differxdiario

[ drafts / differ_nces ] [ / δυσϕορία ]

occhio al palco, è montato bene. e no, in effetti no, il termine “poesia” non va bene. già da qualche anno è così; molti anni; su, diciamo decenni. parecchio tempo.

tempo per usare un altro lessico, già in essere, del resto. (nel 2021 ingenuamente speravo fosse risolutivo scrivere questo post: https://slowforward.net/2021/06/23/nioques-frisbees-e-altre-deviazioni-differx-2021/).

“poesia” non funziona, non va per niente, il motore resta spento, nemmeno si accende il quadro. co’ 'a pesia.

ci hanno riprovato negli anni Settanta o poco dopo, ma di fatto non gira, si inceppa, si incanta: dunque funziona con gli incantati. tutte le volte le ondate di kitsch e di spettacolo (non riconosciuti come tali) tornano a salire in alto e ricadere.

due o tre giorni fa ho visto un video letteralmente raccapricciante, di un_ de_ poet_ più celebrat_ del Paese. voce impostata, abiti impostati, ambientazione studiatissima, (im)postura teatralaltèra, frasi scolpite, iperassertività, una pomata di assertività, a chili, a manate, colpetti di scena testuale, in sostanza spettacolino. il quadrato instagram cringiato male. – eh ma è un'eccezione, o: “è eccezionale” (lo spettacolino) – niet, è regola regolante, confermata. è una norma.

la legge implicita in ogni inizio di scrittura specie se italiana è appunto quella doo sció: scenetta. insomma: tutto il [cattivo] teatro che Bene aveva (almeno teoricamente) spazzato via è tornato ornato indietro non solo come teatro ma come brutta poesia in brutta performance, gracchiata o finto-rattenuta. confessionale, pissi pissi, acuti, mezzosopranate, sottolineature, eyeliner sulla voce, chiuse a effetto, enfasi, effato, fuffa.

e non nel senso dissacrante e autoironico del flarf, ma proprio frontalmente. monnezza sparata.

l'ironia è stata forse la vittima più illustre di questa straondata di riflusso che – con argini rari e di volta in volta smontati – blatera tuona sculetta e fa inabissare tutto, almeno dal decennio ’80.

poi con questi qui non ci ragioni. più dicono la prece a occhio chiuso dentro l'effetto larsen, più si gualtierizzano, più lasciano ancheggiare il filo del microfono, più – freddi anodini oppure pàtici spokenwordi – fanno sonare la moneta del climax sul fondo della strofa, più gli infanti ascoltanti ubbidiranno al clap your hands.

anche perché chi applaude adesso sarà applaudito tra cinque minuti, occhio a non cascare giù dal palco.



differx & slowforward (entropia gratis) + ko-fi (help, support!)

oggi, 31 dicembre, lo scorso anno veniva a mancare Ale. Alessandro Broggi. appena condotto dalla famiglia all'hospice, interrotto il cortisone, il corpo ha ceduto. il 2025 è quindi iniziato con l'ultimo saluto a un amico vero.



differx & slowforward (entropia gratis) + ko-fi (help, support!)

incredibile scambio di commenti con un 'liberale' israeliano, in questi giorni, in coda a un post su israhell. mi trovo a constatare i disastri dell'hasbara su generazioni e generazioni di israeliani.



differx & slowforward (entropia gratis) + ko-fi (help, support!)

appena ora mi sono assai immalinconito e (paradossalmente) divertito rileggendo questa notilla del 2023: https://slowforward.net/2023/09/10/ma-adesso-mg-2023/

e all'elenco che precede le buffe domande finali si potrebbero aggiungere dozzine di cose accadute e libri usciti nel tempo che ci separa da oggi.

dunque la domanda finale, qui, è sul cambiamento? su “cosa sembra essere mutato dal '23 in poi”? è questa?

ecco che arriva l'irritazione, con un tot di nausea. non resta malinconia, né divertimento.



differx & slowforward (entropia gratis) + ko-fi (help, support!)

l’incipit di questa pagina di Luca Sossella https://www.facebook.com/share/p/1AjnziXnQR/ mi porta al pensiero della scomparsa del figlio di Jacques Derrida, Pierre Alferi – di cui l’italia sommersa e diafana (https://t.ly/H4vrG) niente sapeva e niente continuerà a voler sapere.

https://www.lemonde.fr/disparitions/article/2023/08/17/la-mort-de-pierre-alferi-ecrivain-singulier_6185726_3382.html

(le eccezioni sono ovviamente gammm, Nazione indiana, slowforward e pochissimi altri spazi)



differx & slowforward (entropia gratis) + ko-fi (help, support!)

