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    <title>cbs &amp;mdash; Transit </title>
    <link>https://noblogo.org/transit/tag:cbs</link>
    <description>Il blog di Alessandra Corubolo e Daniele Mattioli (on-line, in varie forme,  dal 2005.)</description>
    <pubDate>Mon, 20 Apr 2026 01:31:12 +0000</pubDate>
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      <title>Camarillo Brillo Sessions 6</title>
      <link>https://noblogo.org/transit/camarillo-brillo-sessions-6</link>
      <description>&lt;![CDATA[(146) &#xA;&#xA;&#34;Anatomie d&#39;une chute&#34;, Francia, 2023. &#xA;&#xA;(ADC) &#xA;&#xA;Un premio come l’#Oscar ti apre moltissime strade. Piaccia o meno, è così. Per i film non americani vale di più. Anche questo è un argomento relativo. Personalmente, una delle difficoltà più evidenti e non poter vedere tutti i film inseriti nella competizione: intendo tutti, che sarebbe perfetto. I motivi li potete immaginare. &#xA;&#xA;La passione arriva fino ad un certo punto e quel limite è, spesso, imposto. La cosa importante è, comunque, continuare ad amare il cinema. Lo slancio, a volte, ti porta davvero a guardare pellicole di una qualità ormai rara. Prendete “Anatomia di una caduta”, candidato al suddetto premio. &#xA;&#xA;Sono sempre più convinto che quando ti “innamori” di un lungometraggio non c’è un genere, una regia, una piccola sega mentale che tenga: ti piace e basta, tanto c’è sempre chi ne farà una recensione edotta, zeppa di riferimenti cinematografici strabilianti, con un sacco di vocaboli azzeccati. E, magari, bella fredda. &#xA;&#xA;Qui, di freddo, c’è solo l’ambientazione. Il resto è costruito su una narrazione a più livelli, di certo usata in migliaia di altre situazioni: eppure la capacità di scrittura di Arthur Harari e Justine Triet (anche regista) fa quello che a sempre meno sceneggiatori riesce. Scrivere bene. Scrivere un bel film, complesso, emozionale, profondo. &#xA;&#xA;Il resto, magari con fortuna, è fatto dagli attori, dalle scelte di inquadratura, dalla -pochissima -ottima scelta- musica. E’ costruito dai dialoghi (su tutti quello della lite precedente all’evento, in Inglese) e da come gli stessi riportino ad una quotidianità che diventa straniamento ed introspezione, violenza e perdono. &#xA;&#xA;(ADUC2)%20LESFILMSPELLEASLESFILMSDEPIERRE.jpg)&#xA;&#xA;Il diavolo sta nei dettagli e “Anatomia di una caduta” ne è colmo: dalle espressioni del viso di ogni personaggio, all’uso di più lingue -straniante ed efficace-, alle aule di un tribunale riprese quasi sempre con “non luogo”, più un confessionale che imparziali spazi dove si dovrebbe amministrare la giustizia. &#xA;&#xA;E’ un film lungo, come amo io lento, ponderato. Fateci caso: nella vita ci sono accelerazioni e quiete, momenti di improvvisa passione e lunghe distrazioni. Ci sono coloro che non sappiamo collocare e coloro che, più da vicino, non riusciamo lo stesso a comprendere appieno. Buio e luce. Più il buio, forse. &#xA;&#xA;Lo dico con grande serenità. Se “Anatomia di una caduta”, in una improbabile corsa a due con “Io capitano”, vincesse ne sarei lieto. E’ un’opera più completa, compatta, più convincente e tutto questo sapendo che il film italiano ha moltissimi meriti. Questo non è dettato solo dal fatto che mi sono emozionato maggiormente con questa pellicola, ma esclusivamente di validità artistica. &#xA;&#xA;Per fortuna, la mia è solo una delle infinite opinioni. Conta come tale. Sarebbe un piccolo peccato, però, non prestare a attenzione al vincitore della “Palma d’oro”. &#xA;Non per il fatto in sé, che è ampiamente secondario, ma per dire di aver visto un ottimo film, sotto tutti moltissimi punti di vista. &#xA;Come amo ripetere -sic-, mica poco, nel 2024. &#xA;(D.)&#xA;&#xA;#CBS #Film #Opinioni #Blog&#xA;&#xA;Mastodon: @alda7069@mastodon.uno&#xD;&#xA;Telegram: https://t.me/transitblog&#xD;&#xA;Friendica: @danmatt@poliverso.org&#xD;&#xA;Blue Sky: https://bsky.app/profile/mattiolidaniele.bsky.social&#xD;&#xA;Bio Site (tutto in un posto solo, diamine): https://bio.site/danielemattioli&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;scriptfunction loadScript(a){var b=document.getElementsByTagName(&#34;head&#34;)[0],c=document.createElement(&#34;script&#34;);c.type=&#34;text/javascript&#34;,c.src=&#34;https://tracker.metricool.com/resources/be.js&#34;,c.onreadystatechange=a,c.onload=a,b.appendChild(c)}loadScript(function(){beTracker.t({hash:&#34;70edbb2602e0451c4267847447b07ce2&#34;})});/script&#xD;&#xA;Gli scritti sono tutelati da &#34;Creative Commons&#34; (qui)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a: &#xD;&#xA;corubomatt@gmail.com]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(146)</p>

