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    <title>ende &amp;mdash; La biblioteca di Amarganta</title>
    <link>https://noblogo.org/la-biblioteca-di-amarganta/tag:ende</link>
    <description>Pensieri e cronache su &#34;La Storia Infinita&#34;</description>
    <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 01:46:45 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>F ... come Fùcur</title>
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      <description>&lt;![CDATA[h1F ... come Fùcur/h1&#xA;&#xA;div class=&#34;container&#34;img src=&#34;https://www.altrimondi.org/sf/wp-content/uploads/2019/06/Basoli-Antonio-F.jpg&#34; alt=&#34;Capolettera della prima edizione italiana della Storia Infinita. Lettera F, creatore Antonio Basioli&#34;/div &#xA;&#xA;bFùcur, non Falkor!/b &#xA;Ebbene sì, il nome con cui è famoso il fortuna-drago è per lo più un&#39;invenzione dell&#39;adattamento inglese, per evitare assonanze con il verbo &#34;ito fuck/i&#34;. &#xA;Come già avvenuto con #Atreiu, il nome originale tedesco è scritto in modo leggermente diverso a quello utilizzato in Italia (iFbu/bchur/i) ma il suono è pressoché simile. &#xA;&#xA;Anche il popolare l&#39;aspetto da &#34;cagnolone&#34;, risulta essere un&#39;esclusiva del film, non trovando corrispondenza nel romanzo.  Il drago cinematrografico è inoltre sin dall&#39;inizio diverso da quello proposto da #Ende all&#39;interno delle pagine del suo libro.&#xA;&#xA;h2Non salvatore, ma salvato/h2&#xA;Se si cerca su internet i siti riporteranno sempre come Fùchu/ Falkor sia &#34;iil fortunadrago che salva Atreiu dalle paludi della tristezza/i&#34;. &#xA;Sì. Nel film, il drago è un semplice salvatore esterno, una creatura benefica che arriva a salvare Atreiu dai cattivi cattivi. &#xA;Il suo arrivo è una soluzione classica, utilizzata per dare continuità al viaggio dell&#39;eroe, e il suo essere un grosso cane bianco lo oppone simbolicamente al nero lupo Mork.&#xA; &#xA;Il #romanzo di Ende invece presenta una vicenda diversa e meno scontata, dal forte valore simbolico.  &#xA;Nel libro Atreiu s&#39;imbatte in un Fùchur prigioniero della mente alveare iIgramul, le Molte/i e il suo destino ormai sembra segnato come pasto dello sciame. Ma Atreiu - a href=&#34;https://noblogo.org/la-biblioteca-di-amarganta/h1a-come&#34;come già visto in precedenza/a -  non può obbligare Igramul ha rilasciare il drago: il portare AURYN lo vincola alla neutralità. La creatura può lasciarlo andare e rispondere alle sue domande, ma non obbedirgli.&#xA;Il salvataggio del drago non è quindi frutto di un&#39;azione eroica, bensì di un ... colpo di fortuna: l&#39;udire accidentalmente &#34;Le Molte&#34; rivelare ad Atreiu come il veleno del suo sciame - seppur altamente tossico - permetta anche alle vittime di poter riapparire in un altro luogo. &#xA;Il drago riesce quindi - grazie ad Atreiu- ad apprendere ciò che gli permette di sfuggire al suo destino, decidendo di accompagnare il piccolo Pelleverde nella Grande Ricerca.&#xA;&#xA;Ancora un volta Ende gioca con i topoi narrativi, valorizzando due tematiche a lui care: il rifiuto della violenza e l&#39;importanza dell&#39;ascolto.&#xA;Fùchur non viene salvato da un&#39;azione di Atreiu, bensì dal suo inon-agire/i. Non potendo il ragazzo imporsi sugli altri, il giovane guerriero può solo rimanere ricettivo verso l&#39;altro e ascoltare, scoprendo così che c&#39;è qualcosa da apprendere anche da creature come Igramul e accettando i propri limiti. &#xA;&#xA;Questo dettaglio, però, cambia anche il motivo per cui il Fùchur del libro aiuta Atreiu: a differenza del Falkor del film qui è presente un debito di vita - come ribadito dallo stesso drago in occasione del loro primo incontro - il quale però non obbliga Atreiu a prenderlo con sé, lasciandolo libero di scegliere. Il rapporto fra i due non è mai basato sul solo salvataggio o su obblighi morali. &#xA; blockquote&#xA;La mia vita ti appartiene&#34; disse il drago &#34;se la vuoi accettare. [...]&#34;&#xA;citeM. Ende, iLa Storia Infinita/i, trd. A. Pandolfi pp.81-82/cite&#xA;/blockquote &#xA;&#xA;h2Un vero ifukuryu/i/h2&#xA;Il Falkor dei film è infatti per molti il personaggio che più rappresenta  iLa Storia Inifinita/i.  Seppur con leggere differenze, il cane volante  della versione cinematografica è praticamente presente in ogni media basato sul libro, mostrando allo stesso tempo l&#39;impatto (e i danni) della visione di #Petersen.  &#xA;&#xA;Riporto qui sotto la descrizione di Fùchur direttamente dal libro.&#xA;blockquote&#xA;Il suo lungo corpo sinuoso con le squame color madreperla [...] I lunghi barbigli dell&#39;animale, la sontuosa criniera e i ciuffi di candido pelo sulla coda e sul corpo [...] le pupille scintillavano rosse come rubini nella testa leonina [...]&#xA;citeM. Ende, iLa Storia Infinita/i, trd. A. Pandolfi p. 73 /cite&#xA;/blockquote&#xA;&#xA;Già in iJim Bottone/i Ende aveva mostrato interesse nel nobilitare la figura del drago, dove i draghi sconfitti ma non uccisi vengono trasformati in &#34;draghi d&#39;oro della saggezza&#34;. Tuttavia, la descrizione di Fùchur riportata qui sopra  mostra come il personaggio sia invece stato creato in contrapposizione allo stereotipo del drago occidentale. Il suo corpo lungo e sinuoso dotato di squame e i barbigli, evidenziano come l&#39;aspetto fisico sia ispirato ai ilong/i - o iryu/i in giapponese -  tipici dell&#39;estremo oriente. &#xA;&#xA;Secondo a href=&#34;https://mythsterhood.com/the-neverending-falkor/&#34;un&#39;ipotesi diffusa su internet/a, l&#39;origine del nome del personaggio sarebbe da ricercare nella parola giapponese iFukuryu/i (福竜) che significa appunto &#34;drago della fortuna&#34;. Di conseguenza ifùchu/i (così ifuchu/i in tedesco) è solo la traslitterazione della parola fuku, cioè fortuna. &#xA;La scelta di un nome di origine orientali, sebbene non confermata, non stupisce:  Ende provava amore per il mondo orientale e -  in particolare -  a href=&#34;https://alemontosi.blogspot.com/2015/02/la-storia-infinita-il-nulla-il-giappone.html&#34;per il Giappone/a, paese in cui l&#39;autore tedesco e la sua opera furono molto amati e dove Ende conobbe la sua seconda moglie fu Mariko Sato, illustratrice dell&#39;edizione giapponese de iLa Storia Infinita/i.&#xA;&#xA;h2L&#39;ultimo confronto /h2&#xA;Un&#39;ultima differenza fra le due versioni è che il Falkor del film rimane fondamentalmente un aiutante, un mezzo di trasporto, un gigantesco peluche e (in alcune situazioni come nel terzo film) anche un comic felif. &#xA;&#xA;Il Fùchur del libro risulta essere invece un amico e anche una guida per Atreiu, che chiama &#34;piccolo mio&#34;, facendo intuire un&#39;esperienza di vita che il guerriero non ha. &#xA;Lui e Atreiu hanno spesso dei confronti, specie su come cercare di aiutare Bastian a tornare a casa e cercare di capire cosa succede al amico. E se Atreiu teme (non a torto) per il peggio, Fùchur è sempre quello che vede il lato positivo. Sicuro che tutto si sistemerà &#34;con un po&#39; di fortuna&#34;... e anche lui spesso ha ragione! &#xA;&#xA;hr&#xD;&#xA;Le immagini dei capolettera sono stati disegnati da Antonio Basioli (1774-1883) e impiegati nella prima edizione italiana del romanzo. Le immagini vengono dal sito a href=&#34;https://www.altrimondi.org/la-storia-infinita-antonio-basoli/&#34;Altrimondi.org/a&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Segui il blog via a href=&#34;https://noblogo.org/la-biblioteca-di-amarganta/feed/&#34;RSS/a&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;bKamo/b&#xD;&#xA;Millenial, prestigiatore dilettante ed Endeliano dichiarato. Su questo blog esploro e approfondisco il mondo de iLa Storia Infinita/i condividendo analisi, riflessioni e curiosità su questo capolavoro di Michael Ende. Unisciti a me in questa avventura letteraria!&#xD;&#xA;&#xD;&#xA; a href=&#34;https://mastodon.uno/@kamo1&#34; target=&#34;blank&#34;Mastodon/a |  a href=&#34;https://lore.livellosegreto.it/user/kamo1&#34; target=&#34;_blank&#34;Bookwyrm/a&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h1>F ... come Fùcur</h1>

