elettrona

Elettrona, in arte Elena Brescacin. Spazio personale. Pensieri sparsi.

Traduzione italiana di: Elena Brescacin – @elettrona@poliversity.it

Fonte originale: Blind Access Journal, an open letter to Matt Mullenweg on accessibility in WordPress 18 ottobre 2026
di Darrell Hilliker

Gentile Signor Mullenweg,

Le scrivo pubblicamente in qualità di utente non vedente che utilizza quotidianamente uno screen reader, di professionista certificato IAAP in accessibilità web (CPWA) e di editore di Blind Access Journal. Molti dei nostri lettori, e molti dei miei colleghi professionisti con disabilità, sono autori, creatori, editori, sviluppatori e proprietari di siti che si affidano a WordPress ogni giorno. Ho scelto di rendere pubblica questa lettera perché le decisioni in questione sono state prese in pubblico, riguardano una comunità molto ampia di persone e tale comunità merita di ascoltare le sue risposte in modo diretto.

La mia preoccupazione riguarda la sua recente azione sul ticket Trac di WordPress #50486, “Migliorare l'accessibilità degli avvisi di amministrazione”, e ciò che essa segnala sul futuro dell'accessibilità in WordPress.

Ciò che il ticket doveva correggere

Il ticket #50486 è stato aperto nel 2020 per affrontare una barriera fondamentale. Gli avvisi di amministrazione in WordPress non possiedono una semantica che li identifichi per le tecnologie assistive. Quando appare un avviso, un utente di screen reader non ne viene informato e chi naviga da tastiera non ha modo di spostarsi direttamente su di esso. All'atto pratico, le persone come me possono perdere conferme, avvertimenti ed errori che gli utenti vedenti notano a colpo d'occhio.

Il ticket è stato rinviato attraverso molti cicli di rilascio. All'inizio di questo mese, è stata finalmente approvata una modesta correzione. Posizionava gli avvisi in un punto di riferimento (landmark) navigabile e aggiungeva un conteggio degli avvisi al titolo della pagina, che è la prima cosa annunciata da uno screen reader al caricamento di una pagina. Dopo sei anni, rappresentava un vero progresso.

Cos'è successo dopo

La modifica ha fatto emergere legittimi problemi tecnici, tra cui il conteggio degli avvisi che appariva nella Bacheca e nell'editor a blocchi anche quando nessun avviso era visibile, e i collaboratori stavano lavorando attivamente alle correzioni. Perfezionare o revocare una modifica imperfetta è una parte normale dello sviluppo software, e il commit di ripristino che è seguito ne ha spiegato chiaramente le ragioni tecniche. La mia preoccupazione non riguarda il fatto che il lavoro sia stato rivisto. La mia preoccupazione riguarda il modo in cui è stata presa la decisione e ciò che l'ha accompagnata.

Il Suo primo commento su questo ticket di accessibilità vecchio di sei anni è stato l'ordine di annullare tutto il lavoro. nello stesso commento, ha comunicato ad Andrea Fercia che non ricopriva più alcuna posizione o autorità su WordPress.org e che era “invitato a contribuire con i suoi talenti a un altro progetto”. Nel ticket non è stata fornita alcuna motivazione tecnica. Come riportato da The Repository il 16 ottobre, Lei ha successivamente affermato su WordPress Slack che semplicemente non era più interessato ai suoi contributi. Riconosco che Lei si è anche scusato per il blocco temporaneo all'account del Sig. Fercia, spiegando che non era nelle sue intenzioni.

Il Sig. Fercia ha contribuito a 33 rilasci di WordPress, è stato un core committer per un decennio ed è uno degli specialisti di accessibilità con più esperienza che il progetto abbia mai avuto. Rimuoverlo in questo modo, su un ticket riguardante l'accessibilità e nel mezzo di una collaborazione attiva su quel ticket, invia un segnale inequivocabile agli utenti con disabilità e alle persone che ne tutelano i diritti.

Un modello che preoccupa la nostra comunità

Questo non è un episodio isolato. Ad agosto, lei ha dichiarato che il Team Accessibilità ha superato la propria autorità, utilità e statuto, e che qualsiasi altro team o committer potrebbe ignorare i suoi suggerimenti. Nel 2025, ha proposto di sviluppare i miglioramenti dell'accessibilità come plugin canonico anziché nel core. Considerate nell'insieme, queste azioni rendono difficile per gli utenti con disabilità capire se l'accessibilità rimanga un valore fondamentale di WordPress o se sia ormai considerata un ostacolo al progresso.

L'accessibilità non può essere opzionale per le persone che ne hanno bisogno. Quando vive al di fuori del core, o dipende dalla posizione di singoli sostenitori, le persone con disabilità sono quelle che vengono lasciate indietro.

Anche l'effetto sui collaboratori è importante. Diversi stimati membri della comunità di WordPress hanno affermato pubblicamente di sentirsi impossibilitati a parlare liberamente di questi eventi. Un progetto che dipende da contributi volontari e sponsorizzati non può costruire software accessibile se le persone che svolgono quel lavoro temono le conseguenze del farlo.

