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    <title>Embargo &amp;mdash; Transit </title>
    <link>https://noblogo.org/transit/tag:Embargo</link>
    <description>Il blog di Alessandra Corubolo e Daniele Mattioli (on-line, in varie forme,  dal 2005.)</description>
    <pubDate>Sat, 16 May 2026 23:45:09 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Cuba non muore da sola. </title>
      <link>https://noblogo.org/transit/cuba-non-muore-da-sola</link>
      <description>&lt;![CDATA[(224) &#xA;&#xA;C1)&#xA;&#xA;Cuba si sta spegnendo, lentamente e sotto gli occhi di tutti. &#xA;Tra blackout, scarsità e isolamento, l’isola paga il prezzo di un doppio fallimento: quello del proprio sistema e quello di una politica esterna che continua a colpire la popolazione invece del potere.&#xA;&#xA;Cuba non sta semplicemente attraversando una fase difficile: sta vivendo un collasso prolungato.&#xA;La vita quotidiana sull’isola è diventata un esercizio di sopravvivenza. &#xA;Mancano elettricità, carburante, pezzi di ricambio, medicinali e trasporti regolari. &#xA;Gli ospedali lavorano a intermittenza, le scuole arrancano, le famiglie si organizzano attorno ai blackout come se fossero ormai parte del paesaggio. Non lo sono. &#xA;Sono il segno di un sistema esausto, di un’economia soffocata e di una società tenuta in piedi dalla forza dell’abitudine e della scarsità.&#xA;&#xA;Dentro questa crisi c’è una responsabilità interna evidente. &#xA;Per anni il paese ha accumulato inefficienze, rigidità amministrative, scarsa produttività e un controllo politico che ha frenato ogni riforma vera. L’economia cubana non ha saputo diversificarsi, modernizzare i servizi, attrarre investimenti o garantire una base materiale stabile alla popolazione. &#xA;Il risultato è un declino che non nasce oggi, ma si è sedimentato nel tempo fino a diventare strutturale.&#xA;&#xA;(C2)&#xA;&#xA;Ma sarebbe disonesto fingere che il blocco degli Stati Uniti sia un dettaglio marginale. &#xA;Non lo è. &#xA;L’embargo commerciale, economico e finanziario imposto da #Washington pesa in modo concreto su energia, importazioni, farmaci, attrezzature e alimenti. &#xA;Rende più costoso ogni acquisto, più fragile ogni approvvigionamento, più difficile ogni transazione. &#xA;Colpisce un sistema già debole e amplifica ogni sua crepa. L’Assemblea generale dell’ #ONU ha chiesto ancora una volta la fine dell’embargo, con un voto schiacciante nel 2024, ma la distanza tra la condanna formale e gli effetti reali resta enorme.&#xA;&#xA;La linea politica di #Trump, in questo quadro, non punta alla distensione ma alla pressione massima. &#xA;L’obiettivo è isolare l’isola, alzare il costo della sua sopravvivenza economica, indebolire il governo e spingerlo verso una resa politica. &#xA;Non è diplomazia. &#xA;È un uso brutale del potere economico come arma di coercizione. &#xA;Il problema è che il prezzo di questa strategia non lo paga la nomenclatura, ma la popolazione. &#xA;A cadere non sono gli slogan del regime, ma la luce nelle case, i farmaci negli ospedali, il cibo sulle tavole.&#xA;&#xA;La comunità internazionale, nel frattempo, resta intrappolata tra dichiarazioni di principio e impotenza pratica. &#xA;Le condanne formali si ripetono, le risoluzioni si accumulano, ma nulla cambia davvero. &#xA;Molti governi sanno che l’embargo è insostenibile sul piano umanitario, pochi sono disposti a trasformare questa consapevolezza in una linea politica capace di incidere. &#xA;Cuba resta così schiacciata tra il fallimento del proprio modello interno e la durezza di una pressione esterna che punisce un intero popolo per logorare un governo.&#xA;&#xA;Il punto, alla fine, è questo: un paese non si rimette in piedi affamando la sua popolazione. E una politica che trasforma la sofferenza civile in leva diplomatica porta con sé una responsabilità morale pesantissima.&#xA;&#xA;#Blog #Cuba #USA #DirittiUmani #DirittiCivili #Embargo #Geopolitica #DirittoInternazionale&#xA;&#xA;Mastodon: @alda7069@mastodon.uno&#xD;&#xA;Telegram: https://t.me/transitblog&#xD;&#xA;Friendica: @danmatt@poliverso.org&#xD;&#xA;Blue Sky: https://bsky.app/profile/mattiolidaniele.bsky.social&#xD;&#xA;Bio Site (tutto in un posto solo, diamine): https://bio.site/danielemattioli&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;scriptfunction loadScript(a){var b=document.getElementsByTagName(&#34;head&#34;)[0],c=document.createElement(&#34;script&#34;);c.type=&#34;text/javascript&#34;,c.src=&#34;https://tracker.metricool.com/resources/be.js&#34;,c.onreadystatechange=a,c.onload=a,b.appendChild(c)}loadScript(function(){beTracker.t({hash:&#34;70edbb2602e0451c4267847447b07ce2&#34;})});/script&#xD;&#xA;Gli scritti sono tutelati da &#34;Creative Commons&#34; (qui)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a: &#xD;&#xA;corubomatt@gmail.com]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(224)</p>

