Alzino la mano i mafiosi che votano no!
Sì, la riforma della giustizia e la demolizione del principio sacro della separazione dei poteri che ne consegue, piace a tutte le mafie e alle organizzazioni criminali, che da tempo si sono comprate il nostro povero e sciagurato paese.
Quando il potere esecutivo ha la facoltà di dire al potere giudiziario che cosa indagare e giudicare e quando farlo, non ci si trova più in uno Stato democratico bensì in uno ad un stadio più o meno avanzato di autoritarismo.
Ovviamente a destra non sono tutti analfabeti funzionali o talmente ignoranti da non avere capito che cosa ha detto, in maniera cristallina, il bravisimo Gratteri. Ma nell'era delle fake si semina ignoranza per raccogliere odio, livore e vendetta.
Si deve essere in totale malafede a sostenere che Gratteri abbia detto che chi vota Sì è un mafioso, criminale e colluso con l'ndrangheta. Non è opinabile invece che la riforma piaccia alle mafie. Perché da decenni le mafie condizionano il potere esecutivo e quello legislativo, quello di un Parlamento occupato da mafiosi e collusi con la criminalità organizzata. Siamo l'Italia, il paese dei paradossi, il paese in cui l'unica legge che regola la vita quotidiana è l'illegalità, da sempre.
Volendo essere buoni e credere a ciò che dice il Governo, cioè che da parte loro non c'è nessuna intenzione di sottomettere il potere giudiziario a quello esecutivo, ma allora perché non farlo con leggi ordinarie invece che attraverso una revisione pesante della nostra Costituzione, che darebbe questa possibilità ad un successivo governo di malintenzionati?
Perché non sforzarsi di mantenere blindato il nostro ordinamento democratico, basato sull'equilibrio e separazione tra poteri, da qualsiasi anche solo ipotetica possibilità di attaccarlo e demolirlo?
Senza una risposta valida a queste due domande si può solo pensare male. E se aggiungiamo che a proporre la riforma è un governo farcito di fascisti nostalgici servi del pericoloso fascista MAGA col ciuffo cotonato, si deve essere degli ingenui babbei a non pensare male.
Si dice che in altri Paesi i procuratori rispondano all'esecutivo, come in Francia. In Francia i procuratori sono sotto il controllo del Ministero della Giustizia, ma ci sono alcuni limiti sul suo potere di indirizzo.
Ma se il Governo italiano dice di non voler mettere i procuratori sotto il controllo dell'esecutivo, perché porta la Francia come esempio? E la Francia non è l'Italia, la Francia è un paese con una cultura civile e un senso della legalità e del rispetto della cosa pubblica che noi non abbiamo mai avuto e non avremo mai. Triste dirlo ma è così.
I sostenitori del sì possono portare tutti gli esempi che vogliono di paesi in cui ci sono forme simili a quelle proposti nella riforma, ma l'Italia è un unicum tra i paesi democratici di tutto il mondo.
L'Italia ha inventato e esportato le mafie, la corruzione è il sistema di governo, le mafie controllano indirettamente alcuni consigli regionali e una moltitudine di consigli comunali italiani. Noi i mafiosi e i collusi li eleggiamo direttamente, il nostro sistema economico è controllato dalle mafie e politici e amministratori sono potentemente condizionati dalle mafie, e sovente sono nel loro libro paga. I nostri parlamenti hanno prodotto una moltitudine di leggi in favore delle mafie e dei loro interessi. I reati dei colletti bianchi in Italia sono quasi sempre reati di mafia.
La mafie hanno il controllo totale di numerose e vaste aree di territorio nazionale, dove lo Stato è assente e si guarda bene dal presentarsi per presidiarle. La polizia italiana è una delle polizie europee meno pagate e finanziate, e con più carenza di organico, eppure deve lottare contro le organizzazioni criminali più potenti del mondo. Non è accettabile. Tutti i Governi dal secondo dopoguerra ad oggi sono scesi a patti con le mafie, fino a quando queste non sono diventate uno Stato pari e alternativo.
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