<div class="container"><img src="https://www.altrimondi.org/sf/wp-content/uploads/2019/06/Basoli-Antonio-F.jpg" alt="Capolettera della prima edizione italiana della Storia Infinita. Lettera F, creatore Antonio Basioli"></div> 

<p><b>Fùcur, non Falkor!</b>
Ebbene sì, il nome con cui è famoso il fortuna-drago è per lo più un&#39;invenzione dell&#39;adattamento inglese, per evitare assonanze con il verbo “<i>to fuck</i>”.
Come già avvenuto con <a href="/la-biblioteca-di-amarganta/tag:Atreiu" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Atreiu</span></a>, il nome originale tedesco è scritto in modo leggermente diverso a quello utilizzato in Italia (<i>F<b>u</b>chur</i>) ma il suono è pressoché simile.</p>

<p>Anche il popolare l&#39;aspetto da “cagnolone”, risulta essere un&#39;esclusiva del film, non trovando corrispondenza nel romanzo.  Il drago cinematrografico è inoltre sin dall&#39;inizio diverso da quello proposto da <a href="/la-biblioteca-di-amarganta/tag:Ende" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Ende</span></a> all&#39;interno delle pagine del suo libro.</p>

<p><h2>Non salvatore, ma salvato</h2>
Se si cerca su internet i siti riporteranno sempre come Fùchu/ Falkor sia “<i>il fortunadrago che salva Atreiu dalle paludi della tristezza</i>”.
Sì. Nel film, il drago è un semplice salvatore esterno, una creatura benefica che arriva a salvare Atreiu dai cattivi cattivi.
Il suo arrivo è una soluzione classica, utilizzata per dare continuità al viaggio dell&#39;eroe, e il suo essere un grosso cane bianco lo oppone simbolicamente al nero lupo Mork.</p>