<p><img src="https://www.thesocialpost.it/wp-content/uploads/2026/05/cuba_blackout.jpg" alt="C1)"></p>

<p><strong><a href="/transit/tag:Cuba" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Cuba</span></a> si sta spegnendo, lentamente e sotto gli occhi di tutti.
Tra blackout, scarsità e isolamento, l’isola paga il prezzo di un doppio fallimento: quello del proprio sistema e quello di una politica esterna che continua a colpire la popolazione invece del potere.</strong></p>

<p><strong>Cuba non sta semplicemente attraversando una fase difficile: sta vivendo un collasso prolungato.</strong>
La vita quotidiana sull’isola è diventata un esercizio di sopravvivenza.
Mancano elettricità, carburante, pezzi di ricambio, medicinali e trasporti regolari.
Gli ospedali lavorano a intermittenza, le scuole arrancano, le famiglie si organizzano attorno ai blackout come se fossero ormai parte del paesaggio. Non lo sono.
<strong>Sono il segno di un sistema esausto, di un’economia soffocata e di una società tenuta in piedi dalla forza dell’abitudine e della scarsità.</strong></p>

<p>Dentro questa crisi c’è una responsabilità interna evidente.
Per anni il paese ha accumulato inefficienze, rigidità amministrative, scarsa produttività e un controllo politico che ha frenato ogni riforma vera. L’economia cubana non ha saputo diversificarsi, modernizzare i servizi, attrarre investimenti o garantire una base materiale stabile alla popolazione.
<strong>Il risultato è un declino che non nasce oggi, ma si è sedimentato nel tempo fino a diventare strutturale.</strong></p>

<p><img src="https://www.globalist.it/wp-content/uploads/2026/03/1774568685-estados-unidos-puede-bombardear-cuba-sacarla-colapso-economico-advierten-congresistas-e1774708616288.jpg" alt="(C2)"></p>

<p><strong>Ma sarebbe disonesto fingere che il blocco degli Stati Uniti sia un dettaglio marginale.</strong>
<strong>Non lo è.</strong>
L’embargo commerciale, economico e finanziario imposto da <a href="/transit/tag:Washington" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Washington</span></a> pesa in modo concreto su energia, importazioni, farmaci, attrezzature e alimenti.
Rende più costoso ogni acquisto, più fragile ogni approvvigionamento, più difficile ogni transazione.
Colpisce un sistema già debole e amplifica ogni sua crepa. L’Assemblea generale dell’ <a href="/transit/tag:ONU" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">ONU</span></a> ha chiesto ancora una volta la fine dell’embargo, con un voto schiacciante nel 2024, ma la distanza tra la condanna formale e gli effetti reali resta enorme.</p>

<p>La linea politica di <a href="/transit/tag:Trump" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Trump</span></a>, in questo quadro, non punta alla distensione ma alla pressione massima.
<strong>L’obiettivo è isolare l’isola, alzare il costo della sua sopravvivenza economica, indebolire il governo e spingerlo verso una resa politica.
Non è diplomazia.
È un uso brutale del potere economico come arma di coercizione.</strong>
Il problema è che il prezzo di questa strategia non lo paga la nomenclatura, ma la popolazione.
A cadere non sono gli slogan del regime, ma la luce nelle case, i farmaci negli ospedali, il cibo sulle tavole.</p>

<p>La comunità internazionale, nel frattempo, resta intrappolata tra dichiarazioni di principio e impotenza pratica.
Le condanne formali si ripetono, le risoluzioni si accumulano, ma nulla cambia davvero.
Molti governi sanno che l’embargo è insostenibile sul piano umanitario, pochi sono disposti a trasformare questa consapevolezza in una linea politica capace di incidere.
<strong>Cuba resta così schiacciata tra il fallimento del proprio modello interno e la durezza di una pressione esterna che punisce un intero popolo per logorare un governo.</strong></p>

<p><strong>Il punto, alla fine, è questo: un paese non si rimette in piedi affamando la sua popolazione. E una politica che trasforma la sofferenza civile in leva diplomatica porta con sé una responsabilità morale pesantissima.</strong></p>

<p><a href="/transit/tag:Blog" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Blog</span></a> <a href="/transit/tag:Cuba" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Cuba</span></a> <a href="/transit/tag:USA" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">USA</span></a> <a href="/transit/tag:DirittiUmani" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">DirittiUmani</span></a> <a href="/transit/tag:DirittiCivili" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">DirittiCivili</span></a> <a href="/transit/tag:Embargo" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Embargo</span></a> <a href="/transit/tag:Geopolitica" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Geopolitica</span></a> <a href="/transit/tag:DirittoInternazionale" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">DirittoInternazionale</span></a></p>

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<p>Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a:
corubomatt@gmail.com</p>
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      <pubDate>Sat, 16 May 2026 15:28:54 +0000</pubDate>
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