da quasi tre anni ho realizzato: si può dire che – per premere leggermente sul pedale della sintesi – alla schiacciante maggioranza della classe intellettuale e poeta italiana, del genocidio non gliene può fregare meno di un cazzo di blatta.
il punto massimo di cardiomotilità che fingono è quando parlare di “violenza” in generale può far gioco al come-fosse-antani che sul momento minimo mettono nel loro teatro, volta per volta. (e solo se vedono abbastanza claque).
per il resto la loro geopoliticamente localizzatissima esistenza, molto piena, è tutta un sempreuguale di tuffi su premi, di editori, di istituzioni, politici fascisti, sponsor, radiotv (lì si aggrottano), ancora premi, fondazioni déstacéppa. e i pettegolezzi alle tavolate.
se interrogati, nobilmente diranno
entrare nella mafia per cambiarla da dentro
Substack è l'ennesima piattaforma proprietaria/generalista, che osservavo senza decidermi ad usare, e capisco adesso che l'istinto vedeva giusto: non troppo diversamente da Medium, consente di vedere solo un certo – piccolo – numero di post, poi costringe i visitatori ad aprire un account per poter visualizzare il resto.
alle solite: tu mi dai i tuoi dati e io ti faccio sbirciare dallo spioncino.
poi alla fin fine anche tumblr, a cui tutt'ora ingenuamente guardo con una briciola di attenzione/affezione, è una piattaforma proprietaria, farcita di ads, oltre che imprevedibile, capricciosa. a voler usare eufemismi.
per due volte un mio account lì è stato reso inaccessibile, senza un motivo esplicitato, così, di punto in bianco. ho su tumblr tre account (marcogiovenale, differx e gammm): ebbene, erano spariti tutti e tre. facendo riferimento tutti a me, direi che (1) l'obiettivo era evidentemente il mio modo di fare, cioè il materiale (magari politico?) postato su uno dei tre, e (2) gli admin non si sono nemmeno curati di dirmi quale account era uscito da quali regole.
demenziale e fascista. i due aggettivi spesso compaiono legati.
poi ogni volta la situazione si è “normalizzata” e gli account sono tornati in rete. ma di questa cosiddetta normalità è buon progetto fare a meno:
anche tumblr è nella lista dei delenda.
ogni tanto pubblico una comunicazione di servizio, in forma estesa o sintetica. gli spazi in rete che curo non sono pochi, quindi questo schema forse è utile in effetti:
per seguire specificamente slowforward.net ci si può iscrivere alla newsletter, semplicemente andando sul sito e inserendo la propria email nel banner di destra.
chi avesse difficoltà in questa operazione può seguire le istruzioni su https://archive.org/details/follow-slowforward
altrimenti ci si può iscrivere ai canali che seguono (a volte più ricchi dello stesso slow):
(1) telegram = https://t.me/slowforward [canale principale e aggiornato quasi in tempo reale]
(2) instagram = https://tinyurl.com/slowforward-ig
(3) whatsapp = https://tinyurl.com/slowchannel
appena uscito su slowforward.net, un post compare anche (come anteprima+link) immediatamente su
https://marcogiovenale.tumblr.com/
e
https://differx.bsky.social
oltre che su LinkedIn e threads.
sul fediverso, tutti i post di slowforward compaiono come anteprima+link nei seguenti spazi:
https://mastodon.uno/@differx
https://poliverso.org/profile/differx
i tre canali, telegram instagram whatsapp, insieme a mastodon, di solito pubblicano nel formato anteprima+link anche i materiali di noblogo.org/differx, differx.noblogs.org, pontebianco.noblogs.org, compostxt.blogspot.com, gammm.org
infine ko-fi funziona [abbastanza irregolarmente] sia da rilancio di post vari, sia da microdiario saltuario, sia da luogo che permette a chi lo desidera di sostenere anche con un semplice caffè il mio lavoro quotidiano:
https://tinyurl.com/differxx (per chi preferisse PayPal: https://paypal.me/MarcoGiovenale)
ho un bel dire che mi sto degooglizzando anche in video... certo, per adesso ho deciso di non postare più niente nei miei tre canali youtube (differx, slowforward, marco giovenale; ma anche il canale palestina_it): resta pur sempre il problema di tenere in rete materiali video senza necessariamente ricorrere ad archive.org. (anche se probabilmente sarà, nel tempo, la soluzione).
