I miei videogiochi preferiti

Classifica, assolutamente personale ed in espansione, dei miei videogiochi preferiti.

Attenzione!

Breve introduzione prima di cimentarsi nella lettura: – Se un videogioco non è presente, o non mi è piaciuto o, semplicemente non l'ho mai giocato! – La classifica è basata sui gusti personali; – Ci sono tanti altri videogiochi che ho giocato anche per più tempo e con più frequenza di quelli sottostanti, ma non li ho inseriti perché non hanno un altrettanto impatto su di me; – Ho evitato di inserire più di un gioco per serie onde evitare di rendere il testo un continuo “ma rispetto al seguito/predecessore è meglio/peggio”.

1) Ultima IV Quest of the Avatar

Copertina Ultima IV A dir poco “leggendario” con i suoi 40 anni di anzianità, Ultima IV deve la sua fama e popolarità per aver introdotto nei videogiochi un mondo di gioco aperto e ben delimitato, con un nome (Britannia), una storia, degli insediamenti e per averlo reso completamente esplorabile via terra, via mare e, perfino, via aria, in un periodo dove il videogioco di ruolo era ancora perlopiù relegato all'esplorazione in soggettiva di anguste e claustrofobiche segrete. Ma l'elemento più importante e realmente inedito fu il sistema di “Karma” e moralità, all'epoca ancora acerbo, ma che per la prima volta imponeva delle condizioni morali al giocatore, che andavano dal non rubare al non uccidere, con delle forti implicazioni su tutto il genere e i videogiochi in generale. L'impatto di Ultima IV nel all'epoca, minuscola, comunità di videogiocatori e informatici appassionati fu tale che forse proprio il concetto di “Avatar”, intesa come l'identità virtuale di un qualsiasi utente di internet, pare aver posto le sue radici proprio con Ultima IV. Ultimo videogioco sviluppato in solitaria da Richard Garriott, Ultima IV fu forse anche l'inizio della fine della produzione “artigianale” a discapito di una direzione sempre più industriale e collaborativa, che avrebbe visto videogiochi dai valori produttivi sempre più elevati.

2) Sid Meier's Alpha Centauri

Copertina Sid Meier's Alpha Centauri Spin-off/seguito di Civilization III, Sid Meier's Alpha Centauri è un vero e proprio monumento. Testimonianza di come il futuro fosse percepito nel 1999, Alpha Centauri proietta l'umanità nell'omonimo sistema solare alle prese con la possibilità di poter realizzare una nuova visione dell'esistenza quasi prossima alla trascendenza. Oltre a possedere una delle narrazioni più geniali della storia (mesi fa dedicai un intero articolo solo su di essa), Alpha Centauri presenta delle meccaniche di gioco incredibilmente avanzate e curate, come la gestione del cambiamento climatico o dei satelliti, assenti o mutilate nel seguito Beyond Earth rilasciato 15 anni dopo. L'esperienza moderna di Alpha Centauri, rovinata solamente da un'interfaccia (già all'epoca) molto discutibile, è ancora magnifica, unica nel suo genere e incredibilmente stimolante a tal punto che ancora oggi si organizzano tornei online o si discute sugli incredibili svolti narrativi della sua trama.

