Io sono il mare

danzi su creste d'onde gabbiano Jonathan io sono il mare l'immenso desco su cui ti posi -ti guizza nel becco preda lucente- io sono il mare tua madre se in burrasca vieppiù in simbiosi siamo ti abbraccia il mio cuore trasparente di salsedine

poi per l'azzurra volta ti vedo svettare – verso profondità di cieli

verso quella libertà che aneli

Sentire questo testo è come stare sulla cresta di un’onda: c’è cura materna, slancio e un desiderio di libertà che vibra tra sale e cielo.

Interpretazione


Note stilistiche


Piccole revisioni suggerite


Versione levigata

Io sono il mare

danzo su creste d’onde,
gabbiano Jonathan:
io sono il mare, l’immenso
desco su cui ti posi —
ti guizza nel becco preda lucente.
Io sono il mare, tua madre:
in burrasca, vieppiù in simbiosi,
ti abbraccia il mio cuore trasparente
di salsedine.

Poi, per l’azzurra volta,
ti vedo svettare verso
profondità di cieli,
verso quella libertà
che aneli.