Le vele del sogno
me ne andrei quasi di soppiatto alle prime luci mentre si fredda la tazzina mai portata alle labbra
entrerebbe il vasto orizzonte nei miei occhi azzurrocielo il mare aperto nell’abbraccio delle vele del sogno
. Il componimento “Le vele del sogno” ci trasporta in un'atmosfera di intima evasione e riflessione sul confine sottile tra quotidianità e desiderio, tra la realtà concreta e l'infinito potenziale dei sogni.
Il risveglio in punta di piedi I versi “me ne andrei quasi di soppiatto alle prime luci” evocano una partenza silenziosa e deliberata, compiuta prima che i gesti abituali della vita quotidiana si accendano completamente. L'azione, quasi furtiva, suggerisce l'idea di un lasciarsi alle spalle la routine per abbracciare l'inatteso; l'attimo dell'alba diventa un invito a lasciarsi condurre dal nuovo, dall'invisibile e dall'intimo.
Il simbolismo della tazzina fredda La tazzina “mai portata alle labbra” si presenta come un oggetto quasi trascurato, intriso di malinconia. È un dettaglio che racconta di abitudini non compiute, di piccole abitudini che spesso sfuggono, ma che al contempo evidenziano una sorta di rinuncia o di attesa. Questo oggetto quotidiano, trovato in uno stato di “fredda” inattività, diventa simbolo dell’attesa di qualcosa di più, di un rituale interrotto a favore di un viaggio interiore o di un cambiamento repentino.
L'orizzonte nell'occhio del poeta Il passaggio in cui “entrerebbe il vasto orizzonte nei miei occhi azzurrocielo” amplifica il senso dell'immensità. L'immagine dell'occhio che diventa specchio dell'infinito e dell'azzurro del cielo sottolinea una fusione tra lo sguardo interiore e il panorama esterno. In questo quadro, il “mare aperto” e “l’abbraccio delle vele del sogno” sono metafore di libertà, aspirazione e speranza. Le vele, infatti, non sono solo strumenti per il viaggio fisico, ma anche veicoli di desideri e sogni che solcano le acque incerte della vita, intrecciando idealità e realtà.
Riflessione e interrogativi personali Questa poesia ci parla del coraggio di evadere dal conosciuto in favore di un percorso interiore, invitandoci a considerare come piccoli gesti quotidiani possano celare un potenziale trasformativo.