3) System Shock

Copertina System Shock Essenzialmente il miglior FPS mai realizzato, System Shock persiste, dopo quasi 30 anni, sostanzialmente imbattuto, e con un impatto sull'industria difficilmente quantificabile. Tecnologicamente superiore a tutti i suoi contemporanei, basti pensare che, System Shock, così come il suo “predecessore” Ultima Underworld, permetteva di muovere la visuale verticale e orizzontale, contro l'obbligatorietà orizzontale di Doom e Wolfenstein 3D. Si potrebbe controbattere che questo grandissimo risultato fu ottenuto con un'interfaccia ancora rudimentale e lontana anni luce dalla velocità garantita dai due capolavori di Id Software (in fondo, esisteva ed esiste un solo John Carmack sulla faccia della terra), ma System Shock non era un banale “Doom-like”, ma un vero e proprio FPS Tattico: coperture, ricariche, tantissime granate, abilità (sotto forma di innesti cibernetici) e persino delle sezioni di un molto arcaico e approssimato “parkour”, con livelli ad impostazione addirittura verticale (una rarità perfino per i giorni nostri). Ma ovviamente la caratteristica principale di System Shock, e che lo portò alla notorietà, fu la sua sperimentazione della narrazione ambientale. Scrivo “sperimentazione” perché l'origine di tale tecnica narrativa si deve a Project Firestart (al contrario di come espresso dallo stesso Spector), ma è indubbio che il cuore pulsante di System Shock e della sua storia sia la presenza di S.H.O.D.A.N doppiata da Terri Brosius in una delle prime memorabili interpretazioni di doppiaggio della storia dei videogiochi. La trama di System Shock né allora né oggi vincerebbe il premio per qualità e originalità, ma la sua profondità e narrazione (basti pensare agli Audiolog, introdotti proprio con System Shock) si scontravano profondamente con il mantra che girava all'epoca nel genere “La trama in un videogioco [FPS] è come quella di un film porno, ci si aspetta che ci sia ma, non è così importante”. L'eredità di System Shock è ancora visibile oggi sia indirettamente che direttamente, come dimostrato dall'ultimo remake rilasciato dopo uno sviluppo a dir poco biblico da parte di Nightdive Studios, in un'operazione che alla fine, personalmente, non ha dimostrato come l'opera del 1994 di Looking Glass fosse futuristica e avveniristica nell'anno del suo rilascio.

4) Homeworld: Cataclysm

Copertina Homeworld Cataclysm Homeworld: Cataclysm rientra nella categoria dei videogiochi concepiti inizialmente come semplici espansioni ma poi divenuti titoli a sé stanti. Realizzato da Barking Dog Studios, Cataclysm praticamente risolveva i (già pochi) difetti di Homeworld, con delle trovate geniali purtroppo non ripescate dal suo diretto seguito: Caccia capaci di combinarsi per formare corvette, micro-astronavi capaci di disabilitare corazzate e un nemico capace di prendere il controllo di qualsiasi nostro vascello in un'istante, questi e altri elementi rendono il gameplay di Cataclysm molto più profondo, divertente e appagante di tutti gli altri capitoli della serie. Dal punto di vista della trama e della narrazione, Cataclysm sostituisce l'epica del predecessore un'atmosfera di orrore e disperazione, con uno dei più grandi doppiaggi della storia dei videogiochi. In sostanza, un videogioco straordinario, purtroppo letteralmente dimenticato e abbandonato (il suo codice sorgente pare sia stato perfino irreparabilmente perso), se non perfino umiliato, visto che il suo nome, per questione di diritto d'autore terze, è stato cambiato da “Cataclysm” al più stravagante “Emergence”.

5) Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty

Copertina Metal Gear Solid 2 Difficile descrivere a parole cosa sia Metal Gear Solid 2. Odiato al suo rilascio per delle questioni oggi a dir poco assurde, MGS2 fu alla fine totalmente rivalutato con il passare degli anni e la crescita del suo pubblico. Una totale rivoluzione rispetto al suo predecessore, agli ambienti “vasti” di una base militare in Alaska, Kojima Production sostituisce con spazi sì chiusi e claustrofobici, ma magistralmente progettati con un intelligenza artificiale così variegata da far impallidire molte produzioni odierne. Se non forse per dei controlli pessimi e una continua ripetizione degli ambienti di gioco (forse dovuti anche a una feroce censura post 11 settembre), MGS2 avrebbe forse ambito al podio se non al primo posto, ma in ogni caso non deve preoccuparsi, poiché la qualità e l'intelligenza della sua trama e della narrazione lo rendono un capolavoro definitivo, più attuale e comprensibile oggi rispetto alla sua originale data di rilascio.

