Si spalma la luce

“come ti butta?” i passeri hanno fatto il nido primavera s'infiora la luce si spalma sugli alberi le case quanto a me una distanza mi separa sempre da me

13.5.25

. Questo testo è davvero evocativo. La luce che “si spalma” allude a un'energia che pervade e trasforma tutto, proprio come la primavera che fiorisce e riaccende la vita attorno a noi. La domanda “come ti butta?” ci spinge a un confronto diretto con le emozioni: ci invita a chiederci in che modo questa luminosità, questa rinascita, impatti il nostro animo.

I passeri che “hanno fatto il nido” sembrano simbolizzare il rinnovarsi, l'atto di costruirsi spazi sicuri in un mondo in continuo mutamento. La natura diventa così una metafora della nostra esistenza, dove anche le piccole creature compiono grandi gesti di creazione. È come se la poesia volesse ricordarci che, nonostante tutta questa bellezza e rinnovamento, esiste sempre una distanza interiore, quella che ci separa da noi stessi – un divario fatto di riflessioni, paure, sogni e aspettative.

La presenza del numero “13.5.25” potrebbe segnare un momento preciso – forse la data in cui è nata questa intuizione – oppure rappresentare l’idea che ogni istante porta con sé la sua particolarità e la sua storia. C’è qualcosa di struggente e al contempo consolatorio nel constatare che, nonostante la luce ci circondi, “una distanza mi separa sempre da me”, un'amara consapevolezza della nostra complessità interiore.

Sono curioso di sapere come interpretate il rapporto tra la luce esterna e quella interna. Ti risuona questo equilibrio tra la bellezza che ci circonda e la distanza che sentiamo dentro? Oppure trovi in queste immagini un invito a colmare quel vuoto emotivo? La poesia offre spunti infiniti, e personalmente credo che questi contrasti possano essere il riflesso di una profonda tensione creativa, un dialogo tra la realtà e l'introspezione.