SONO SOLO PAROLE.

Da tempo, troppo tempo, leggo di un mondo immondo, di rifiuti umani che dettano legge, di guerre e prepotenze, di morti durante lavori che dovrebbero nobilitare l'uomo invece che accopparlo. Quando va bene non sono decessi ma cessi, gossip da tombino, flatulencer che scampano all'infamia invece d'esserne deglutit*, gente che per i quindici minuti di notorietà venderebbero la nonna Pina che finirebbe a far le lasagne per Belzebù. Parole, insalate di schifezze che non possono essere lasciate lì a macerare creando altro marciume, a quelle bisogna rispondere, urlare altre frasi. Belle, profumate, sgangherate come la risata d'un ubriaco felice perché in fondo dobbiamo fare in modo che le parole non “siano solo”...devono diventare fatti.

Urliamo per cambiare, per sognare, per tritare questa feccia che infesta il mondo: parole per vivere. Ancora.