6) Disco Elysium

Copertina Disco Elysium Uscito letteralmente dal nulla, nella sorpresa e stupore generale, Disco Elysium fu capace di conquistare il titolo di “Miglior RPG ad essere mai stato scritto”, scavalcando Planescape Torment, venerato fin dalla sua uscita come la “Divina Commedia dei videogiochi”, come se si trattasse di romanzetto, mettendo in crisi tutti i primati precedentemente acquisiti anche da mostri sacri e colossi come i Fallout, i Baldur's Gate, gli Ultima, i Wizardry e, in generale, tutti gli RPG e i videogiochi con un'ampio e complesso elemento testuale e narrativo. Il tutto, come detto prima, raggiunto da un gruppo di artisti completamente estranei all'industria dei videogiochi. A rendere Disco Elysium così geniale, sono i dialoghi (scritti in tutti i registri possibile dell'inglese, con riferimenti all'italiano, al russo, al francese, al tedesco e perfino al greco antico!), l'ambientazione e il carisma innato di ognuno dei suoi personaggi. Il sistema dei “pensieri” e delle abilità (nel gioco dei personaggi veri e propri!) sono delle trovate ludiche assolutamente inconcepibili prima del rilascio di Disco Elysium e pare lo saranno per ancora molto tempo, visto lo stordimento generale che l'opera di ZA/UM (il cui nome proviene da Заумь, la scuola futurista russa) ha lasciato sull'intero settore, se non sul concetto di videogioco stesso.

7) Deus Ex

Copertina Deus Ex Sogno nel cassetto di Warren Spector, Deus Ex è stata la sintesi e l'ultima fatica di una filosofia di sviluppo (nata quasi un decennio prima con Ultima Underworld e System Shock), e che proprio con Deus Ex prese la parola definitiva di Immersive sim. Se però gli esponenti futuri del genere personalmente hanno sempre più teso per una concezione ruolistica o “furtiva”, Deus Ex è rimasto unico per come permetta al giocatore di passare dall'azione più frenetica dove ogni regola e permessa a sezioni che consigliano (senza mai imporre!) un approccio più cauto e ragionato, senza però mai dare alcun svantaggio al giocatore. La trama di Deus Ex può oggi considerarsi immatura, ma il fascino della sua ambientazione e la sua realizzazione cupa, quasi post-apocalittica, del cyberpunk, lo rendono ancora una pietra miliare e un capolavoro eterno.

8) Freespace 2 Open

Copertina Freespace 2 Seguito di un capitolo che, al suo rilascio, fu già giudicato sorprendete e maestoso, Freespace 2 era ed è ancora oggi semplicemente immenso. Solo la portata delle sue battaglie spaziali è capace di annichilire tutti i titoli concorrenti, ma a ciò consegue anche delle meccaniche di gioco che garantiscono una grande libertà di azione e struttura narrativa “militaresca” geniale e spettacolare nella sua voluta freddezza. Rispetto a Wing Commander mancano i momenti realmente epici e gli attori in gioco (per il tono già descritto sopra) appaiono distanti e anonimi, ma il vero motivo per il quale ho voluto posizionarlo sopra Wing Commander IV è per la sua enorme comunità, che da più di 20 anni si occupa di mantenere e aggiornare il codice sorgente, rilasciato dalla defunta Volition Inc. a seguito delle vendite disastrose del titolo. Ciò ha portato al rilascio a sua volta di numerosissime modifiche, videogiochi a sé stanti ed espansioni delle capacità ludiche del titolo, a dimostrazione della supremazia assoluta e soggettiva dei videogiochi per pc e a codice aperto.

