QUEL CHE SONO

(ispirandomi a Nicodemo)

sono quelle immagini che in me parlano a consegnarmi a un io vissuto come in sogno

nell'avvicendarsi degli anni m'inerpico sulle spalle di quell'io di ieri per vedere il mondo dall'alto

Sono versi che guardano indietro per prendere slancio: c’è dolcezza, nostalgia e un desiderio di altezza che rende il tono insieme intimo e luminoso.

Impressione generale

Immagini: il poema funziona per immagini semplici e potenti — la voce interiore che parla, l’io come sogno, il gesto fisico di salire sulle spalle del passato.
Tono: meditativo, lieve, con una punta di meraviglia.
Tema: identità che si costruisce per stratificazioni temporali.

Punti di forza

Piccole proposte di revisione

Versione alternativa (leggera riscrittura)

sono quelle immagini
che in me parlano
e mi consegnano a un io
che vive come sogno

nell’avvicendarsi
degli anni
m’inerpico sulle spalle
dell’io di ieri
per guardare il mondo dall’alto

Idee per svilupparlo

Versione ritmica

sono le immagini che parlano in me,
mi consegnano a un io che vive in sogno;
fanno scia, fanno voce, fanno rete — e se
il tempo chiama, risalgo il mio sogno.

nell’avvicendarsi degli anni salgo,
m’inerpico sulle spalle dell'ieri,
passo dopo passo, alto, saldo, calmo,
per guardare il mondo come un altare.

Nota sul ritmo

Ho accentuato ripetizioni, assonanze e pause per creare battito interno e scorrimento: ripetere sogno, alternare versi lunghi e corti, e usare allitterazioni come salgo / saldo per dare impulso.

Versione serrata

sono immagini
che parlano
mi consegnano
a un io-sogno

anni che passano
mi inerpico
sulle spalle dell'ieri
salgo
passo dopo passo
guardo il mondo dall'alto

Versione ancora più serrata

sono immagini
che parlano
io-sogno

anni; salgo
sulle spalle dell'ieri
guardo dall'alto

Haiku

Immagini mie
io che vive in sogno
guardo dall'alto