La task force di Europol per l'identificazione di vittime di sfruttamento sessuale minorile. Partecipa anche l'Italia
Dal 13 al 24 aprile 2026, Europol ha ospitato presso la propria sede all'Aia una task force per l'identificazione delle vittime (VIDTF) di casi di sfruttamento sessuale minorile, che ha riunito 34 specialisti di Europol, INTERPOL e 31 paesi di tutto il mondo (Italia compresa). L'operazione si è concentrata anche sull'identificazione dei responsabili. A seguito dell'operazione, sono stati identificati in via preliminare 12 minori.
Durante le due settimane di attività, gli esperti hanno analizzato oltre 317 set di dati contenenti immagini e video di sfruttamento sessuale minorile (CSE). Questi materiali riguardavano vittime di entrambi i sessi, di età compresa tra la prima infanzia e l'adolescenza, e rappresentavano diverse nazionalità. La task force ha generato 204 piste investigative, che sono state trasmesse alle autorità nazionali per ulteriori indagini.
Europol elabora il materiale attraverso il suo Sistema di Analisi di Immagini e Video (IVAS), che ha analizzato oltre 118 milioni di file unici dal suo lancio nel 2016. Il procedimento è spiegato in un video presente su Youtube. Le task force per l'identificazione delle vittime si tengono due volte l'anno. Nel periodo compreso tra il 2014 e il 2026, queste operazioni hanno analizzato 8.585 set di dati, producendo 3.484 spunti di intelligence. Le successive indagini condotte dalle autorità nazionali hanno portato all'identificazione e alla protezione di 1.190 vittime e all'arresto di 330 responsabili.
un frame del video
Danny van Althuis di Europol, ha sottolineato il costante impegno dell'organizzazione: “Il rilevamento volontario online di materiale pedopornografico potrebbe essersi interrotto, ma la nostra dedizione e la nostra missione non sono cambiate. Europol continuerà a indagare sui casi di sfruttamento sessuale minorile, a identificare i responsabili e a proteggere i bambini. Non possiamo restare inerti, perché milioni di file rimangono da esaminare. Dietro ogni numero c'è un bambino. Il nostro lavoro è tutt'altro che concluso”.
Il formato della task force si è dimostrato estremamente efficace. Gli specialisti analizzano i dati per scoprire indizi che identifichino le vittime, i responsabili o il probabile paese di produzione. Utilizzando IVAS, raggruppano il materiale in serie e lo caricano nel database internazionale sullo sfruttamento sessuale minorile (ICSE) dell'INTERPOL. Gli analisti di Europol incrociano quindi questi dati per creare pacchetti di intelligence più completi per i partner operativi pertinenti. Questo approccio collaborativo facilita la condivisione delle conoscenze e uno scambio di informazioni efficiente, portando a risultati concreti.
Per dare ulteriore impulso a questi sforzi, Europol ha ampliato la sua campagna Stop Child Abuse – Trace an Object (Fermiamo gli abusi sui minori – Traccia un oggetto) , invitando i cittadini a contribuire all'identificazione delle vittime riconoscendo oggetti in casi irrisolti. Dal lancio della piattaforma, 31 vittime sono state identificate grazie a segnalazioni anonime.
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