Cinque secondi

I partiti di pseudo-sinistra si frantumano, e frantumano i nostri co@#@#@i, contro il muro in cemento armato di temi fondamentali sui quali una sinistra vera impiegherebbe cinque secondi ad accordarsi. Per fortuna ci sono i sindacati come la FIOM a guidare la lotta per i diritti fondamentali, come quello ad un lavoro dignitoso, sicuro e ben pagato. I partiti politici sono lobby del potere finanziario, occupati e diretti da affaristi e neo-ultra-liberisti. La società va cambiata fuori dal parlamento, con la lotta politica strada per strada, piazza per piazza. Che questa sia la via giusta lo dimostra la reazione del potere: quanto più si sente minacciato tanto più reprime il dissenso.

I diritti, la ricchezza ingiustamente accumulata dai pochi e la giustizia sociale vanno riconquistati con le proteste di massa, che devono vedere impegnate tutte le categorie di lavoratori, solidali le une con le altre. Non usando la violenza, ma la lotta pacifica e ostinata a oltranza: lavoratori accanto agli studenti, genitori accanto ai figli. Ai figli abbiamo il dovere di restituire un mondo migliore. Altrimenti che ci stiamo a fare qua? Non c'è cosa più importante per cui valga la pena di lottare.

I nuovi tiranni sono i ricchi avidi e disonesti e i vecchi politici autoritari pilotati da una finanza predatoria e spregiudicata. Nei CdA di ENI, Leonardo e delle banche Italiane ci sono sempre le stesse facce, che rispondono agli stessi fondi di investimento. A questi si aggiunge il popolo dei mafiosi e dei collusi, dei ladri evasori e dei parassiti. Gentaglia che non merita nessuna tolleranza o indulgenza. Dobbiamo farci restituire da costoro ciò che ci hanno tolto e rubato. La società civile italiana deve solo rendersi conto che unita non può essere fermata.

Lavoro ben pagato, tasse davvero progressive e sussidi per quelli che non ce l'ha fanno e che si trovano in difficoltà: la ricchezza si distribuisce così. Solo così si cancellano le ingiustizie sociali. Ottenere queste cose con le proteste in strada ad oltranza è possibile e necessario.

Gli operai dell'ILVA di Taranto e Genova, i portuali di Genova e Ravenna e tutti gli altri lavoratori in sciopero sono la prima linea di questa lotta. Lottano per i loro diritto di poter lavorare per vivere e non per morire, come accade a Taranto. Lottano contro i tiranni guerrafondai come Putin, Trump e Netanyahu che stanno trascinando il mondo verso la guerra totale. E lottano per il futuro dei loro figli. Lo dichiarano apertamente quando protestano. Gli operai in sciopero sanno come colpire i loro nemici nel modo più efficace, sanno come affondare nel loro punto debole, la sete di profitto: bloccando tutto. Ma siamo solo all'inizio, la protesta deve crescere e allargarsi.

Tutti gli italiani onesti, civili, pacifisti devono sostenere e essere solidali con i lavoratori in sciopero, scendere in piazza accanto a loro. Oggi a fianco degli operai manifestano i loro figli. Questa è la solidarietà intergenerazionale che mantiene coesa la società e che è in grado di cambiarla in meglio, di farla diventare più giusta, equa e etica.

E che cosa aspettano gli insegnanti a scendere in piazza accanto agli studenti, come in Francia?! La lotta per una scuola decente e inclusiva non può vedere in piazza soltanto gli studenti. La spiegazione di questa grave assenza sta forse nel fatto che un grande numero di insegnanti delle nostre scuole non è un vero insegnante, ma è un lavoratore che di malavoglia si è temporaneamente auto-parcheggiato in una scuola perché non trova niente di meglio, o di più sicuro e più pagato, nel settore privato.

Purtroppo la verità è che un buon numero di insegnanti si trova dietro ad una cattedra grazie a una raccomandazione, a una clientela o a un voto di scambio. Sono persone a cui non frega nulla del futuro della scuola e dei loro studenti, gente a cui interessa solo ed esclusivamente del loro culo comodamente appoggiato a tempo indeterminato su una sedia dietro a una cattedra. E i loro figli? Beh, occuperanno a loro volta un posto pubblico grazie a un'altra clientela, un'altra raccomandazione, un altro voto di scambio. A casa loro funziona così. Questa è l'Italia peggiore, quella che impedisce il nostro progresso verso una società solidale e civile nella sua totalità.

Nel frattempo, i potenti di oggi, soggetti psicopatici e squilibrati assetati di denaro e potere, preparano la prossima guerra. Le guerra è l'unico strumento che hanno per stroncare l'onda di ribellione e di rivalsa dei poveri e degli impoveriti che sta sorgendo in tutto il mondo. Con la guerra i ricchi soffocano nel sangue ogni tentativo dei poveri e dei sofferenti di alzare la testa. Non dobbiamo permetterglielo e dobbiamo agire prima di loro.

L'abbaglio delle destre estreme durerà poco. I popoli, persino quello più anestetizzato e imbesuito d'Europa come quello italiano, capiscono in breve tempo di essere stati presi ancora una volta in giro e che il loro voto è stato preso e buttato nel cesso. E allora trovano altre vie: lo sciopero, la resistenza e la lotta civile.

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