Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

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Gaza, il Board of Peace chiede aiuto all’Italia: cosa sappiamo

Il Board of Peace è l’organismo internazionale creato da Donald Trump per guidare la fase successiva alla guerra a Gaza. Dopo il cessate il fuoco tra Israele e Hamas di ottobre, Washington ha ottenuto a novembre l’approvazione della Risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza dell’Onu. La risoluzione 2803 (13 voti favorevoli e le astensioni di Cina e Russia) cita il Board come organismo incaricato di supervisionare l’attuazione del piano di pace e lo autorizza a dispiegare una forza di pace temporanea. L’autorizzazione dura fino al 31 dicembre 2027, poi servirà un nuovo voto.

Nell'immagine (1) carabinieri schierati al Valico di Rafah (fonte: www.difesa.it)

Il #BoardofPeace avrebbe chiesto formalmente all’Italia di mettere a disposizione consulenti di #polizia, #vigilidelfuoco e #carabinieri per costruire una nuova forza di sicurezza a #Gaza. La notizia, diffusa il 31 ottobre, è stata riportata da Bloomberg sulla base di lettere inviate il mese scorso al governo Meloni.

Nelle lettere si chiede a Roma di confermare l’impegno, nominare un referente e indicare un alto ufficiale dei carabinieri, che farebbe da vice responsabile del programma di polizia del Board. Un funzionario del Board ha precisato che non si parla di impiegare forze tattiche in zone di combattimento e che la decisione su come sostenere Gaza spetta all’Italia.

Nell'immagine (2) carabinieri schierati al Valico di Rafah (fonte: www.difesa.it)

L’Arma addestra da anni la polizia palestinese, a Gerico e in Giordania, ed è presente a Rafah con la missione europea. Già a febbraio il ministro degli Esteri Antonio Tajani si era detto pronto a formare la polizia di Gaza e a rafforzare il contingente a Rafah.

L’Italia partecipa al Board come osservatore. Secondo il governo, una piena adesione si scontrerebbe con la Costituzione. Tajani difende la scelta: l’Italia vuole essere protagonista nella ricostruzione della pace e il Board nasce nel quadro dell’Onu. Le opposizioni, in particolare PD e M5S, hanno criticato la decisione, ricordando che l’Italia sarebbe l’unico Paese dell’Europa occidentale e del G7 a partecipare.

Restano questioni irrisolte: la catena di comando tra il Board e gli altri soggetti coinvolti, il quadro normativo a cui dovrebbero attenersi i carabinieri e il rischio di dover operare dentro la Striscia. A nove mesi dal lancio, inoltre, non esistono ancora né una forza di stabilizzazione né un’amministrazione palestinese operativa, e la ricostruzione non è partita.

Per ora non risulta una risposta ufficiale del governo alla richiesta.

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