<p>“Anatomie d&#39;une chute”, Francia, 2023.</p>

<p><img src="https://www.odeonline.it/app/uploads/2023/10/202dbb31-0116-4a5c-9930-96cca840f49f.jpg" alt="(ADC)"></p>

<p>Un premio come l’<a href="/transit/tag:Oscar" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Oscar</span></a> ti apre moltissime strade. Piaccia o meno, è così. Per i film non americani vale di più. Anche questo è un argomento relativo. Personalmente, una delle difficoltà più evidenti e non poter vedere tutti i film inseriti nella competizione: intendo tutti, che sarebbe perfetto. I motivi li potete immaginare.</p>

<p>La passione arriva fino ad un certo punto e quel limite è, spesso, imposto. La cosa importante è, comunque, continuare ad amare il cinema. Lo slancio, a volte, ti porta davvero a guardare pellicole di una qualità ormai rara. Prendete “Anatomia di una caduta”, candidato al suddetto premio.</p>

<p>Sono sempre più convinto che quando ti “innamori” di un lungometraggio non c’è un genere, una regia, una piccola sega mentale che tenga: ti piace e basta, tanto c’è sempre chi ne farà una recensione edotta, zeppa di riferimenti cinematografici strabilianti, con un sacco di vocaboli azzeccati. E, magari, bella fredda.</p>

<p>Qui, di freddo, c’è solo l’ambientazione. Il resto è costruito su una narrazione a più livelli, di certo usata in migliaia di altre situazioni: eppure la capacità di scrittura di Arthur Harari e Justine Triet (anche regista) fa quello che a sempre meno sceneggiatori riesce. Scrivere bene. Scrivere un bel film, complesso, emozionale, profondo.</p>

<p>Il resto, magari con fortuna, è fatto dagli attori, dalle scelte di inquadratura, dalla -pochissima -ottima scelta- musica. E’ costruito dai dialoghi (su tutti quello della lite precedente all’evento, in Inglese) e da come gli stessi riportino ad una quotidianità che diventa straniamento ed introspezione, violenza e perdono.</p>

<p><img src="https://compass-media.vogue.it/photos/654d1ab71c9a7ea09a0a273c/4:3/w_2764,h_2073,c_limit/Anatomia%20di%20una%20caduta%2004%20(c)%20LESFILMSPELLEAS_LESFILMSDEPIERRE.jpg" alt="(ADUC2)"></p>

<p>Il diavolo sta nei dettagli e “Anatomia di una caduta” ne è colmo: dalle espressioni del viso di ogni personaggio, all’uso di più lingue -straniante ed efficace-, alle aule di un tribunale riprese quasi sempre con “non luogo”, più un confessionale che imparziali spazi dove si dovrebbe amministrare la giustizia.</p>

<p>E’ un film lungo, come amo io lento, ponderato. Fateci caso: nella vita ci sono accelerazioni e quiete, momenti di improvvisa passione e lunghe distrazioni. Ci sono coloro che non sappiamo collocare e coloro che, più da vicino, non riusciamo lo stesso a comprendere appieno. Buio e luce. Più il buio, forse.</p>

<p>Lo dico con grande serenità. Se “Anatomia di una caduta”, in una improbabile corsa a due con “Io capitano”, vincesse ne sarei lieto. E’ un’opera più completa, compatta, più convincente e tutto questo sapendo che il film italiano ha moltissimi meriti. Questo non è dettato solo dal fatto che mi sono emozionato maggiormente con questa pellicola, ma esclusivamente di validità artistica.</p>

<p>Per fortuna, la mia è solo una delle infinite opinioni. Conta come tale. Sarebbe un piccolo peccato, però, non prestare a attenzione al vincitore della “Palma d’oro”.
Non per il fatto in sé, che è ampiamente secondario, ma per dire di aver visto un ottimo film, sotto tutti moltissimi punti di vista.
Come amo ripetere -sic-, mica poco, nel 2024.
(D.)</p>

<p><a href="/transit/tag:CBS" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">CBS</span></a> <a href="/transit/tag:Film" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Film</span></a> <a href="/transit/tag:Opinioni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Opinioni</span></a> <a href="/transit/tag:Blog" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Blog</span></a></p>

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<p>Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a:
corubomatt@gmail.com</p>
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      <guid>https://noblogo.org/transit/camarillo-brillo-sessions-6</guid>
      <pubDate>Wed, 14 Feb 2024 13:52:03 +0000</pubDate>
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