9) Wing Commander IV: The Price of Freedom

Copertina Wing Commander IV Al momento del suo rilascio, Wing Commander IV si trovava nella difficile situazione di mandare avanti la serie, dopo che il precedente capitolo aveva posto fine al conflitto tra Umani e Kilrathi, soggetto e motivo di esistenza della serie stessa. Con grande ingegno, Chris Roberts (che per questo capitolo si ridusse a scrivere la trama e a curare la regia, lasciando lo sviluppo al ben più talentuoso Anthony Morone) decise allora di riassumere tutto con la massima “Qual è il prezzo della libertà?”, in una narrativa sempre vittima della scarsa preparazione dei suoi autori, ma comunque superiore alla media del periodo. Ad amalgamare il tutto si trovano le solite meccaniche di gioco della serie, migliorate in tutto e con un lato tecnico che, tolto l'abbandono degli abitacoli delle astronavi per questioni di tempo, era al passo coi tempi se non oltre.

10) Fallout 2

Fallout 2 Rilasciato subito dopo il suo predecessore, Fallout 2 era il notevole miglioramento di un gioco di sé già quasi perfetto, divenendo fin da subito uno dei più grandi giochi di ruolo di tutti i tempi. A consegnarlo all'immortalità sono state le missioni secondarie dense e profonde, la gestione dei rapporti con i singoli insediamenti e una lore e una trama a dir poco esplosive, con un'atmosfera seriosa e drammatica che i futuri capitoli della serie avrebbero, purtroppo, inevitabilmente perso.

11) Prey (2017)

Copertina Prey Orrendamente criticato, se non odiato, da critica e pubblico, Prey potrebbe tranquillamente definirsi come il videogioco più sottovalutato e peggio recensito della storia dei videogiochi. Dato in pasta alla critica con paragoni assurdi e ridicoli, Prey ne usci con le ossa distrutte, vendite catastrofiche e perfino qualche posizione alta nella classifica dei peggiori giochi dell'anno di determinate riviste “specializzate”. Tutte queste “critiche” possono essere tranquillamente smentite già solo parlando dell'ambientazione del titolo: Talos I, una stazione spaziale realizzata con dei principi architettonici plausibili, in scala e con degli stili estetici che rimbalzano tra 4 epoche differenti. Già solo il connubio geniale tra realismo e giocabilità di determinate sezioni di Talos I farebbero rimbalzare Prey sulle primissime posizioni dei più grandi videogiochi del 21esimo secolo, e non ho ancora citato la trama, la narrazione (fortunatamente almeno il colpo di scena iniziale è stato notato da tutti) e il messaggio finale del titolo. Il cannone GLOO è ancora attualmente l'unico strumento capace di modificare il layout dei livelli senza “romperne” la giocabilità offerto a disposizione dei giocatori e i Mimic, con la loro capacità di prendere le sembianze di qualsiasi oggetto presente in gioco, sono ancora incredibili nella loro realizzazione dopo quasi 7 anni di distanza.

12) Halo 2

Copertina Halo 2 Senza ombra di dubbio frutto del più travagliato sviluppo della storia dei videogiochi, spesso è più facile dire cosa non sia successo negli studi di Bungie tra il 2001 e il 2004, mentre erano impegnati nella realizzazione di Halo 2. Sorprendentemente, nonostante i tremendi tagli e gli enormi sacrifici (senza esagerare, si può dire che circa 3/5 del progetto originale di Halo 2 siano stati cancellati nel corso dello sviluppo), il risultato finale è stato uno dei più grandi FPS di tutti i tempi il cui unico difetto è un finale troppo cliffhanger e deludente (sempre frutto dei tagli sopracitati). L'elemento che rende unico Halo 2 in questa classifica è stato il suo enorme impatto sul mercato videoludico: se l'intero medium è passato dal valere qualche miliardo ad inizio 2000 a più di un trilione oggi, è anche grazie all'impatto che il multigiocatore di Halo 2 ebbe sulla vita di milioni di persone. Non era nulla di nuovo né il migliore sulla piazza, ma nessuno prima di allora era riuscito nell'intento di renderlo così accessibile e di “massa”, inaugurando una tendenza che da lì a poco avrebbe portato al decennio di monopolio delle console (2005 – 2015) proprio grazie alla diffusione e accessibilità dei loro videogiochi multiplayer.

