spesso e abbondantemente si parla di sperimentazione letteraria (scritture di ricerca) e sperimentazione artistica (di asemic writing, per esempio). un'occasione in cui i due versanti si parlano è questa, il 4 giugno nella galleria Bianco contemporaneo (via Reno 18a, Roma): https://slowforward.net/2026/05/29/4-giugno-roma-galleria-bianco-contemporaneo-nz-di-antonio-syxty-e-asemics-di-marco-giovenale/
mi piacerebbe che fossero molti gli amici, quel giorno, in dialogo. l'invito è aperto
vorrei fare una call globale per far trasferire tutti su friendica e mastodon, ma non c'è verso. non ascoltano.
tra poco sarò qui alla società delle api:
https://slowforward.net/2026/05/22/reading-oggi-a-roma-h-1830-alla-societa-delle-api-in-via-gregoriana/
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https://www.instagram.com/p/DYNF9FzCIas/
come scrivono su ig, registration is required and free of charge.
to participate, please email at visit@societadelleapi.org
leggerò degli inediti da un aggregato che momentaneamente si chiama contro la lettera alfa.
il pubblico del reading (che è collettivo e bilingue, in italiano e in inglese) è già nutrito, mi dicono, ma sollecito chi fosse interessato a registrarsi e venire ad ascoltare i vari autori.
oggi lettura collettiva da Exit Poetry, presso Bianco contemporaneo, qui a Roma in via Reno 18/a.
da molto tempo non riuscivo a fare reading nel contesto di un progetto coeso, come è questo libro. e mi fa piacere che a ospitare la cosa sia una bella galleria, che oltretutto espone Lamberto Pignotti e Hogre :)
https://slowforward.net/2026/05/20/oggi-20-maggio-a-roma-exit-poetry-bianco-contemporaneo/
insomma dico che bisogna apprezzare il rumore, tutte le forme di onda. è l'intensità a ferire, semmai. e alcune frequenze, chiaro. ma per il resto bisogna apprezzare quello che Marco Ariano chiama “l'infinito del suono”, ovvero tutto lo spettro dei rumori e dei suoni che – anche vagamente percettibili – scricchiolano nella giornata o si possono inventare. arriva in questo momento dalla mia destra un mugugno basso di elettricità da un altrimenti mutissimo aggeggio elettrico, e – più defilato – non il battere ma l'appoggiarsi di alcune gocce a tempi irregolari nella vasca vuota.
11 maggio 2025, ultima mia partecipazione come critico a RicercaBo.
11 maggio 2024, a trovare Ale Broggi a Milano, poi partivo per Torino.
a qualcuno sembra impossibile afferrare la complessità di tracce e tracciati contemporanei se non attraverso un reticolo-nuvola di citazioni, aneddoti, appunti, recensioni più puntiformi che puntuali.
(mi sforzo di non riuscirci, io, però vedo che è una prassi né implausibile né “perdente”; soprattutto considerando che nessuno “vince” e poi niente si vincerebbe).
i modi della disseminazione, alla fin fine (che è sempre un inizio), sono a loro volta disseminatamente (e dissennatamente) numerosi.
il segno calligrafico è infine rispettoso di un antropocentrismo di fondo. centralità della “bella mano”. la scimmia evoluta traccia i suoi segni.
allora, il disordine delle linee può avere non tanto un diverso e (dualisticamente) opposto valore, bensì indicare un'attitudine di indifferenza alla stessa questione antropocentrica posta dall'uomo (ancora, quindi, antropocentricamente)
influenza e febbre in realtà aumentano la mia belluina insofferenza per il mainstream, e per i social generalisti.
e per fortuna la tachipirina non incide su questo. optime.
oggi è il giorno dell'inaugurazione della mostra di Pignotti e Hogre; e anche nelle prossime settimane lì da Bianco Contemporaneo, in via Reno, ci saranno alcuni piccoli eventi che di volta in volta segnalerò.
https://slowforward.net/2026/05/09/oggi-9-maggio-a-roma-identikit-lamberto-pignotti-e-hogre-bianco-contemporaneo/