di ritorno da un microviaggio con amici, alle quattro di notte ho appreso la notizia della chiusura di A/I: https://keepitfree.ai/it/announcements/a/i-chiude-restare-umani/
il fatto è di quelli infami e carichi di conseguenze, soprattutto considerando che A/I ospita(va) 20mila account email, altrettanti blog, cinquemila mailing list e millecinquecento siti.
dati e materiali contenuti nei server saranno recuperabili e A/I in questi giorni spiegherà come fare per salvarli.
dopo però tutto verrà asfaltato.
certo, è un evento gravissimo... e insieme “secondario”, perché virtuale, se solo contiamo l'ecocidio, le devastazioni, il colonialismo, le ipnosi di massa e i milioni di vittime che l'impero yankee ha fatto nel mondo negli ultimi decenni (John Mearsheimer dice 38 milioni di morti).
però a “secondario” bisogna mettere anche più che semplici virgolette, perché l'attacco (radicale, economico, di base) è sia alle idee, alle parole, alle voci e quindi alle vite, e all'antifascismo di migliaia di persone, sia (soprattutto) all'intera struttura che ne implementa(va) la semplice possibilità di esistenza.
l'asfalto viene steso sulle strutture insomma. non si “puniscono” “crimini” ma si tagliano teste con un unico colpo orizzontale. d'altro canto sono gli stessi yankee, tanto democratici quanto repubblicani, che regalano miliardi e vendono armi a uno stato che spara a bambini e donne incinte.
i cowboy sono abituati a – come dire – “agire alla radice”.
i coloni abbattono gli ulivi a centinaia e buttano cemento nei pozzi d'acqua.
comunque la situazione non migliora. peggiora, per adesso:
Banca “etica” blocca i fondi di A/I
https://slowforward.net/2026/09/05/banca-etica-blocca-i-fondi-di-a-i/
l'indipendenza digitale, la libertà di costruire piattaforme e renderle svincolate dai capricci fascisti degli Stati e dei politici, mi sembra essenziale e assai assai più importante della semplice sovranità digitale intesa come prerogativa di una compagine statuale.
(sovranità già dal nome sottintende uno o più “sovrani”).
se è necessario necessarissimo che l'Europa si svincoli dalle grinfie degli USA, è altrettanto se non più urgente che singoli e gruppi, collettivi e comunità si rendano indipendenti anche dalla burocrazia e dalle ingerenze di una comunità europea che non solo si è rivelata incapace di intervenire efficacemente contro un genocidio (perché evidentemente foraggiata da chi lo commetteva e lo commette), ma che addirittura ha perseguito, arrestato e condannato attiviste e attivisti, associazioni e iniziative che al genocidio si sono opposte con determinazione e nonviolenza.
e, attenzione, non si tratta di chiedere alle istituzioni di dare libero accesso a spazi liber(at)i: si tratta di costruirli, di implementarli e basta. ci dobbiamo muovere noi per primi.
h. 13
ORA, in diretta (https://player.ondarossa.info/#) su Radio Onda Rossa, una trasmissione dedicata all'iscrizione da parte degli USA di Autistici/Inventati fra le organizzazioni illegali.
(sintesi della questione: https://devol.it/autistici-inventati-quando-colpire-linfrastruttura-significa-colpire-la-liberta-digitale/)
autistici/inventati: quando colpire l’infrastruttura significa colpire la #libertàdigitale
ripeto anche su questo blog diario quello che ho scritto in mille altre sedi fin qui:
slowforward e differx [quest’ultimo ospitato da piattaforma A/I] danno la loro assoluta solidarietà e pieno sostegno al collettivo Autistici/Inventati
https://slowforward.net/2026/08/27/autistici-inventati-quando-colpire-linfrastruttura-significa-colpire-la-liberta-digitale/
🚨 Il momento di agire è adesso
Oggi è toccato ad Autistici/Inventati. Domani potrebbe toccare a qualsiasi realtà che offre servizi indipendenti fuori dal controllo delle Big Tech. Se vogliamo un'Europa digitalmente sovrana, dobbiamo costruirla insieme.
- Sostieni i servizi liberi.
- Usa infrastrutture europee.
- Abbandona, quando puoi, i circuiti controllati dagli USA.
- Aiuta chi ogni giorno costruisce alternative concrete.
https://cavallette.noblogs.org/2026/08/10076
la storia di A/I:
https://cavallette.noblogs.org/2026/08/10083/2
#autisticiinventati
è veramente orrido-affascinante questo mettere, da parte di tutti, ogni cosa su facebook 'come primo spazio di comunicazione'. non come possibile rilancio (cosa che, tramite link, può essere una prassi limitatamente utile) ma proprio come luogo primo e privilegiato di esistenza quando si è in 'modalità comunicazione'.
devo comunicare una notizia, dire come la penso, scrivere un saggio, una poesia, redigere un elenco importante, stabilire una posizione politica, fare un reportage fotografico? “lo metto su facebook”.
è come, tutte le volte, dare le chiavi della macchina a un miliardario (finto clochard) che già ci dorme e ci bivacca dentro tutte le volte che gli pare, senza restituircela mai.
la servitù volontaria. di più: entusiasta.
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(dopo la banca mondiale, la bacheca mondiale: https://marcogiovenale.me/2026/08/26/bacheca-mondiale/)
i dibattiti dei pidocchi nella sinistra italiana sono bagaglinerie fra tronchi che ancora devono diventà pinocchi
insofferente dell'alfabeto.
non so cosa gli sia pigliato prima ai sumeri poi ai fenici e a tutti gli altri brancaleoni di impestarci con questa spremitura di maracas mentali.
ieri notte ho visto questo straordinario video con Cory Doctorow che ci spiega quanto e come siamo incastrati e chiusi a chiave nelle piattaforme proprietarie. e come le soluzioni alternative non siano impossibili. e molte altre cose. purtroppo anche questo video è... su una piattaforma proprietaria: https://youtu.be/4EmstuO0Em8