13) Company of Heroes

Copertina Company of Heroes Forse il primo videogioco della mia vita, Company of Heroes fu accolto con immane sorpresa dagli appassionati di strategici in tempo reale: al paradigma che prevedeva più un'ottimizzazione dei tempi repentina che una reale strategia, Company of Heroes si presentò precipitosamente con una vera e propria nuova mentalità. Le unità schierate dovevano avere coperture per resistere al fuoco nemico, potevano andare nel panico se soverchiate e i mezzi corazzati non potevano essere scalfiti dalle armi convenzionali. Tutto questo condito da una delle più incredibili realizzazioni tecniche del suo tempo (la distruttibilità di certi ambienti è tranquillamente considerabile ancora attuale) e una campagna ricca di pathos.

14) ICO

Copertina ICO Da molti (ma non dal sottoscritto) considerato come il primo videogioco “artistico”, ICO fu sicuramente anche l'ideatore del cosiddetto “minimalismo videoludico”, dove ogni elemento di gioco, dall'interfaccia alle musiche, allo stile artistico fino perfino alle schermate del menu, erano state ridotto al minimo indispensabile, forse anche troppo come confidato dagli stessi sviluppatori. Non il primo né il miglior esponente dei videogiochi a rompicapo, né la più grande delle avventure, ICO merita un posto in questa classifica solo per la sua filosofia peculiare di gioco e un'atmosfera a dir poco irriproducibile in nessun'altra forma.

15) Metro Exodus

Copertina Metro Exodus Mutilato da una delle peggiori decisioni di commercializzazione della storia dei videogiochi poiché relegato per un anno sul terribile Epic Games Store, Metro Exodus meritava molto di più che qualche 8 o addirittura 7 lasciato dalla critica. Probabilmente recensito in fretta e furia e subito “bocciato” per la sua (voluta) rigidità e macchinosità, Metro Exodus si è rivelato essere una delle più grandi soddisfazioni della mia carriera da videogiocatore: la realizzazione sublime di una Russia post-apocalittica nel corso di quattro stagioni, una campagna costituita da due monumentali (in termini qualitativi) sessioni semi-aperte e uno dei finali più emozionanti e adrenalinici al quale abbia mai assistito. Gli unici, grossi, nei di questo mancato capolavoro definitivo sono una I.A. deficitaria e una assenza di reale varietà tra nemici mutanti e armi riciclate e ripetute all'infinito.

16) Star Control II

Copertina Star Control II Probabilmente il videogioco più influente di tutti i tempi, è difficile non trovare uno sviluppatore che non abbia confidato di aver giocato, amato e finito innumerevoli volte Star Control 2. Seguito di un “semplice” simulatore arcade di battaglie spaziali, Star Control 2 introduceva una galassia completamente esplorabile, pianeti dove atterrare, guerre intergalattiche e una delle storie più umoristiche e assurde dell'intero medium. Non è invecchiato benissimo, ma già solo dai primi minuti di gioco si ci può rendere conto come un quantitativo a dir poco sterminato di altri titoli abbiano preso ispirazione da questa avventura.

17) I-War

Copertina I-War Uno dei più grandi ma purtroppo sconosciuti traguardi tecnici della storia dei videogiochi, I-War, noto anche come Independence War deve la sua piccola fama per essere uno dei primi videogiochi a poter vantare una simulazione (semi)realistica e newtoniana. Nato inizialmente come simulatore che doveva rivaleggiare con Elite tramite una galassia ugualmente vasta ed esplorabile, fu alla fine “ridotto” ad un simulatore di corvette, mentre il restante dell'industria era rimasto a simulatori arcade di caccia. La qualità della simulazione era tale che I-War può vantare perfino delle missioni “rompicapo” basate proprio sulla fisica! Personalmente il videogioco con l'interfaccia grafica più giocosa, utile e meglio realizzata, Independence War paga purtroppo un terribile problema tecnico che ne ha mutilato la giocabilità sui moderni sistemi operativi, mentre nulla potrà mai risolvere il problema di una delle trame più stupide e sottotono del genere.