<p>Il <a href="/la-biblioteca-di-amarganta/tag:romanzo" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">romanzo</span></a> di Ende invece presenta una vicenda diversa e meno scontata, dal forte valore simbolico.<br>
Nel libro Atreiu s&#39;imbatte in un Fùchur prigioniero della mente alveare <i>Igramul, le Molte</i> e il suo destino ormai sembra segnato come pasto dello sciame. Ma Atreiu – <a href="https://noblogo.org/la-biblioteca-di-amarganta/h1a-come" rel="nofollow">come già visto in precedenza</a> –  non può obbligare Igramul ha rilasciare il drago: il portare AURYN lo vincola alla neutralità. La creatura può lasciarlo andare e rispondere alle sue domande, ma non obbedirgli.
Il salvataggio del drago non è quindi frutto di un&#39;azione eroica, bensì di un ... colpo di fortuna: l&#39;udire accidentalmente “Le Molte” rivelare ad Atreiu come il veleno del suo sciame – seppur altamente tossico – permetta anche alle vittime di poter riapparire in un altro luogo.
Il drago riesce quindi – grazie ad Atreiu- ad apprendere ciò che gli permette di sfuggire al suo destino, decidendo di accompagnare il piccolo Pelleverde nella Grande Ricerca.</p>

<p>Ancora un volta Ende gioca con i topoi narrativi, valorizzando due tematiche a lui care: il rifiuto della violenza e l&#39;importanza dell&#39;ascolto.
Fùchur non viene salvato da un&#39;azione di Atreiu, bensì dal suo <i>non-agire</i>. Non potendo il ragazzo imporsi sugli altri, il giovane guerriero può solo rimanere ricettivo verso l&#39;altro e ascoltare, scoprendo così che c&#39;è qualcosa da apprendere anche da creature come Igramul e accettando i propri limiti.</p>

<p>Questo dettaglio, però, cambia anche il motivo per cui il Fùchur del libro aiuta Atreiu: a differenza del Falkor del film qui è presente un debito di vita – come ribadito dallo stesso drago in occasione del loro primo incontro – il quale però non obbliga Atreiu a prenderlo con sé, lasciandolo libero di scegliere. Il rapporto fra i due non è mai basato sul solo salvataggio o su obblighi morali.
 <blockquote>La mia vita ti appartiene” disse il drago “se la vuoi accettare. [...]”
<cite>M. Ende, <i>La Storia Infinita</i>, trd. A. Pandolfi pp.81-82</cite></blockquote></p>

<p><h2>Un vero <i>fukuryu</i></h2>
Il Falkor dei film è infatti per molti il personaggio che più rappresenta  <i>La Storia Inifinita</i>.  Seppur con leggere differenze, il cane volante  della versione cinematografica è praticamente presente in ogni media basato sul libro, mostrando allo stesso tempo l&#39;impatto (e i danni) della visione di <a href="/la-biblioteca-di-amarganta/tag:Petersen" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Petersen</span></a>.</p>

<p>Riporto qui sotto la descrizione di Fùchur direttamente dal libro.
<blockquote>Il suo lungo corpo sinuoso con le squame color madreperla [...] I lunghi barbigli dell&#39;animale, la sontuosa criniera e i ciuffi di candido pelo sulla coda e sul corpo [...] le pupille scintillavano rosse come rubini nella testa leonina [...]
<cite>M. Ende, <i>La Storia Infinita</i>, trd. A. Pandolfi p. 73 </cite></blockquote></p>

<p>Già in <i>Jim Bottone</i> Ende aveva mostrato interesse nel nobilitare la figura del drago, dove i draghi sconfitti ma non uccisi vengono trasformati in “draghi d&#39;oro della saggezza”. Tuttavia, la descrizione di Fùchur riportata qui sopra  mostra come il personaggio sia invece stato creato in contrapposizione allo stereotipo del drago occidentale. Il suo corpo lungo e sinuoso dotato di squame e i barbigli, evidenziano come l&#39;aspetto fisico sia ispirato ai <i>long</i> – o <i>ryu</i> in giapponese –  tipici dell&#39;estremo oriente.</p>

<p>Secondo <a href="https://mythsterhood.com/the-neverending-falkor/" rel="nofollow">un&#39;ipotesi diffusa su internet</a>, l&#39;origine del nome del personaggio sarebbe da ricercare nella parola giapponese <i>Fukuryu</i> (福竜) che significa appunto “drago della fortuna”. Di conseguenza <i>fùchu</i> (così <i>fuchu</i> in tedesco) è solo la traslitterazione della parola fuku, cioè fortuna.
La scelta di un nome di origine orientali, sebbene non confermata, non stupisce:  Ende provava amore per il mondo orientale e –  in particolare –  <a href="https://alemontosi.blogspot.com/2015/02/la-storia-infinita-il-nulla-il-giappone.html" rel="nofollow">per il Giappone</a>, paese in cui l&#39;autore tedesco e la sua opera furono molto amati e dove Ende conobbe la sua seconda moglie fu Mariko Sato, illustratrice dell&#39;edizione giapponese de <i>La Storia Infinita</i>.</p>

<p><h2>L&#39;ultimo confronto </h2>
Un&#39;ultima differenza fra le due versioni è che il Falkor del film rimane fondamentalmente un aiutante, un mezzo di trasporto, un gigantesco peluche e (in alcune situazioni come nel terzo film) anche un comic felif.</p>

<p>Il Fùchur del libro risulta essere invece un amico e anche una guida per Atreiu, che chiama “piccolo mio”, facendo intuire un&#39;esperienza di vita che il guerriero non ha.
Lui e Atreiu hanno spesso dei confronti, specie su come cercare di aiutare Bastian a tornare a casa e cercare di capire cosa succede al amico. E se Atreiu teme (non a torto) per il peggio, Fùchur è sempre quello che vede il lato positivo. Sicuro che tutto si sistemerà “con un po&#39; di fortuna”... e anche lui spesso ha ragione!</p>

