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    <title>giappone &amp;mdash; Transit </title>
    <link>https://noblogo.org/transit/tag:giappone</link>
    <description>Il blog di Alessandra Corubolo e Daniele Mattioli (on-line, in varie forme,  dal 2005.)</description>
    <pubDate>Sun, 19 Apr 2026 22:59:47 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Gli evaporati del Giappone e gli sciolti d’Italia.</title>
      <link>https://noblogo.org/transit/gli-evaporati-del-giappone-e-gli-sciolti-ditalia</link>
      <description>&lt;![CDATA[(202) &#xA;&#xA;(G1)&#xA;&#xA;Questo post è anche per me, che non ho mai avuto il coraggio di andarmene.&#xA;&#xA;In Giappone li chiamano johatsu, gli “evaporati”. &#xA;Persone che un giorno decidono di sparire: abbandonano casa, famiglia, lavoro, e scivolano fuori dal radar sociale come gocce che si dissolvono nel vapore. Nessuna tragedia, nessun delitto: semplicemente, svaniscono. &#xA;Una sparizione volontaria, quasi estetica. Lì dove altri si reinventano con un taglio di capelli o un corso di yoga, loro optano per la scomparsa assoluta.&#xA;&#xA;In un Paese dove l’onore è una valuta e la vergogna un mutuo a tasso fisso, certi fallimenti sono più pesanti della vita stessa. &#xA;Non si tratta di scappare: si tratta di sottrarsi. &#xA;In Giappone c’è addirittura un’industria al servizio di chi vuole dissolversi: agenzie specializzate che ti aiutano a cambiare città, nome e bolletta della luce. Un’arte della fuga legalizzata, discreta e organizzata, che da noi avrebbe già prodotto tre talk show e una fiction su Rai 1.&#xA;&#xA;(G2)&#xA;&#xA;E in Italia? &#xA;Da noi nessuno evapora. &#xA;Noi ci sciogliamo lentamente, come zucchero in un caffè tiepido. Scompariamo in coda all’INPS, nella nebbia della burocrazia, nei “le faccio sapere” delle aziende. &#xA;Qui non servono agenzie specializzate: basta la pubblica amministrazione. In Giappone si dileguano per scelta; in Italia per attesa.&#xA;&#xA;L’italiano medio non fugge, si mimetizza. &#xA;Cambia avatar, non residenza. &#xA;Si “evapora” sui social, cancellando post e profili, salvo riapparire il giorno dopo per indignarsi con nuova energia. &#xA;La nostra sparizione è digitale, non fisica: lasciamo una scia di dati, come briciole di pane per chi volesse ritrovarci. Lì, l’anonimato è una forma di liberazione; qui, una pausa fra due selfie.&#xA;&#xA;Forse gli evaporati giapponesi, nel loro silenzio, sono più sinceri di noi. Hanno il coraggio di dire: “Basta. Sparisco.” Mentre noi continuiamo a dire “vado via da questo Paese” da trent’anni, senza mai chiudere la valigia. Forse perché, in fondo, evaporare è una forma d’arte che richiede disciplina — e noi, da bravi italiani, preferiamo la commedia dell’apparire.&#xA;&#xA;Chi lo sa: magari un giorno anche noi impareremo a scomparire con stile. Per ora, ci accontentiamo di tagliare la connessione Wi‑Fi. È già un inizio.&#xA;&#xA;#Blog #Società #Giappone #Opinioni #World &#xA;&#xA;Mastodon: @alda7069@mastodon.uno&#xD;&#xA;Telegram: https://t.me/transitblog&#xD;&#xA;Friendica: @danmatt@poliverso.org&#xD;&#xA;Blue Sky: https://bsky.app/profile/mattiolidaniele.bsky.social&#xD;&#xA;Bio Site (tutto in un posto solo, diamine): https://bio.site/danielemattioli&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;scriptfunction loadScript(a){var b=document.getElementsByTagName(&#34;head&#34;)[0],c=document.createElement(&#34;script&#34;);c.type=&#34;text/javascript&#34;,c.src=&#34;https://tracker.metricool.com/resources/be.js&#34;,c.onreadystatechange=a,c.onload=a,b.appendChild(c)}loadScript(function(){beTracker.t({hash:&#34;70edbb2602e0451c4267847447b07ce2&#34;})});/script&#xD;&#xA;Gli scritti sono tutelati da &#34;Creative Commons&#34; (qui)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a: &#xD;&#xA;corubomatt@gmail.com]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(202)</p>

