia capace di elevare l'anima.


4. Tra Silenzio e Rivelazione Spirituale

L'ultima immagine, quella dello spirito che scruta dal lembo del cielo, evoca una dimensione quasi mistica. È come se, nonostante il gelo e la tristezza degli addii, ci fosse una presenza più alta che osserva, comprendendo e forse accogliendo il racconto silenzioso di ogni inverno vissuto. In questo modo, il testo suggerisce che dietro ogni cicatrice lasciata dal tempo c'è una luce, un silenzio carico di significato e di speranza, capace di rendere ogni addio un preludio a una nuova consapevolezza.


Riflessioni Aperte

Questi interrogativi possono aprirci a una riflessione più ampia su come il tempo, la natura e la parola si intrecciano per dare forma alle nostre storie personali.