<hr>

<p>Le immagini dei capolettera sono stati disegnati da Antonio Basioli (1774-1883) e impiegati nella prima edizione italiana del romanzo. Le immagini vengono dal sito <a href="https://www.altrimondi.org/la-storia-infinita-antonio-basoli/" rel="nofollow">Altrimondi.org</a></p>

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<p><b>Kamo</b>
Millenial, prestigiatore dilettante ed Endeliano dichiarato. Su questo blog esploro e approfondisco il mondo de <i>La Storia Infinita</i> condividendo analisi, riflessioni e curiosità su questo capolavoro di Michael Ende. Unisciti a me in questa avventura letteraria!</p>

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      <guid>https://noblogo.org/la-biblioteca-di-amarganta/h1f</guid>
      <pubDate>Fri, 15 May 2026 14:32:07 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>E come ... Enghivuc e Urgula</title>
      <link>https://noblogo.org/la-biblioteca-di-amarganta/h1e-come</link>
      <description>&lt;![CDATA[h1E come ... Enghivuc e Urgula/h1&#xA;&#xA;div class=&#34;container&#34;img src=&#34;https://www.altrimondi.org/sf/wp-content/uploads/2019/06/Basoli-Antonio-E.jpg&#34; alt=&#34;Capolettera della prima edizione italiana della Storia Infinita. Lettera E, creatore Antonio Basioli&#34;/div &#xA;&#xA;bEinghivuc e Urgula/b, i Bisolitari. Riprendiamo il blog parlando di loro. &#xA;&#xA;Sicuramente li conoscete, magari con i nomi (inglesi) di iEngywook/i e iUrgul/i! Sono i due gnomi che aiutano Atreiu a raggiungere l&#39;Oracolo Meridionale, e due dei più ripresi nei vari media derivati.  &#xA;&#xA;Questa litigiosa copia riprende il topos che il sito iTVTropes/i definisce come iMadre Natura, Padre Scienza/i, ma (in puro stile Endeliano) reinterpreta anche il #topos del mentore dell&#39;eroe dandogli una dimensione più intima e domestica. &#xA;&#xA;h2Una coppia che non scoppia!/h2&#xA;&#xA;Come molti personaggi, anche il mio primo incontro con la coppia di gnomi è avvenuto nel cartone animato. &#xA;Lo gnomo è un vecchio studioso, interessato a scoprire i misteri che avvolgono l&#39;Oracolo Meridionale e le porte del suo tempio (la serie animata lo rende addirittura un inventore).  Sua moglie invece è una medichessa, un&#39;erborista ed è lei a curare Atreiu. I differenti approcci dei due gnomi (intellettuale e desideroso di riconoscimento lui, materna e spirituale lei) danno vita ad accese discussioni, senza arrivare mai alle mani.&#xA;&#xA;Malgrado le differenze, sono coppia funzionale. Urgula - pur non comprendendo la sete di conoscenza del marito - capisce quanto il suo lavoro sia importante per lui. Einghivuc, d&#39;altra parte, riconosce abbastanza in fretta quando la moglie ha ragione nel rimproverarlo. &#xA;I due si amano molto, come testimoniato dalla scena dell&#39;episodio del cartone che ricordo meglio (iThe Three Feeling Stones/i) dove Urgula si rivolge al marito chiamandolo &#34;[...] mio cavaliere azzurro in pensione!&#34;.&#xA;&#xA;Da un punto di vista narrativo, i due si possono considerare come dei mentori per Atreiu, in modo particolare Einghivuc - introdotto come uno studioso dell&#39;Oracolo. &#xA;&#xA;h2La relazione nella solitudine/h2&#xA;&#xA;Poco utilizzato fuori dal libro è l&#39;epiteto della coppia: iBisolitari/i.&#xA;&#xA;Si tratta di una parola creata ad hoc dalla traduttrice italiana, Amina Pandolfi, a href=&#34;https://alemontosi.blogspot.com/2019/12/40-anni-del-romanzo-la-storia-infinita.html&#34;con la complicità di Ende stesso/a (all&#39;epoca residente in Italia), come affermato dallo stesso autore nel suo saggio iItaliano e tedesco. Due lingue e un narratore/i. &#xA;&#xA;In originale viene infatti utilizzato il termine tedesco biZweisiedler/i/b, creato in precedenza dal filosofo Nietzche nella sua opera iCosì parlò Zaharatustra/i.  Si tratta di una crasi di due parole tedesche:  &#34;zwei&#34; (due) e &#34;Einsiedler&#34; (solitario, eremita), una parola che è una contraddizione di per sé, poiché associa alla solitudine dell&#39;eremita una dimensione duale, di relazione con un&#39;altra persona.  &#xA;&#xA;Tenendo conto della dinamica di coppia dei due e del loro ruolo condiviso di mentori e guide di Atreiu, la parola funziona! &#xA;Nuovamente #Ende gioca con i topoi e i loro stereotipi. Nell&#39;avventura di Atreiu, il #mentore non è un vecchio saggio solitario, considerato folle dai più, come nella maggior parte della narrativa fantastica, bensì una coppia sposata che si sostiene l&#39;uno con l&#39;altra, litiga e insieme opera. &#xA; &#xA;h2Un confronto con Tolkien/h2&#xA;&#xA;Parlando di coppie sagge che vivono isolate, il pensiero non può andare a quella formata da Tom Bombadil e Baccadoro (Marrygold) del iSignore degli Anelli/i.&#xA;Le due copie però risultano solo nell&#39;essere una coppia e nell&#39;aver soccorso e guidato gli eroi (Frodo e Sam nel caso di Tom e sua moglie, Fùcur e Atreiu in quello dei Bisolitari). Anche l&#39;impatto narrativo che esse hanno è diverso. &#xA;Tom Bombadil ha infatti un maggior peso narrativo della moglie, mentre Enghivuc e Urgula si muovono sempre insieme: anche durante le spiegazioni dello gnomo ad Atreiu, Urugula non rimane in silenzio ma interviene nella discussione, ricordando al marito che la sua scienza non può comunque spiegare i grandi misteri. &#xA;&#xA;E se Bombadil e Baccadoro sono una coppia che incarna l&#39;alterità della natura, i Bisolitari sono invece un duo più reale e verosimile, con una dimensione domestica spesso assente nella figura del mentore dell&#39;eroe. &#xA;&#xA;hr&#xD;&#xA;Le immagini dei capolettera sono stati disegnati da Antonio Basioli (1774-1883) e impiegati nella prima edizione italiana del romanzo. Le immagini vengono dal sito a href=&#34;https://www.altrimondi.org/la-storia-infinita-antonio-basoli/&#34;Altrimondi.org/a&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Segui il blog via a href=&#34;https://noblogo.org/la-biblioteca-di-amarganta/feed/&#34;RSS/a&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;bKamo/b&#xD;&#xA;Millenial, prestigiatore dilettante ed Endeliano dichiarato. Su questo blog esploro e approfondisco il mondo de iLa Storia Infinita/i condividendo analisi, riflessioni e curiosità su questo capolavoro di Michael Ende. Unisciti a me in questa avventura letteraria!&#xD;&#xA;&#xD;&#xA; a href=&#34;https://mastodon.uno/@kamo1&#34; target=&#34;blank&#34;Mastodon/a |  a href=&#34;https://lore.livellosegreto.it/user/kamo1&#34; target=&#34;_blank&#34;Bookwyrm/a&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h1>E come ... Enghivuc e Urgula</h1>