Domande importanti

Nello spirito di trasparenza che il progetto WordPress ha a lungo promosso, Le chiedo rispettosamente di rispondere pubblicamente alle seguenti domande:

  1. Considera l'accessibilità un requisito fondamentale di WordPress, su un piano di parità con prestazioni, sicurezza e usabilità, piuttosto che un miglioramento opzionale?
  2. Qual è il suo piano, e la tempistica prevista, per rendere percepibili e navigabili gli avvisi di amministrazione per gli utenti di screen reader e da tastiera, ora che il lavoro sul ticket #50486 è stato spostato a una versione futura?
  3. Quale autorità e ruolo deterrà il Team Accessibilità in futuro, e come verranno integrate le sue competenze nelle decisioni che riguardano gli utenti con disabilità?
  4. Quale processo e quali criteri sono stati applicati nel rimuovere i ruoli di Andrea Fercia, e quale processo regolerà decisioni simili in futuro, in linea con il Codice di Condotta del progetto?
  5. Quale impegno può prendere nei confronti di autori, creatori, sviluppatori e proprietari di siti con disabilità sul fatto che gli strumenti da cui dipendono rimarranno loro accessibili?

Un invito a rispondere

WordPress gestisce una quota importante del web e le sue scelte plasmano ciò che milioni di persone, inclusi milioni di persone con disabilità, possono leggere, pubblicare e creare. Risposte chiare farebbero molto per ripristinare la fiducia. Se sceglierà di rispondere, Blind Access Journal pubblicherà la sua risposta integralmente e senza modifiche, affinché i nostri lettori possano ascoltarla direttamente da lei.

Ai nostri lettori, e a chiunque nella comunità di WordPress condivida queste preoccupazioni: vi incoraggio a leggere i report di The Repository e la cronologia del ticket in autonomia, e ad aggiungere la vostra voce in modo rispettoso e costruttivo.

Cordiali saluti,

Darrell Hilliker, CPWA
Editore, Blind Access Journal

Esiste nel Fediverso un gioco famoso in altri social network soprattutto su X: si chiama Fedle ed è una variante di Wordle.

Un po' di storia: Wordle

Su X/Twitter si trovano persone che pubblicano post pieni di numeri e quadratini gialli, grigi e verdi.

Si tratta di un gioco chiamato Wordle che consiste nell'indovinare una parola messa a disposizione dal videogioco ogni giorno; la versione originale ha i termini in inglese di 5 lettere e si hanno a disposizione sei tentativi, partendo dalla sola lettera iniziale. Indovinata la parola, si copia il risultato sui social network.

Creato nel 2021 dallo sviluppatore Joseph Wardle, si è diffuso su Twitter per poi essere acquistato dal New York Times e ne sono nate parecchie varianti anche in italiano (parle, parolette, parole sante...).

Wordle è un programma completamente grafico tastiera compresa, anche se in un gioco di questo tipo la vista neanche servirebbe. Così le persone con disabilità visiva non potevano giocare, finché qualcuno non ha creato l'estensione chrome accessible wordle – in teoria supporta tutti i browser con estensioni, ma se Wordle modifica la propria architettura, l'estensione potrebbe non funzionare più. Vale la pena?

Chi ama i social network commerciali si tenga Wordle, perché noi nel Fediverso abbiamo qualcosa di alternativo, stabile, accessibile e completamente rispettoso della riservatezza.

Fedle: un bot Wordle per ActivityPub

Se Wordle è un'interfaccia web, Fedle è un bot con cui interagire esattamente come lo si farebbe con qualunque utilizzatore umano: botta e risposta. Per cui v a bene ogni client fediverso e ogni browser web senza installare programmi in più.

La versione italiana risponde a @fedle_it@fedle.fedilab.app – per ricevere ogni giorno alle 14:00 una parola italiana da indovinare, basta seguire il bot come si farebbe con qualunque altro handle fediverso.

Come si usa

Quando si interagisce con Fedle_it la visibilità dei messaggi deve essere su “privato” – solo le persone che menziono.

  • aiuto: manda un elenco di comandi
  • regole: mostra le regole del gioco disponibili anche nella pagina informazioni di Fedle.
  • una volta ricevuta la parola del giorno, basterà rispondere alla conversazione in privato, con quella che si presume sia la soluzione.

Se fedle dice “6 lettere, inizia per l”, si potrà rispondere (impostando la visibilità su privato) semplicemente scrivendo ad esempio lavoro.

Per comodità, ecco i comandi e le regole del gioco:

Indovina la parola del giorno in 6 tentativi. La prima lettera viene data come indizio. La tua risposta deve essere della lunghezza giusta e nel dizionario. :correct: = lettera giusta, posizione giusta :misplaced: = lettera giusta, posizione sbagliata :absent: = lettera non nella parola

Comandi:

  • aiuto: mostra queste regole
  • statistiche: statistiche personali
  • migliori: classifica istanza (7 giorni)
  • statistiche istanza.tld: statistiche per una istanza
  • suggerisci: PAROLA: proponi una parola
  • esercizio: allenati con una parola casuale
  • nuovo esercizio: ottieni una nuova parola

I simboli (emoji)

Come detto, graficamente si mostrano dei simboli. Dei quadratini.