l'app di peertube è quasi inutile, a uno stadio che definirei meno di beta. e sul computer le cose non vanno eccezionalmente meglio.
senza contare che i primi video miei caricati su yt risalgono al 2005, perciò dovrei fare l'upload di più di vent'anni di materiali diversissimi tra loro (e quindi da smistare – teoricamente – in spazi differenti).
in definitiva... rischio di impiegare altri vent'anni solo per mettere tutta 'sta roba su archive o su un'altra piattaforma...
più si invecchia, più gli inceppamenti del nastro del tempo, i ritardi e le perdite di ore e giorni si fanno insopportabili.
Dalla casa editrice Coliseum di Nanni Cagnone ha preso poi il nome la libreria di Giorgio Mosci, dove ho lavorato per 10 anni. La scelta del nome aveva senso anche perché la libreria aveva acquisito tutti i fondi dell'editrice. Il libro forse maggiore è stato il volume delle poesie di Emilio Villa. Ma l'elenco sarebbe ben più lungo. E comprenderebbe Germano Lombardi, Hopkins, lo stesso Cagnone, per fare solo tre esempi. L'unico testo invece pubblicato dalla Coliseum di Giorgio è stato il fondamentale Conferenza, sempre di Villa, curato da Aldo Tagliaferri.
Stiamo parlando di pagine importanti e, proprio per questo, non più sul mercato: opere accuratamente non ristampate, scientemente, dal mercato degli ultimi due decenni.
disattivato l'account slowforward / differx / marco giovenale su X ovvero twitter. altro mattoncino staccato dal sistema. optime.
degooglizzarsi !!
finalmente il mio indirizzo #gmail è da oggi in via di #dismissione : #degooglizzarsi / #degooglizzarmi adesso per me è fondamentale. alé: via via staccare la spina a tutti i servizi con sede negli #USA , alle app e ai derivati di società coinvolte più o meno (in)direttamente nel #genocidio , e/o irrispettose della #privacy , le big tech companies accentratrici, censorie & spione & puzzone.
questo significherà chiudere pian piano vari canali, per esempio quelli youtube, anche se il trasferimento dei materiali sarà un’impresa non da poco. pace.
probabilmente l’unico legame con l’universo della “grande” G sarà per me quello necessario per la gestione dei pochi spazi blogspot che curo o co-curo.
il discorso, a proposito di fb e di altri social (X, instagram, …), non cambia molto, anche se la migrazione potrà essere più lenta. infatti è vero che i social generalisti in qualche caso possono esser mantenuti come moltiplicatori puri e semplici, ossia utili idioti dove è ancora proficuo postare semplicemente dei titoli+link che conducono i lettori altrove.
#degooglizzarsi #bigtech
l'intelligenza artificiale nelle mail
questo scrivevo qui: https://marcogiovenale.me/2026/06/10/lintelligenza-artificiale-nelle-mail/
insomma mi sono trovato, oggi, una specie di schemino riassuntivo in testa a una mail collettiva che avevo inviato per organizzare un incontro letterario. uno schemino prodotto da google gmail che evidentemente si leggeva i miei messaggi e creava un riassuntello banale. ma chi glielo ha chiesto? non avevo disattivato tutte le ingerenze dell’a.i. nei miei spazi? o quasi tutte? oppure niente è ‘veramente’ immune da questa balorda sorveglianza e raccolta di dati?
degooglizzarsi è fondamentale, ma molto complicato. è un processo lungo, almeno per me.