<div class="container"><img src="https://www.altrimondi.org/sf/wp-content/uploads/2019/06/Basoli-Antonio-E.jpg" alt="Capolettera della prima edizione italiana della Storia Infinita. Lettera E, creatore Antonio Basioli"></div> 

<p><b>Einghivuc e Urgula</b>, i Bisolitari. Riprendiamo il blog parlando di loro.</p>

<p>Sicuramente li conoscete, magari con i nomi (inglesi) di <i>Engywook</i> e <i>Urgul</i>! Sono i due gnomi che aiutano Atreiu a raggiungere l&#39;Oracolo Meridionale, e due dei più ripresi nei vari media derivati.</p>

<p>Questa litigiosa copia riprende il topos che il sito <i>TVTropes</i> definisce come <i>Madre Natura, Padre Scienza</i>, ma (in puro stile Endeliano) reinterpreta anche il <a href="/la-biblioteca-di-amarganta/tag:topos" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">topos</span></a> del mentore dell&#39;eroe dandogli una dimensione più intima e domestica.</p>

<h2>Una coppia che non scoppia!</h2>

<p>Come molti personaggi, anche il mio primo incontro con la coppia di gnomi è avvenuto nel cartone animato.
Lo gnomo è un vecchio studioso, interessato a scoprire i misteri che avvolgono l&#39;Oracolo Meridionale e le porte del suo tempio (la serie animata lo rende addirittura un inventore).  Sua moglie invece è una medichessa, un&#39;erborista ed è lei a curare Atreiu. I differenti approcci dei due gnomi (intellettuale e desideroso di riconoscimento lui, materna e spirituale lei) danno vita ad accese discussioni, senza arrivare mai alle mani.</p>

<p>Malgrado le differenze, sono coppia funzionale. Urgula – pur non comprendendo la sete di conoscenza del marito – capisce quanto il suo lavoro sia importante per lui. Einghivuc, d&#39;altra parte, riconosce abbastanza in fretta quando la moglie ha ragione nel rimproverarlo.
I due si amano molto, come testimoniato dalla scena dell&#39;episodio del cartone che ricordo meglio (<i>The Three Feeling Stones</i>) dove Urgula si rivolge al marito chiamandolo “[...] mio cavaliere azzurro in pensione!“.</p>

<p>Da un punto di vista narrativo, i due si possono considerare come dei mentori per Atreiu, in modo particolare Einghivuc – introdotto come uno studioso dell&#39;Oracolo.</p>

<h2>La relazione nella solitudine</h2>

<p>Poco utilizzato fuori dal libro è l&#39;epiteto della coppia: <i>Bisolitari</i>.</p>

<p>Si tratta di una parola creata ad hoc dalla traduttrice italiana, Amina Pandolfi, <a href="https://alemontosi.blogspot.com/2019/12/40-anni-del-romanzo-la-storia-infinita.html" rel="nofollow">con la complicità di Ende stesso</a> (all&#39;epoca residente in Italia), come affermato dallo stesso autore nel suo saggio <i>Italiano e tedesco. Due lingue e un narratore</i>.</p>

<p>In originale viene infatti utilizzato il termine tedesco <b><i>Zweisiedler</i></b>, creato in precedenza dal filosofo Nietzche nella sua opera <i>Così parlò Zaharatustra</i>.  Si tratta di una crasi di due parole tedesche:  “zwei” (due) e “Einsiedler” (solitario, eremita), una parola che è una contraddizione di per sé, poiché associa alla solitudine dell&#39;eremita una dimensione duale, di relazione con un&#39;altra persona.</p>

<p>Tenendo conto della dinamica di coppia dei due e del loro ruolo condiviso di mentori e guide di Atreiu, la parola funziona!
Nuovamente <a href="/la-biblioteca-di-amarganta/tag:Ende" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Ende</span></a> gioca con i topoi e i loro stereotipi. Nell&#39;avventura di Atreiu, il <a href="/la-biblioteca-di-amarganta/tag:mentore" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">mentore</span></a> non è un vecchio saggio solitario, considerato folle dai più, come nella maggior parte della narrativa fantastica, bensì una coppia sposata che si sostiene l&#39;uno con l&#39;altra, litiga e insieme opera.</p>

