Una bozza qualunque
Oggi sono talmente delusa dai miei miseri fallimenti che è meglio se sposto lo sguardo altrove e il mio altrove, ultimamente, è questa dimensione che mi sto creando nello scrivere; questo portale, attraverso il quale esonda tutto il mio apparente non assimilato, nel senso di non elaborato. Ma al di là dei pensieri che porto è proprio una cosa che mi piace fare, a cui penso spesso durante il giorno; non raramente i pensieri vanno a braccio e questo mi sorprende: credevo di aver bisogno di più momenti di riposo per meglio esprimermi. Purtroppo, per tanti motivi, mi riduco alla fine della giornata a scrivere o a tentare di farlo. Non nego che questo dettaglio incide parecchio, forse anche sulla qualità dei miei pensieri: forse penserei meglio o penserei altro se avessi più ore a disposizione e più lucidità. Ma non è solo questo, direi che più di tutto è sorprendente per me aver individuato un'area – isolata dal resto e dagli altri – non fisica ma mentale, in cui chiudere porte e portoni e mettere in ordine la nebulosa di pensieri chi si forma e ingrossa, giorno dopo giorno.
Questo luogo non luogo che ho messo su, quasi come un automatismo innato, dopo anni di sedimentazione, mi aiuta e tanto.