Partenza dalla fortezza
Quando tutto ebbe inizio.
Avvolto nel mantello pesante, con l'aria fredda che morde la pelle, mi avvicino al portone in legno massiccio della fortezza. Ogni passo risuona sul pavimento in pietra del cortile, rompendo il silenzio che mi avvolge. Ho visto questa porta innumerevoli volte, ma oggi è diversa. Oggi segna la fine di un capitolo e l'inizio di un nuovo viaggio.
Il sole si riflette sulla superficie rugosa delle montagne in lontananza, tingendo il cielo di sfumature dorate. L'aria è intrisa dell'odore della terra bagnata e dei pini, un richiamo alle avventure che mi attendono al di là di queste mura.
Poggio la mano sulla superficie fredda del portone, sentendo sotto le dita le tracce lasciate dal tempo e dai combattimenti passati. Questo legno ha visto trionfi e sconfitte, partenze e ritorni. Oggi, è il mio turno di attraversarlo, lasciando alle spalle il rifugio sicuro della fortezza.
Con un ultimo sguardo indietro, respiro profondamente, cercando di imprimere nella mente ogni dettaglio di questo luogo che ho chiamato casa. Poi, con un movimento deciso, spingo il portone e sento il sole sul viso, mentre esco verso l'ignoto.
Sono Bigoulin, e la mia storia inizia ora, oltre queste mura.
L'aria fresca della mattina mi accoglie mentre mi incammino lungo il sentiero che si snoda tra le montagne. Il terreno è irregolare, ma il ritmo dei miei passi è costante. Gli alberi si stagliano alti sopra di me, le loro fronde sussurrano al vento come antichi segreti. Il cielo, prima d'un blu limpido, si colora progressivamente di toni più intensi man mano che il sole sale alto, riscaldando lentamente l'aria frizzante.
A metà giornata, mi fermo su un crinale e osservo il panorama che si apre davanti a me, punteggiato da piccoli ruscelli che scintillano alla luce del sole. Bevo un sorso d'acqua dalla mia borraccia e riprendo il cammino, sempre più deciso.
Il pomeriggio avanza, e con esso le ombre delle montagne si allungano, creando un gioco di luci e ombre che danzano intorno a me. Il viaggio è faticoso, ma la promessa dell'ignoto mi spinge avanti. Incontro solo il fruscio degli animali nascosti nel sottobosco e il canto lontano degli uccelli.
Verso sera, il cielo si tinge di arancione e rosa, promettendo un tramonto spettacolare. Mi ritrovo su un sentiero più stretto e ripido, il fiato corto ma la mente ferma. Finalmente, dopo ore di cammino, scorgo le luci di un paese isolato che sorge alla base della montagna.
Con passo stanco, raggiungo l'ingresso del paese. Le strade sono silenziose, e pochi abitanti si muovono tra le case di pietra. Trovo una locanda accogliente, le finestre irradiate dalla luce calda del fuoco del camino all'interno.
Entro, accolto dal profumo del legno bruciato e delle pietanze in cottura. Un'anziana locandiera mi sorride dietro il bancone. “Benvenuto, forestiero,” dice con voce gentile, “hai fatto un lungo viaggio.”
Annuisco e prendo posto su una sedia vicino al camino. Mentre mi rilasso e mi godo il calore del fuoco, sento la stanchezza del viaggio svanire, sostituita da una sensazione di serenità.
Anche se il viaggio è stato lungo e impegnativo, sono pronto a riposare e a scoprire cosa mi riserverà il nuovo giorno in questo paese sconosciuto.
Mi sistemo sulla sedia accanto al camino, sentendo il calore del fuoco che mi avvolge e la stanchezza del viaggio che si dissolve lentamente. La locandiera mi porta una zuppa calda e un bicchiere di vino rosso. Mentre mangio, noto un vecchio viaggiatore seduto all'angolo opposto della sala, con un aspetto curioso e affascinante.
Dopo aver scambiato qualche parola, mi siedo accanto a lui, incuriosito dai suoi racconti. Si chiama Alaric, e la sua barba bianca e gli occhi brillanti tradiscono anni di esperienze avventurose. Con un sorriso enigmatico, inizia a raccontarmi di luoghi lontani e straordinari, che sembrano usciti da un libro di favole.
Tra tutti i suoi racconti, uno cattura particolarmente la mia attenzione: la Valle delle Fate in Scozia. Alaric descrive questo luogo con una tale passione che mi sembra quasi di vederlo davanti ai miei occhi. Parla di una valle nascosta tra le montagne, dove il tempo sembra fermarsi e la natura regna sovrana.
“La Valle delle Fate,” dice, “è un luogo incantato, dove le leggende prendono vita. Gli abitanti della valle raccontano storie di creature magiche che si nascondono tra le fronde degli alberi e nei prati fioriti. Si dice che chiunque abbia la fortuna di trovare la valle, ne esca cambiato per sempre.”
Resto affascinato dalle sue parole, immaginando un paesaggio fiabesco, dove la magia è palpabile nell'aria. Alaric continua a raccontare di ruscelli cristallini che scorrono tra rocce muschiose, di alti alberi secolari che sembrano sfiorare il cielo e di misteriosi cerchi di pietre che si dice siano portali verso altri mondi.
Mentre ascolto il vecchio viaggiatore, sento crescere in me il desiderio di vedere con i miei occhi quei luoghi straordinari. Alaric mi osserva con uno sguardo saggio e complice, come se sapesse che il suo racconto ha acceso una nuova fiamma di curiosità e avventura dentro di me.
“Non è facile trovare la Valle delle Fate,” dice Alaric con un sorriso, “ma chi è determinato e aperto alla meraviglia, potrebbe riuscirci. Ricorda, Bigoulin, a volte i viaggi più incredibili iniziano quando meno te lo aspetti.”
Rapito dal racconto di Alaric non mi sono reso conto che si è fatto tardi e la locanda si è svuotata. saluto il mio nuovo amico, chiedo alla locandiera una camera per la notte e salgo a riposare.
Con le parole di Alaric che riecheggiano nella mia mente, mi addormento profondamente, sognando terre incantate e nuove avventure. La mia storia è appena iniziata, e so che il viaggio verso la Valle delle Fate potrebbe essere il prossimo capitolo di questa avventura senza fine.
Anni dopo sarei riuscito a trovare “la valle delle fate”. questa è la pagina del mio diario dove racconto l'avventura: la-valle-delle-fate.