Appunti di un lettore di fumetti

Oggi, quando un autore di fumetti è ospite in prima serata in una tv nazionale, quando la Rai dedica un intero pomeriggio a servizi da e su Lucca Comics, quando atleti di livello internazionale e movimenti mondiali mostrano i simboli di un manga, leggere fumetti sembra molto “più facile” che tre decenni fa. Ma forse non è davvero così… Fin da piccolo leggevo fumetti, ma forse “sono” davvero un lettore di fumetti davvero da quando avevo sedici anni, all'inizio degli anni novanta. In quel periodo ho imparato a scoprire, anche grazie e una delle prime fumetterie italiane aperta nella mia città, che esistevano tanti fumetti. Da un lato si stava vivendo una sorta di epoca d'oro del nuovo fumetto bonelliano, con Dylan Dog soprattutto, ma anche Martin Mystere, che cambiavano la concezione più classica del fumetto popolare italiano. Dall'altro il ritorno dei supereroi soprattutto Marvel (ma anche DC, anche se in misura minore) che coincideva con quel “rinascimento” che ci ha fatto conoscere fin da giovani autori da John Byrne a Frank Miller, da De Matteis ad Alan Moore. Insomma un bel momento per tuffarsi nei fumetti in maniera totale, ma non un bel momento come oggi. Leggere fumetti era pur sempre qualcosa “di nicchia”, se provavi a dire che leggevi fumetti con dei coetanei lo sguardo storto capitava, magari qualcuno provava a darsi un tono e a parlare di “fumetti d'autore” (ai tempi non si usava dire “graphic novel”), ma oltre a citare Pazienza (conosciuto comunque più per le vignette con Woityla e Pertini che propriamente sui fumetti) non si andava. Invece oggi le cose sono cambiate e i fumetti (anche se, quando si parla di cose serie, meglio appunto dire “graphic novel”) fanno parte dell'immaginario collettivo. Prima leggere fumetti voleva dire anche “faticare” per trovare i titoli e le testate più interessanti. Oggi questo non capita più. Perchè adesso sembra che le opportunità, di ogni tipo, per i lettori si siano moltiplicate.

Fumetti per tutt*

Per prima cosa, ci sono tantissimi fumetti. Dai manga ai supereroi le uscite regolari sono tantissime, anche in edicola, magari allegate a qualche quotidiano. Ogni libreria ha un'ampia sezione di fumetti, con graphic novel, ma anche manga e fumetti “popolari”in edizioni più o meno di lusso. E se per caso qualcosa scappa non bisogna per forza esplorare il mondo del collezionismo. Non mancano infatti le ristampe, di materiale “antico” e “moderno” e quasi tutti i cicli di storie e gli autori più importanti sono presenze regolari e costanti in libreria, o addirittura in edicola. Comunque se proprio ci dovesse mancare qualche storia, grazie ai social e ai siti specializzati, per curiosare in mezzo all'usato non serve aspettare il mercatino delle pulci o la fiera specializzata. Mettiamoci poi, cosa non di poco conto, che i fumetti non sono più un “ghetto” di appassionati. Anche se ovviamente certi autori e certi generi rimangono “di nicchia”, è evidente che nessuno più ti guarda male se dici di “leggere fumetti” (o quasi). Questo perchè alcuni autori di fumetti sono riusciti a superare quella sottile, invisibile ma solidissima barriera che separa il mondo del fumetto dal resto dell'intrattenimento. Uno degli effetti di questo “salto” è che oggi anche le grandi case editrici, quelle che sono presenti in tutte le librerie (se non “sono” anche le librerie) hanno collane dedicate al fumetto e insistono sempre più con pubblicazioni, anche inedite di “graphic novel”. Questa “diffusione” del fumetto porta anche a un altro effetto: il superamento della barriera “di genere”. I fumetti sono a lungo stati un passatempo “da maschi”. Poche le donne, le “femmine” che ci si appassionavano, ma soprattutto viste sempre come “strane”, anche più dei loro omologhi maschi, che comunque potevano su un pizzico di condivisione “di genere” appunto. Invece i manga, in parte perchè hanno portato senza dubbio un ampliamento dei temi e dei generi dei fumetti (che sembravano poter essere solo supereroi e cowboy) ma molto probabilmente anche per altri motivi, hanno allargato il pubblico anche in questo senso, coinvolgendo sempre più lettrici.

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