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    <title>indifferenza &amp;mdash; [sguardi]</title>
    <link>https://noblogo.org/rassegna-stampa/tag:indifferenza</link>
    <description>Rassegna stampa didattica</description>
    <pubDate>Sat, 02 May 2026 01:14:59 +0000</pubDate>
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      <title>Nove ore al freddo in centro a Parigi, morto il fotografo Renè Robert</title>
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      <description>&lt;![CDATA[29 gen 2022 | tg24.sky.it&#xA;&#xA;Famoso per gli scatti sul flamenco, l&#39;85enne fotografo svizzero si è sentito male quando era tarda sera e si è accasciato sul marciapiede, in zona Place de la Republique. Per nove ore nessuno lo ha soccorso, è morto di ipotermia. La denuncia dell&#39;amico giornalista Michel Mompontet: &#34;Morto di indifferenza&#34;&#xA;&#xA;È morto di freddo, da solo, su un marciapiede nel centro di Parigi: il fotografo svizzero Renè Robert, 85 anni, nella tarda serata di martedì 18 gennaio stava tornando a casa dopo aver cenato, si trovava in Rue de Turbigo, vicino Place de la Republique, e – forse per un malore – si è accasciato al suolo. È stato soccorso solo nove ore dopo, all’alba di mercoledì 19, quando un senza tetto ha chiamato i soccorsi. Tardi, troppo tardi: Robert era morto nella notte di ipotermia. Nell’indifferenza generale. Con ogni probabilità, tutti coloro che passavano da quella via lo hanno scambiato per un clochard, steso a terra a dormire, e nessuno si è preoccupato di sincerarsi delle sue condizioni. La tragica storia di morte e indifferenza viene raccontata ora dal suo amico Michel Mompontet, giornalista del servizio pubblico televisivo francese. E accende le polemiche in tuta la Francia.!--more--&#xA;&#xA;&#34;Come siamo arrivati a tanto?&#34;&#xA;&#xA;&#34;Come siamo arrivati a tanto?&#34;, si chiede Mompontet in un editoriale sul canale all news France Info. “Robert ha avuto un colpo di vertigini ed è caduto. Incapace di alzarsi, è rimasto immobilizzato sul posto al freddo per nove ore fino a quando un senzatetto ha chiamato i soccorsi. Nel corso di quelle nove ore nessun passante si è fermato a controllare perché quest&#39;uomo fosse sdraiato sul marciapiede. Non uno&#34;. Mompontet riconosce che lui stesso spesso non presta attenzione, come tanti di noi, alle persone che incrocia per strada: &#34;Prima di dare lezioni o accusare qualcuno, ho bisogno di affrontare una piccola domanda che mi mette a disagio: sono sicuro al 100% che mi sarei fermato se mi fossi trovato di fronte a quella scena, un uomo a terra? Non ho mai voltato le spalle a un senzatetto sdraiato davanti a una porta?&#34;.&#xA;&#xA;Il flamenco in bianco e nero&#xA;&#xA;Nato a Friburgo il 4 marzo 1936, Renè Robert aveva iniziato la sua carriera nella fotografia nel campo della pubblicità e della moda, ma la fama l&#39;aveva conquistata con gli scatti dedicati ai ballerini della danza di origine andaluse. Era noto come ‘il fotografo del flamenco’. Nei suoi scatti – in oltre 50 anni di carriera – Paco de Lucia, Fernanda de Utrera, Pastora Galván. I suoi ritratti, sempre rigorosamente in bianco e nero, realizzati dal 1967 al 2009 sono stati al centro di varie mostre in giro per l’Europa ed un’esposizione di 75 immagini si è tenuta a Roma per iniziativa dell’Istituto Cervantes. Lo stesso Mompontet, nel raccontare l’accaduto su twitter, ha concluso: “Se questa morte atroce può insegnarci qualcosa, è che quando vediamo un essere umano sul marciapiede, ci fermiamo un momento”.&#xA;&#xA;Tag&#xA;indifferenza]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>29 gen 2022 | tg24.sky.it</p>

<p><em>Famoso per gli scatti sul flamenco, l&#39;85enne fotografo svizzero si è sentito male quando era tarda sera e si è accasciato sul marciapiede, in zona Place de la Republique. Per nove ore nessuno lo ha soccorso, è morto di ipotermia. La denuncia dell&#39;amico giornalista Michel Mompontet: “Morto di indifferenza”</em></p>

<p>È morto di freddo, da solo, su un marciapiede nel centro di Parigi: il fotografo svizzero Renè Robert, 85 anni, nella tarda serata di martedì 18 gennaio stava tornando a casa dopo aver cenato, si trovava in Rue de Turbigo, vicino Place de la Republique, e – forse per un malore – si è accasciato al suolo. È stato soccorso solo nove ore dopo, all’alba di mercoledì 19, quando un senza tetto ha chiamato i soccorsi. Tardi, troppo tardi: Robert era morto nella notte di ipotermia. Nell’indifferenza generale. Con ogni probabilità, tutti coloro che passavano da quella via lo hanno scambiato per un clochard, steso a terra a dormire, e nessuno si è preoccupato di sincerarsi delle sue condizioni. La tragica storia di morte e indifferenza viene raccontata ora dal suo amico Michel Mompontet, giornalista del servizio pubblico televisivo francese. E accende le polemiche in tuta la Francia.</p>

<p><em>“Come siamo arrivati a tanto?”</em></p>

<p>“Come siamo arrivati a tanto?”, si chiede Mompontet in un editoriale sul canale all news France Info. “Robert ha avuto un colpo di vertigini ed è caduto. Incapace di alzarsi, è rimasto immobilizzato sul posto al freddo per nove ore fino a quando un senzatetto ha chiamato i soccorsi. Nel corso di quelle nove ore nessun passante si è fermato a controllare perché quest&#39;uomo fosse sdraiato sul marciapiede. Non uno”. Mompontet riconosce che lui stesso spesso non presta attenzione, come tanti di noi, alle persone che incrocia per strada: “Prima di dare lezioni o accusare qualcuno, ho bisogno di affrontare una piccola domanda che mi mette a disagio: sono sicuro al 100% che mi sarei fermato se mi fossi trovato di fronte a quella scena, un uomo a terra? Non ho mai voltato le spalle a un senzatetto sdraiato davanti a una porta?“.</p>

<p><em>Il flamenco in bianco e nero</em></p>

<p>Nato a Friburgo il 4 marzo 1936, Renè Robert aveva iniziato la sua carriera nella fotografia nel campo della pubblicità e della moda, ma la fama l&#39;aveva conquistata con gli scatti dedicati ai ballerini della danza di origine andaluse. Era noto come ‘il fotografo del flamenco’. Nei suoi scatti – in oltre 50 anni di carriera – Paco de Lucia, Fernanda de Utrera, Pastora Galván. I suoi ritratti, sempre rigorosamente in bianco e nero, realizzati dal 1967 al 2009 sono stati al centro di varie mostre in giro per l’Europa ed un’esposizione di 75 immagini si è tenuta a Roma per iniziativa dell’Istituto Cervantes. Lo stesso Mompontet, nel raccontare l’accaduto su twitter, ha concluso: “Se questa morte atroce può insegnarci qualcosa, è che quando vediamo un essere umano sul marciapiede, ci fermiamo un momento”.</p>

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      <pubDate>Thu, 03 Feb 2022 14:31:42 +0000</pubDate>
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