“Ritorno al futuro”
Porto sempre con me scritta a mano su di un foglio di carta che tengo nel portafoglio la “scaletta del diavolo”..... perché la porto con me non lo so ma è come una bussola, una direzione, una meta e sto provando a raccontarla, a raccontarmi, passo dopo passo.
Questo è solo un elenco che di per sé non significa nulla ma è proprio la Scaletta del diavolo oggi, qui, ora e solo per voi.
1- Intro (strumentale)
2- Fumo facile
3- Lo spacciatore
4- Oh mio Signore
5- Non sono ancora morto
6- La strada
7- La morte (con dedica)
8- Non si scherza con il fuoco
9- Il diavolo sulla collina
10- Fragile
11- Andrà tutto bene
12- Oh my Lord
13- Outro (strumentale)
....ma avrò modo di ritornarci sopra e con un suo tempo.
To be continued....
Cosa resta del ricordo di quei giorni......errori (molti e che ho dovuto rielaborare nel tempo ma sono rimasti come cicatrici), dolore, assenza.
Poi è accaduto qualcosa... qualcosa di difficilmente spiegabile, qualcosa di “altro”, la settimana successiva ho portato la scatolina di legno con le ceneri di Elvis nel bosco per seppellirlo sotto ad un mandorlo insieme ad una sagoma di cervo in ferro come ricordo...Sei km a piedi e con una gamba ingessata, ho fatto quello che doveva essere fatto mi sono detto ma in realtà ero psicologicamente e fisicamente a pezzi ed è stato allora che è accaduto....queste le esatte parole che mi ha detto Elvis, “non avere paura, non avere paura” e da quel preciso istante mi sono sentito benissimo, un'altra persona, verità e consapevolezza insieme e di paura non ne ho più avuta.
No, la storia non finisce qui e non finisce così ma questo è stato il primo seme di quella Scaletta del diavolo ancora ben lontana da un divenire ma che avrebbe iniziato a prendere forma solo qualche anno dopo.
To be continued....
Tutto ha avuto inizio qui, in un pomeriggio di 3 anni fa'.
Ero come sempre al parco con Elvis (il mio mondo a quattro zampe) quando si scatena un diluvio improvviso e così ci ripariamo sotto la tettoia di una vecchia colonica abbandonata e niente....tiro fuori il sax ed inizio a soffiarci dentro senza pensare a cosa o come, pura improvvisazione mentre Elvis era accucciato accanto a me un po' impaurito dal temporale.
Non potevo immaginare che da lì a poco tutto questo sarebbe finito....e sì, perché Elvis era il mio mondo e quando suonavo e lui era lì con me mi sentivo un re.
È seguita una brutta malattia, improvvisa, veloce nel suo corso e senza nemmeno avere avuto il tempo per metabolizzare un tutto l'ho dovuto sopprimere (per molto tempo a seguire è stato “uccidere”)....ed era già troppa la sofferenza.
Resta questo video, questa melodia accompagnata dalla pioggia scrosciante, resta questa storia e un dopo che merita di essere raccontato.
To be continued....
Ed è così che è andata o che almeno nelle mie fragili intenzioni dovrebbe andare.
Perché l'immagine che vedete qui sopra è proprio la fine di questa storia, la fine di un percorso personale iniziato molti anni fa ma ancora in divenire.
Un percorso che sento di doverlo raccontare a modo mio, un percorso che si snoda fra jazz, blues, demoni, fantasmi, assenze ma anche angeli....rovinose cadute ed altrettante ricadute, faticose risalite e nel mezzo anche questo cazzo di mondo, quello che vedo, che sento, che annuso.
Devo mettere insieme il tutto, un tutto e non sarà semplice ma voglio provarci.....
Qui inizia la leggenda della Scaletta del diavolo.
Buona lettura
Per raccontarvi questa storia inizierò dalla fine o meglio da una fine ancora tutta in divenire e questo blog è parte di essa.
Mettetevi comodi e buona lettura.