per capire tutta la scrittura di ricerca in poco meno di un minuto e mezzo basta vedere questo: https://youtube.com/shorts/lsuGuf6SCjY e tutto rifulgerà di immediata chiarezza



differx & slowforward (entropia gratis) + ko-fi (help, support!)

di cosa parliamo quando parliamo di installazioni testuali o di testi installativi?

credo di aver trovato qui uno degli esempi più interessanti e sostanzialmente, direi, anche estremi: https://slowforward.net/2025/12/26/zipf-maneuvers/

altri ce ne sono, alcuni li avevo menzionati anni addietro qui: https://slowforward.net/2020/08/14/testi-installativi/

* per inciso, mi va di far notare e rammentare – alla compagine della critica ma soprattutto alla banda della poesia italiana – che, absit vanitas verbis, una buona e credo anche utile parte di categorie critiche con cui negli ultimi vent'anni si è analizzata la realtà letteraria è stata coniata (e in linea di massima, con tanti miei limiti, teorizzata) da chi qui scrive; e/o dall'ensemble gammm: Broggi, Bortolotti, Zaffarano et moi.

penso a: assertività / non-assertivitá, scritture installative, cambio di paradigma, loose writing. (meno fortuna ha avuto l'espressione “flarf inconsapevole”, o “flarf irriflesso”, nonostante descriva ottimamente, anzi... forse proprio perché descrive ottimamente la quasi totalità della poesia italiana contemporanea, sedicenti “appartati” inclusi).

sono stato io, dal 2003 e poi con RomaPoesia 2005, a riparlare in maniera fitta e serrata di scrittura fredda, per dire. (un tema che ricorreva negli anni Settanta e Ottanta).

è un po' (“un po' tanto”) per merito di gammm e mio che da più di vent'anni si (ri)parla di scrittura di ricerca. in parte, in un pezzo sul “verri”, ne ho rintracciato radici arretrando fino agli anni Quaranta dello scorso secolo.

è stato il sito gammm a portare nel contesto della discussione teorico-critica il flarf e il googlism (e la relativa espressione “sought poetry” come altra cosa rispetto a “found poetry”), la scrittura concettuale, la prosa in prosa, il letteralismo.

è stato chi qui scrive a “salvare” Corrado Costa dal mero parasurrealismo e dalla semplice “giocosità” per legarlo alla sperimentazione francese di autori che esordivano negli anni Novanta. idem direi per Carlo Bordini, che oltretutto intendo continuare a salvare dal ghettizzante ventre di vacca della lirica. Bordini è uno scrittore di ricerca, anche. La cosa non è aggirabile. ma qui passo dal lessico ai casi specifici, e devo trattenermi.

passando dunque – e così concludendo – sul versante della critica d'arte, al confine con l'ambito verbovisivo, ho idea di essere stato tra i primi se non il primo a introdurre e diffondere in Italia l'espressione “asemic writing”, traducendola inizialmente come scrittura asemantica e poi asemica.



differx & slowforward (entropia gratis) + ko-fi (help, support!)

la complicità diffusa nel genocidio (complicità di governi, portavoce, giornalisti, gruppi editoriali, tv e radio, influencer, troll prezzolati, mercanti di armi ecc.) costituisce un regime di criminalità reticolare. estesa, condivisa. dopo 2+80 anni di Nakba non si può pensare di considerare colpevoli solo i governi e i quadri dell'esercito.

non è pensabile processare solo loro. sono certo che in occidente sia seriamente necessario attribuire al giornalismo, alle censure dei social, ai media, e a tutti i genocide enablers uno status di correità.



differx & slowforward (entropia gratis) + ko-fi (help, support!)

cosa non fa di me un collezionista—-

probabilmente: il fatto che se le condizioni di un oggetto sono troppo precarie, per fragilità o sudiciume, non so come gestirlo. il fatto che per me non c'è idolatria per autori o artisti o personaggi quali che siano. quello che vedo – si tratti di vecchie foto, cartoline, dattiloscritti e manoscritti o libri – mi interessa solo nella misura in cui intellettualmente e (diciamo) artisticamente posso stabilire un rapporto che non è di possesso ma di immissione nel mio sistema di segni. devo poter integrare in questo modo l'oggetto nell'immaginario attivo. mio. cioè portarlo concretamente in un nuovo contesto. e farmici trascinare io stesso.

il collezionista blocca, e – se studioso – storicizza, e spiega.

è la differenza tra invenzione e inventario. io sto con la prima.



differx & slowforward (entropia gratis) + ko-fi (help, support!)

dal 2015 : https://youtu.be/cBesCvBzXfw credo che in questi ultimi dieci anni le cose siano ancora peggiorate. non si spiegano molte cose, altrimenti

#25aprile #Liberazione #FestaDellaLiberazione #antifascismo



differx & slowforward (entropia gratis) + ko-fi (help, support!)