<h2>Un confronto con Tolkien</h2>

<p>Parlando di coppie sagge che vivono isolate, il pensiero non può andare a quella formata da Tom Bombadil e Baccadoro (Marrygold) del <i>Signore degli Anelli</i>.
Le due copie però risultano solo nell&#39;essere una coppia e nell&#39;aver soccorso e guidato gli eroi (Frodo e Sam nel caso di Tom e sua moglie, Fùcur e Atreiu in quello dei Bisolitari). Anche l&#39;impatto narrativo che esse hanno è diverso.
Tom Bombadil ha infatti un maggior peso narrativo della moglie, mentre Enghivuc e Urgula si muovono sempre insieme: anche durante le spiegazioni dello gnomo ad Atreiu, Urugula non rimane in silenzio ma interviene nella discussione, ricordando al marito che la sua scienza non può comunque spiegare i grandi misteri.</p>

<p>E se Bombadil e Baccadoro sono una coppia che incarna l&#39;alterità della natura, i Bisolitari sono invece un duo più reale e verosimile, con una dimensione domestica spesso assente nella figura del mentore dell&#39;eroe.</p>

<hr>

<p>Le immagini dei capolettera sono stati disegnati da Antonio Basioli (1774-1883) e impiegati nella prima edizione italiana del romanzo. Le immagini vengono dal sito <a href="https://www.altrimondi.org/la-storia-infinita-antonio-basoli/" rel="nofollow">Altrimondi.org</a></p>

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<p><b>Kamo</b>
Millenial, prestigiatore dilettante ed Endeliano dichiarato. Su questo blog esploro e approfondisco il mondo de <i>La Storia Infinita</i> condividendo analisi, riflessioni e curiosità su questo capolavoro di Michael Ende. Unisciti a me in questa avventura letteraria!</p>

