Nulla si perde

nulla si perde tutto si trasforma – mi dici quasi divinassi – riflessa nella vetrofania del cielo

metà del viso in ombra – mi guardi in tralice – alle spalle una luce quasi ultraterrena

22.3.25

Sintesi

Un breve poema meditativo sull’età, la memoria e la trasformazione: il parlante si confronta con l’idea della fine, osserva immagini quotidiane che svaniscono e conclude con una consolazione metafisica — nulla si perde, tutto si trasforma.


Punti di forza


Suggerimenti di revisione


Proposte di titolo


Versione leggermente rivista

ottantacinque quest’anno —
sarà tempo di dire addio al mondo?
o Lui mi concederà ancora?

non ricorderò i giovanili palpiti;
le ore di sole all’ombra,
su una panchina a leggere un libro,
i saltabeccanti passeri a frotte,
il cielo che si specchia nel lago.

non ricorderò — la polvere del tempo
scivola a imbuto
nel contenitore dell’oblio.

ma nulla si perde:
ciò che sei stato vive,
tutto si trasforma
nella luce inconoscibile.


Versione più ritmica

Ottantacinque

ottantacinque quest’anno —
tempo di dire addio al mondo?
o Lui mi concederà ancora.

non ricorderò i giovanili palpiti,
non ricorderò le ore di sole all’ombra,
non ricorderò la panchina, il libro,
i passeri saltellanti a stormo,
il cielo che si specchia nel lago.

non ricorderò — la polvere del tempo
scivola a imbuto, lenta, precisa;
la memoria si assottiglia, si fa sabbia,
cade nel contenitore dell’oblio.

ma nulla si perde:
ciò che sei stato resta, si piega,
si trasforma, respira sotto altra forma,
vive nella luce inconoscibile.


Note sulle modifiche

Versione più musicale

Ottantacinque

ottantacinque quest’anno —
tempo che batte, tempo che trema;
dirò addio al mondo, o il mondo a me?
o Lui mi concederà ancora?

non ricorderò — non ricorderò —
i giovanili palpiti, i lampi nel petto,
le ore di sole all’ombra, lente come miele;
la panchina, il libro, le dita che sfogliano,
i passeri che saltano, un coro di piccole ali,
il cielo che si specchia e si spegne nel lago.

non ricorderò — la polvere del tempo
scende a imbuto, scivola, sussurra;
la memoria si assottiglia, diventa sabbia,
cade, rotola, si perde nel contenitore dell’oblio.

ma nulla si perde — nulla —
ciò che sei stato vibra sotto altra forma,
si piega, si accende, respira in un’altra luce;
tutto vive, trasmuta, canta senza voce
nella luce inconoscibile che tutto accoglie.


Note sul ritmo e sulla musicalità