  • 🟩 – verde, lettera presente nella parola e posizionata nel posto giusto. Se la soluzione è “sopra” ma tu hai scritto “sport”, ci saranno due simboli verdi nella posizione 1 e 4.
  • 🟨 – giallo, lettera errata. Misplaced. Presente nella parola, ma posizionata nel posto sbagliato. Se la tua risposta è “sport” ma la soluzione è “sopra”, in posizione 2 e 3 ci saranno due segni gialli perché le due lettere sono scambiate di posto.
  • ⬛ – grigio: lettera assente. La parola non contiene la lettera in questione. Nell'esempio di “sport”, la “t” sarà una tessera grigia perché nella parola richiesta, “sopra”, non esiste la t.

Competizione e condivisione

Ovviamente non è obbligatorio condividere i propri risultati sui social network, ma Fedle quando si arriva alla soluzione, restituisce un link da cliccare. Si apre il browser e si copia il risultato con l'apposito pulsante, che poi si può trasferire incollandolo sul composer del proprio client fediverso.

Ogni domenica arriva la classifica settimanale delle istanze che hanno giocato, e ogni giorno vengono dati i risultati della parola precedente: quanti giocatori hanno provato, la percentuale di risoluzioni, la media di tentativi svolti.

Si può barare con l'AI? Volendo sì. Ma se lo fai... ti dai praticamente del pollo da solo.

Hashtag da usare

Di solito si usa #fedle che è già preimpostato nel post coi risultati da incollare nel composer del client Fediverso. Ma nessuno vieta di aggiungerne altri, tipo #ParoleSante o #FedleItalia o anche WordGame, Puzzle, Rompicapo...

CREDITS: Elena Brescacin – @elettrona@poliversity.it | traduttrice italiana di Fedle

Cosa saranno mai 7 minuti? Niente, per la vita quotidiana delle persone oggi; eppure sono stati sufficienti a distruggere una città lasciandosi dietro quasi duemila morti.

Continua...

Troppe persone si scagliano contro il “woke”, il “politicamente corretto”, rivendicano il diritto di usare liberamente termini offensivi verso interi gruppi. L'unica volta in cui do loro ragione è quando considerano insensato dire “operatore cimiteriale” al posto di “becchino” o “operatore ecologico” anziché “netturbino” perché chi si prende cura dei morti PRIMA della sepoltura non è chi fa il custode dei cimiteri, chi pulisce le strade non è lo stesso che smista i rifiuti dove ci si occupa di riciclo, ecc.

Il punto qui è proprio la morte: perché si vorrebbe usare la n-word senza conseguenze, ma poi se qualcuno muore, si fa di tutto per non chiamare la morte col suo nome? Non dire “è morto improvvisamente”, ma “se n'è andato così com'è venuto” (manco fosse morto dopo una eiaculazione).

Oppure, “se n'è andato dolcemente”. Peggio ancora quando si parla di tumori maligni. Non un cancro, un tumore maligno. No. “Un male incurabile, un male cattivo, un brutto male”.

Il punto è che la morte tocca tutti, loro compresi. E le parole che la riguardano, fanno loro male. Li mettono a disagio. Non le usano. Mentre le altre? Le altre non li riguardano, usarle contro gli altri li fa sentire superiori.

Finché non arriva... la signora con la falce... a rimetterli al loro posto.

Perché a doverci vergognare e nascondere siamo sempre noi persone, in qualche modo, marginalizzate? LGBT, con HIV, con disabilità, migranti, o con più di una condizione in contemporanea. I guerrafondai, giustizialisti da tastiera, estremisti di ogni genere urlano in continuazione. Poi se sei una persona con disabilità devi piegarti alle loro aspettative: – chi si piange addosso, pieno di problemi, che chiede aiuto; – chi fa l'eroe, in una volgare pornografia dell'ispirazione e del dolore.

Anche basta. L'ultima mi arriva da qualcuno secondo cui io, HIV negativa, non dovrei parlare della mia passata relazione con un uomo HIV positivo.

Se lui è sempre stato il primo a non nascondersi, perché dovrei farlo io? Perché dovrei negare il mio passato? Non ho rubato né truffato né ammazzato qualcuno. Parlare significa esistere, far sentire la propria voce in un mondo che si muove come se tu non ci fossi; paghi le tasse, rispetti le leggi, ma guai se chiedi qualcosa in più di quello che ti concedono. Lo stigma esiste, e io sono stata fortunata a non subire ripercussioni come è accaduto ad altri nella stessa situazione, o che vivono col virus direttamente. Quando posso, cerco di dare voce anche agli altri e soprattutto di combattere l'attivismo performativo, la pornografia del dolore. Quell'atteggiamento indecente di chi parla di sé per costruire un prodotto. Io non sono in vendita, sono una persona attiva nelle cause in cui credo. E mando a quel paese l'ipocrisia.