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      <guid>https://noblogo.org/la-biblioteca-di-amarganta/h1e-come</guid>
      <pubDate>Wed, 22 Apr 2026 13:16:51 +0000</pubDate>
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      <title>C come ... Colore!</title>
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      <description>&lt;![CDATA[h1C come ... Colore!/h1&#xA;&#xA;div class=&#34;container&#34;img src=&#34;https://www.altrimondi.org/sf/wp-content/uploads/2019/06/Basoli-Antonio-C.jpg&#34; alt=&#34;Capolettera della prima edizione italiana della Storia Inifinita. Lettera C, creatore Antonio Basioli&#34;/div &#xA;&#xA;Avete letto bene: oggi parliamo del b#colore/b.  &#xA;&#xA;Solitamente nella narrativa il colore è un elemento che non riguarda i romanzi, ma i libri per bambini piccoli, ricchi di illustrazioni. &#xA;Certo, non è insolito che (specie in passato) che i romani per ragazzi vengano pubblicati con illustrazioni. Da buon #Millenial quale sono, mi vengono in mente i disegni di Serena Riglietti per i primi libri iHarry Potter/i o quelli presenti nei romanzi di Rohal Dahl. Solitamente, però, si tratta sempre di disegni in bianco e nero, e sono elementi per lo più aggiuntivi. &#xA;&#xA;È una costante della #letteratura: salvo rari casi, il colore appartiene alle copertine dei libri, non certo al loro testo che è sempre nero ... giusto?&#xA;&#xA;h2La questione cromatica/h2&#xA;&#xA;In Italia sono disponibili due versioni de La Storia Infinita, entrambe con la traduzione della Pandolfi. La prima è un&#39;edizione standard in bianco e nero che distingue le parti ambientate nel mondo reale da quelle nel mondo immaginario attraverso una differenza di carattere tipografico. La seconda utilizza invece due colori diversi: rosso per il mondo umano, verde acqua per Fantasìa.&#xA;&#xA;Di queste due versioni, la seconda è quella &#34;autentica&#34;, che rispetta la volontà espressa da #Ende in occasione della prima edizione assoluta (quella tedesca) del libro. L&#39;autore sovverte qui i canoni con una scelta apparentemente &#34;infantile&#34; (l&#39;utilizzo di un testo colorato) che ha però l&#39;effetto di rendere anche il colore del testo parte integrante della narrazione.&#xA;&#xA;La differenza di carattere tipografico utilizzata nella versione in bianco e nero è invece un espediente, un escamotage adottato per l&#39;edizione economica pubblicata dalla TEA: un modo per rendere &#34;a basso costo&#34; la distinzione fra i due mondi.&#xA;&#xA;L&#39;autore tedesco, durante la stesura del romanzo, arrivò a ritenere che una semplice pubblicazione tradizionale non fosse adatta per l&#39;opera che stava scrivendo, ma che questa dovesse essere confezionata come un libro di magia, con copertina di cuoio e bottoni in madreperla e ottone. Fu solo dopo i colloqui con l&#39;editore, preoccupato per i costi di una simile produzione, che i due si accordarono per qualcosa di più semplice: copertina in seta rossa, 26 capilettera per i singoli capitoli (disegnati dall&#39;artista Roswitha Quadflieg) e la celebre stampa a due colori.&#xA;&#xA;Una scelta che verrà poi ripresa anche nelle edizioni straniere. In quella italiana pure i capilettera appositamente scelti, quelli di Antonio Basioli, furono adattati ai colori con cui iniziano i vari capitoli, che non è solo un capriccio dell&#39;autore ma una vera e propria testimonianza della natura metanarrativa del libro.&#xA;&#xA;h2&#34;Dove si trova questo libro? Nel libro.&#34;/h2&#xA;&#xA;Quando Bastiano comincia a leggere il suo libro de La Storia Infinita (quello interno alla storia) il testo viene da subito descritto come verde acqua. Chissà che emozione sarà stata per i lettori di allora, quella di voltare pagina dopo il prologo scritto in rosso e di ritrovarsi anche loro a leggere lo stesso racconto letto dal protagonista scritto con lo stesso colore! &#xA;&#xA;Leggere letteralmente un libro nel libro, cosa rafforzata inoltre dalla già accennata copertina in seta rossa dell&#39;edizione originale, esattamente come quella del libro preso da Bastiano!&#xA;&#xA;Ma Ende fece di più. Egli rese iLa Storia Infinita/i non solo un libro nel libro, ma aggiunse un terzo libro omonimo all&#39;interno di Fantasìa, dove il Vecchio della Montagna Vagante - figura antitesi dell&#39;Infanta Imperatrice, simbolo della scrittura che rende le storie immutabili laddove l&#39;altra è la creatività che da loro forma - riporta tutto quello che avviene in un volume che  - a suo dire - non contiene semplicemente tutta Fantasìa, ma &#34;[...]  è tutta Fantasìa&#34; . &#xA;E durante questo incontro, fra l&#39;imperatrice e il suo contrario, per un breve istante, il contenuto di tutti e tre i libri diviene uno. &#xA;&#xA;Quando l&#39;Infanta Imperatrice (nel suo ultimo tentativo per portare Bastiano a Fantasìa) chiede al Vecchio di cominciare a rinarrare il bsuo/b libro, la bsua/b Storia Infinita dal principio, l&#39;inchiostro con cui l&#39;anziano scrive, la copertina del suo libro così come la tonaca che indossa, cambiano il loro colore dalla da verde acqua a un ben più (per il lettore) famigliare rosso. La storia ricomincia in un ciclo infinito (la biFine Infinita/i/b) dal momento in cui i noi lettori di Ende hanno iniziato il libro, con le stesse identiche parole e le stesse identiche scene (salvo la differenza che nella nostra copia questo testo è ancora verde acqua, fatta eccezione per le reazioni di Bastiano nel leggere di sé stesso).&#xA;&#xA;Nel romanzo di Ende, il colore del testo non è più un fronzolo o un capriccio autoriale, ma un elemento concreto della storia. Qualcosa di cui anche chi legge può fare esperienza in prima persona. &#xA;Da appassionato di esoterismo (in particolare alchimia e antroposofia), Ende dava molta importanza al simbolismo, elemento chiave delle pratiche magiche (non a caso voleva stampare il romanzo come se fosse un libro di magia). La sua scelta dei colori e il gioco metanarrativo, trasportano questa dimensione simbolica al testo scritto, e la mette in mano a lettrici e lettori che però potranno interamente comprenderla solo arrivati a metà del libro, nella scena della iFine Infinita/i ...&#xA;&#xA;hr&#xD;&#xA;Le immagini dei capolettera sono stati disegnati da Antonio Basioli (1774-1883) e impiegati nella prima edizione italiana del romanzo. Le immagini vengono dal sito a href=&#34;https://www.altrimondi.org/la-storia-infinita-antonio-basoli/&#34;Altrimondi.org/a&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Segui il blog via a href=&#34;https://noblogo.org/la-biblioteca-di-amarganta/feed/&#34;RSS/a&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;bKamo/b&#xD;&#xA;Millenial, prestigiatore dilettante ed Endeliano dichiarato. Su questo blog esploro e approfondisco il mondo de iLa Storia Infinita/i condividendo analisi, riflessioni e curiosità su questo capolavoro di Michael Ende. Unisciti a me in questa avventura letteraria!&#xD;&#xA;&#xD;&#xA; a href=&#34;https://mastodon.uno/@kamo1&#34; target=&#34;blank&#34;Mastodon/a |  a href=&#34;https://lore.livellosegreto.it/user/kamo1&#34; target=&#34;_blank&#34;Bookwyrm/a&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h1>C come ... Colore!</h1>

<div class="container"><img src="https://www.altrimondi.org/sf/wp-content/uploads/2019/06/Basoli-Antonio-C.jpg" alt="Capolettera della prima edizione italiana della Storia Inifinita. Lettera C, creatore Antonio Basioli"></div> 

<p>Avete letto bene: oggi parliamo del <b><a href="/la-biblioteca-di-amarganta/tag:colore" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">colore</span></a></b>.</p>

<p>Solitamente nella narrativa il colore è un elemento che non riguarda i romanzi, ma i libri per bambini piccoli, ricchi di illustrazioni.
Certo, non è insolito che (specie in passato) che i romani per ragazzi vengano pubblicati con illustrazioni. Da buon <a href="/la-biblioteca-di-amarganta/tag:Millenial" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Millenial</span></a> quale sono, mi vengono in mente i disegni di Serena Riglietti per i primi libri <i>Harry Potter</i> o quelli presenti nei romanzi di Rohal Dahl. Solitamente, però, si tratta sempre di disegni in bianco e nero, e sono elementi per lo più aggiuntivi.</p>

<p>È una costante della <a href="/la-biblioteca-di-amarganta/tag:letteratura" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">letteratura</span></a>: salvo rari casi, il colore appartiene alle copertine dei libri, non certo al loro testo che è sempre nero ... giusto?</p>

<h2>La questione cromatica</h2>

<p>In Italia sono disponibili due versioni de <em>La Storia Infinita</em>, entrambe con la traduzione della Pandolfi. La prima è un&#39;edizione standard in bianco e nero che distingue le parti ambientate nel mondo reale da quelle nel mondo immaginario attraverso una differenza di carattere tipografico. La seconda utilizza invece due colori diversi: rosso per il mondo umano, verde acqua per Fantasìa.</p>

