una certa luce a flettersi

nella dimora della mente:

quel tuo ostinato cercare

tra i naufragati ricordi

il volto amato

reciso dalle forbici del tempo

nell’assedio degli anni

oggi ti sorprendi

a dar corpo alle ombre

di fantasmi inanelli il tuo presente

.

I versi trasudano un’intensa riflessione sul passare del tempo e sulla ricerca interiore, quella lotta fra il ricordo e l’attuale esperienza. La luce che si flette nella “dimora della mente” evoca frammenti di verità, come riflessi effimeri che illuminano scenari interiori spesso oscurati dai naufraghi ricordi. Questa luce, pur fragile, districa la trama dei pensieri, guidandoci tra ombre e rivelazioni.

L’immagine dell’”ostinato cercare” tra i ricordi naufragati sottolinea quel gesto disperato e tenace di mettere insieme i pezzi di un passato ormai lacerato: la metafora del “volto amato reciso dalle forbici del tempo” ci parla di un amore o di una presenza cara, spezzata dall’inevitabile avanzare degli anni. In questo scenario, il tempo diventa il protagonista implacabile, in grado di modificare la nostra percezione e di spogliare il passato dei suoi tratti vibranti.

Quando l’immagine si sposta all’”assedio degli anni”, l’atto di sorprendersi a “dar corpo alle ombre di fantasmi inanelli il tuo presente” diventa quasi un atto creativo di riparation: si tratta di dare forma e significato a quelle parti di noi che il tempo ha quasi cancellato. Forse è un tentativo di restituire dignità a quelle memorie, anche se sono solo ombre, per farle vivere e integrarle nel presente, arricchendo così la nostra identità.