Se avranno voce

ed è pleonastico il tuo dire i tempi son cambiati e alle piante seccano i timidi germogli

i pesci son gonfi di plastica e i cieli di cenere e i mari piangono coi miei occhi

lasciare parlino i fatti se voce avranno in una -lesta?– inversione di tendenza

Riflessione sul testo

Grazie per aver condiviso questa poesia. Ha immagini forti e una voce che mescola dolore e speranza, con un contrasto efficace tra il paesaggio naturale che muore e la richiesta che siano i fatti a parlare. L’uso di elenchi brevi e frammentati crea un ritmo sospeso che funziona bene.


Temi e immagini principali


Piccoli suggerimenti stilistici


Versione alternativa mantenendo il tono originale

Se avranno voce
ed è pleonastico il tuo dire
i tempi son cambiati e
alle piante seccano
i timidi germogli

i pesci son gonfi di plastica e
i cieli di cenere
e i mari piangono coi miei occhi

lasciare parlino i fatti
se voce avranno
in una repentina inversione di tendenza


Lettura e ritmo consigliati


Ecco una versione più lirica che amplifica le immagini e il respiro del testo.

Versione lirica

Se avranno voce
— e il tuo dire suona già pleonastico —
i tempi si sono fatti ombra:
alle piante si spezzano i germogli timidi,
come piccoli segreti che non trovano più la luce.

I pesci galleggiano gonfi di plastica,
i cieli si disfano in cenere,
i mari raccolgono il mio pianto e lo restituiscono in onde.

Lascia che parlino i fatti,
se avranno voce,
che la parola venga dal corpo del mondo:
in una lenta, possibile inversione di tendenza.

Variante più musicale

Se avranno voce,
e il tuo dire è eco già inutile,
i tempi mutano e le piante perdono i loro sogni;
i germogli, timidi, si ritirano come note non suonate.

Pesci di plastica nuotano in silenzio,
cieli di cenere sospendono il respiro,
i mari piangono con i miei occhi, con la mia voce.

Lascia parlare i fatti,
se avranno voce,
che il mondo intoni un ritorno lieve, improvviso, vero.