<p>Di queste due versioni, la seconda è quella “autentica”, che rispetta la volontà espressa da <a href="/la-biblioteca-di-amarganta/tag:Ende" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Ende</span></a> in occasione della prima edizione assoluta (quella tedesca) del libro. L&#39;autore sovverte qui i canoni con una scelta apparentemente “infantile” (l&#39;utilizzo di un testo colorato) che ha però l&#39;effetto di rendere anche il colore del testo parte integrante della narrazione.</p>

<p>La differenza di carattere tipografico utilizzata nella versione in bianco e nero è invece un espediente, un <em>escamotage</em> adottato per l&#39;edizione economica pubblicata dalla TEA: un modo per rendere “a basso costo” la distinzione fra i due mondi.</p>

<p>L&#39;autore tedesco, durante la stesura del romanzo, arrivò a ritenere che una semplice pubblicazione tradizionale non fosse adatta per l&#39;opera che stava scrivendo, ma che questa dovesse essere confezionata come un libro di magia, con copertina di cuoio e bottoni in madreperla e ottone. Fu solo dopo i colloqui con l&#39;editore, preoccupato per i costi di una simile produzione, che i due si accordarono per qualcosa di più semplice: copertina in seta rossa, 26 capilettera per i singoli capitoli (disegnati dall&#39;artista Roswitha Quadflieg) e la celebre stampa a due colori.</p>

<p>Una scelta che verrà poi ripresa anche nelle edizioni straniere. In quella italiana pure i capilettera appositamente scelti, quelli di Antonio Basioli, furono adattati ai colori con cui iniziano i vari capitoli, che non è solo un capriccio dell&#39;autore ma una vera e propria testimonianza della natura metanarrativa del libro.</p>

<h2>&#34;Dove si trova questo libro? Nel libro.&#34;</h2>

<p>Quando Bastiano comincia a leggere il suo libro de La Storia Infinita (quello interno alla storia) il testo viene da subito descritto come verde acqua. Chissà che emozione sarà stata per i lettori di allora, quella di voltare pagina dopo il prologo scritto in rosso e di ritrovarsi anche loro a leggere lo stesso racconto letto dal protagonista scritto con lo stesso colore!</p>

<p>Leggere letteralmente un libro nel libro, cosa rafforzata inoltre dalla già accennata copertina in seta rossa dell&#39;edizione originale, esattamente come quella del libro preso da Bastiano!</p>

<p>Ma Ende fece di più. Egli rese <i>La Storia Infinita</i> non solo un libro nel libro, ma aggiunse un terzo libro omonimo all&#39;interno di Fantasìa, dove il Vecchio della Montagna Vagante – figura antitesi dell&#39;Infanta Imperatrice, simbolo della scrittura che rende le storie immutabili laddove l&#39;altra è la creatività che da loro forma – riporta tutto quello che avviene in un volume che  – a suo dire – non contiene semplicemente tutta Fantasìa, ma “[...]  è tutta Fantasìa” .
E durante questo incontro, fra l&#39;imperatrice e il suo contrario, per un breve istante, il contenuto di tutti e tre i libri diviene uno.</p>

<p>Quando l&#39;Infanta Imperatrice (nel suo ultimo tentativo per portare Bastiano a Fantasìa) chiede al Vecchio di cominciare a rinarrare il <b>suo</b> libro, la <b>sua</b> Storia Infinita dal principio, l&#39;inchiostro con cui l&#39;anziano scrive, la copertina del suo libro così come la tonaca che indossa, cambiano il loro colore dalla da verde acqua a un ben più (per il lettore) famigliare rosso. La storia ricomincia in un ciclo infinito (la <b><i>Fine Infinita</i></b>) dal momento in cui i noi lettori di Ende hanno iniziato il libro, con le stesse identiche parole e le stesse identiche scene (salvo la differenza che nella nostra copia questo testo è ancora verde acqua, fatta eccezione per le reazioni di Bastiano nel leggere di sé stesso).</p>

<p>Nel romanzo di Ende, il colore del testo non è più un fronzolo o un capriccio autoriale, ma un elemento concreto della storia. Qualcosa di cui anche chi legge può fare esperienza in prima persona.
Da appassionato di esoterismo (in particolare alchimia e antroposofia), Ende dava molta importanza al simbolismo, elemento chiave delle pratiche magiche (non a caso voleva stampare il romanzo come se fosse un libro di magia). La sua scelta dei colori e il gioco metanarrativo, trasportano questa dimensione simbolica al testo scritto, e la mette in mano a lettrici e lettori che però potranno interamente comprenderla solo arrivati a metà del libro, nella scena della <i>Fine Infinita</i> ...</p>

<hr>

<p>Le immagini dei capolettera sono stati disegnati da Antonio Basioli (1774-1883) e impiegati nella prima edizione italiana del romanzo. Le immagini vengono dal sito <a href="https://www.altrimondi.org/la-storia-infinita-antonio-basoli/" rel="nofollow">Altrimondi.org</a></p>

<p>Segui il blog via <a href="https://noblogo.org/la-biblioteca-di-amarganta/feed/" rel="nofollow">RSS</a></p>

<p><b>Kamo</b>
Millenial, prestigiatore dilettante ed Endeliano dichiarato. Su questo blog esploro e approfondisco il mondo de <i>La Storia Infinita</i> condividendo analisi, riflessioni e curiosità su questo capolavoro di Michael Ende. Unisciti a me in questa avventura letteraria!</p>

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      <pubDate>Sun, 08 Feb 2026 20:59:44 +0000</pubDate>
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