<p><img src="https://www.lecodelsud.it/wp-content/uploads/2017/05/Gli-evaporati.jpg" alt="(G1)"></p>

<p><strong>Questo post è anche per me, che non ho mai avuto il coraggio di andarmene.</strong></p>

<p>In Giappone li chiamano <strong>johatsu</strong>, gli “<strong>evaporati</strong>”.
Persone che un giorno decidono di sparire: abbandonano casa, famiglia, lavoro, e scivolano fuori dal radar sociale come gocce che si dissolvono nel vapore. Nessuna tragedia, nessun delitto: semplicemente, svaniscono.
Una sparizione volontaria, quasi estetica. Lì dove altri si reinventano con un taglio di capelli o un corso di yoga, loro optano per la scomparsa assoluta.</p>

<p>In un Paese dove l’onore è una valuta e la vergogna un mutuo a tasso fisso, certi fallimenti sono più pesanti della vita stessa.
Non si tratta di scappare: si tratta di <strong>sottrarsi</strong>.
In Giappone c’è addirittura un’industria al servizio di chi vuole dissolversi: agenzie specializzate che ti aiutano a cambiare città, nome e bolletta della luce. Un’arte della fuga legalizzata, discreta e organizzata, che da noi avrebbe già prodotto tre talk show e una fiction su Rai 1.</p>

<p><img src="https://www.gedistatic.it/content/gnn/img/lastampa/2025/08/24/194726251-d08d0209-36d3-4fa1-9559-6a77796e0abc.jpg" alt="(G2)"></p>

<p>E in <strong>Italia</strong>?
Da noi nessuno evapora.
<strong>Noi ci sciogliamo lentamente</strong>, come zucchero in un caffè tiepido. Scompariamo in coda all’INPS, nella nebbia della burocrazia, nei “le faccio sapere” delle aziende.
Qui non servono agenzie specializzate: basta la pubblica amministrazione. In Giappone si dileguano per scelta; in Italia per attesa.</p>

<p><strong>L’italiano medio non fugge, si mimetizza</strong>.
Cambia avatar, non residenza.
Si “evapora” sui social, cancellando post e profili, salvo riapparire il giorno dopo per indignarsi con nuova energia.
La nostra sparizione è digitale, non fisica: lasciamo una scia di dati, come briciole di pane per chi volesse ritrovarci. Lì, l’anonimato è una forma di liberazione; qui, una pausa fra due selfie.</p>

<p>Forse gli evaporati giapponesi, nel loro silenzio, sono più sinceri di noi. Hanno il coraggio di dire: “Basta. Sparisco.” Mentre noi continuiamo a dire “vado via da questo Paese” da trent’anni, senza mai chiudere la valigia. Forse perché, in fondo, evaporare è una forma d’arte che richiede disciplina — e noi, da bravi italiani, preferiamo la commedia dell’apparire.</p>

<p><strong>Chi lo sa: magari un giorno anche noi impareremo a scomparire con stile. Per ora, ci accontentiamo di tagliare la connessione Wi‑Fi. È già un inizio</strong>.</p>

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<p>Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a:
corubomatt@gmail.com</p>
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      <guid>https://noblogo.org/transit/gli-evaporati-del-giappone-e-gli-sciolti-ditalia</guid>
      <pubDate>Mon, 02 Feb 2026 08:12:48 +0000</pubDate>
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