Da oggi 30 settembre la polizia italiana potrà “leggere” i volti in tempo reale (e perché l'UE lo permette). Cosa succede all'estero?

Da oggi 30 settembre 2026 entra in vigore il Decreto Legislativo 160/2026 https://www.normattiva.it/eli/id/2026/09/15/26G00179/ORIGINAL, che sancisce un passaggio storico: per la prima volta l'intelligenza artificiale entra ufficialmente nel Codice di Procedura Penale italiano. Telecamere intelligenti, algoritmi di riconoscimento facciale e banche dati biometriche diventano strumenti d'indagine a tutti gli effetti. Ma con un vincolo ferreo: niente sorveglianza senza autorizzazione del magistrato.

Il decreto attua in Italia l' AI Act (Regolamento UE 2024/1689 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=OJ%3AL_202401689), il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale. L'AI Act classifica il riconoscimento facciale biometrico remoto in tempo reale come pratica ad “rischio inaccettabile” — quindi vietata in linea generale — ma prevede deroghe rigorose per finalità di sicurezza pubblica.

L'Italia è tra i primi paesi europei a legiferare concretamente su queste deroghe, attrezzando la polizia di una tecnologia già sperimentata in altri contesti (pensate ai controlli in aeroporto) ma mai regolamentata per le indagini penali.

Si potrà: – Collegare telecamere pubbliche a sistemi AI che confrontano volti in tempo reale con banche dati di ricercati – Attivare la sorveglianza biometrica per cercare latitanti, persone scomparse o sospettati di reati gravi – Utilizzare i risultati come prova nel processo penale

Mentre i paletti invalicabili sono:

L'Italia si colloca in una posizione intermedia nel panorama mondiale — più garantista della Cina, più strutturata del Regno Unito, ma più permissiva di alcuni stati americani.

🇪🇺 Unione Europea L'AI Act vieta la sorveglianza biometrica in tempo reale, ma prevede deroghe per ricerca di persone scomparse, minacce terroristiche e reati gravi — con autorizzazione giudiziaria. L'Italia sta attuando proprio queste deroghe. 🇸🇪 Svezia Ha anticipato l'Italia: dal 1° gennaio 2026 è il primo paese UE con una legge specifica che autorizza la polizia al riconoscimento facciale in tempo reale, con via libera del procuratore e oversight dell'autorità privacy. 🇬🇧 Regno Unito Nessuna legge ad hoc. La polizia utilizza il riconoscimento facciale dal 2016 sulla base di linee guida interne e interpretazioni del common law. Nel 2025 sono state scansionate oltre 7 milioni di facce. Il governo ha promesso un “quadro di governance chiaro” entro fine 2025. 🇺🇸 Stati Uniti Patchwork normativo: alcuni stati (Illinois, Texas, Washington) hanno leggi restrittive che richiedono consenso esplicito, altri permettono uso indiscriminato. Al Congresso sono in discussione il Facial Recognition Act of 2025 e l'ICE Out of Our Faces Act per limitare l'impiego nell'immigrazione. 🇨🇳 Cina Il modello opposto: sorveglianza di massa con riconoscimento facciale ubiquo, spesso senza trasparenza né controlli sulla privacy.

Il decreto italiano risponde a un'esigenza reale: la tecnologia di riconoscimento facciale esiste già, viene già usata (anche da privati), ma mancava un quadro normativo che ne regolamentasse l'impiego pubblico.

Fonti: D.Lgs. 160/2026, Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), La Legge per Tutti, Privacy International, State of Surveillance

L'immagine è stata generata con AI

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